#ADOLESCENZE: Pubertà.

Integrare i cambiamenti del corpo nella psiche

di Valentina Schiuma

In questo percorso alla scoperta dell’adolescenza, con i prossimi contributi, si vuole porre maggiore attenzione ad ognuno dei compiti evoluti in modo separato ed esclusivo ma da considerarsi sempre come compresenti ed interdipendenti tra loro.

Il primo è sicuramente quello dall’intensità maggiore e dalle caratteristiche maggiormente perturbanti: l’integrare i cambiamenti del corpo nella psiche. Questo compito evolutivo inizia con un’esplosione inequivocabile: la pubertà, lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. In questo periodo aspetti esterni del corpo cambiano fuori dal controllo ed in maniera disarmonica. La psiche diventa particolarmente vulnerabile ai cambiamenti ed anche il corpo stesso è particolarmente sensibile agli stimoli. Ad esempio, i capezzoli nelle ragazze sono ipersensibili e, spesso, fonte di dolore, il menarca e la prima eiaculazione possono essere molto spaventosi, le pulsioni interne e gli istinti che si manifestano prepotentemente possono portare ad esperienze disturbanti.

Alcuni autori hanno ipotizzato come questo passaggio possa presentarsi come un Break-down evolutivo (Laufer, 1984), una rottura nella continuità dell’esperienza del proprio essere e una rottura con la realtà sia interna che esterna. Può accadere che l’adolescente che subisce questi cambiamenti percepiti come sconvolgenti voglia provare ad esercitare il proprio potere attraverso esercizi di controllo del proprio corpo e di oggetti esterni come il cibo, favorendo condotte anoressiche o bulimiche che abbiano la funzione di arrestare i cambiamenti e lo sviluppo. Ma anche senza entrare nell’analisi di esiti clinici, l’esperienza affettiva più comune in relazione al corpo e alle pulsioni è la Vergogna. Non è raro vedere come la vergogna nelle relazioni sociali si manifesta attraverso il tentativo di nascondersi e passare inosservati provando sentimenti di incertezza, insicurezza, precarietà dell’essere.

Dal corpo, questi cambiamenti, devono essere compresi a livello psichico ed integrati a completare la percezione che si ha di sé stessi. Questo passaggio, complicato anche dall’intensa attivazione emotiva, comporta l’attivazione di strategie difensive che possono essere più o meno rigide in base a quanto sia difficile per il soggetto accettare i cambiamenti e le emozioni che si scatenano. C’è bisogno di difendersi dalle pulsioni sessuali, c’è bisogno di difendersi da alcune parti o funzioni del corpo che non piacciono affatto, c’è bisogno di difendersi dallo sguardo degli altri vissuto come intrusivo e persecutorio, c’è bisogno di difendersi dalla sensazione di estraneità di abitare un corpo sconosciuto fonte di forza estrema ma anche di vergogna immobilizzante.

Il processo di accettazione ed integrazione non avviene solo all’interno di sè stessi ma anche all’interno del sistema familiare e anche questa può essere un’esperienza tutt’altro che semplice. L’esperienza della maturazione sessuale può essere vissuta in maniera sconvolgente anche all’interno della famiglia soprattutto quando i genitori si ritrovano a fare i conti con aspetti irrisolti della propria adolescenza oppure quando per influenza culturale si fa fatica ad accedere ad alcuni aspetti della sessualità.

Alcuni genitori soffrono nell’essere portati a sintonizzarsi con un’esperienza che hanno vissuto essi stessi come dolorosa o angosciante ed altri risperimentano alcuni entusiasmi adolescenziali agendo una regressione alla propria adolescenza. Alcune famiglie tendono a normalizzare questa esperienza permettendo ai propri figli di fare le prime esperienze sessuali sotto il tetto della casa di famiglia, con la credenza di poter tenere tutto sotto controllo ed altre, invece, fanno in modo che rimangano inespressi e taciuti alcuni tabù collegati alla sessualità.

Tutto questo dà proprio l’idea di come questa fase evolutiva abbia una forza dirompente, che si diffonde nelle relazioni circostanti ma rispetto a cui, inevitabilmente, non si può rimanere indifferenti, per cui a livello individuale, familiare e sociale, dobbiamo prenderci carico di questa sensibile fase di crescita.

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