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13 Agosto 2020 • articoli_home, Netural Travel

IMPARARE L’INGLESE GIOCANDO E…VIAGGIANDO

di Rita Scalcione

Ecco la prima rubrica mensile di libri di viaggio o per il viaggio di #Neturalfamilytravel. Oggi vi presentiamo Chiara, una personal Organiser di libri per bambini e ragazzi in inglese! Siete pronti a conoscerla? Leggete l’articolo perché c’è un piccolo regalo per voi!

Chi è Chiara?

Chiara vive a Milano ed è mamma di due bambini, Marco ed Elisa. Da sempre grande lettrice e, come tante di noi, da quando è diventata mamma, ha scoperto quanto sia meravigliosa l’editoria per bambini. Dal 2018 Chiara collabora come organiser con la casa editrice inglese Usborne, occupandosi dell’intero catalogo in lingua inglese. Sono oltre 2000 libri, già adatti a partire dalla nascita fino ai 18 anni e per chi non è madrelingua vi sono testi adatti anche all’età adulta. Il catalogo è veramente ampio e contiene libri di narrativa, libri attività, stickers, puzzle, dizionari e i temi trattati sono infinti.

In cosa consiste il suo lavoro?

Chiara è una personal organiser . Lei ti aiuta a trovare il libro più adatto alle esigenze del bambino, creando delle selezioni personalizzate in base alle richieste fatte. Contattandola è possibile acquistare i libri direttamente da Usborne. I libri si trovano fisicamente in UK, la consegna è affidata a DHL ed è tracciata e assicurata. Si rivolge ai privati, ma collabora anche con scuole e biblioteche.

Chiara e NETuralfamilytravel: ecco cosa faremo per voi

Vi avevo già accennato nella mia guida su” Gli indispensabili in valigia” che nello zainetto da viaggio dei miei bimbi non mancano mai i libri attività per passare il tempo al ristorante, durante le tante ore di volo o nelle lunghe attese. Loro adorano quelli della Usborne e io anche. Ma se questi libri fossero in inglese? Sappiamo che è fondamentale imparare l’inglese, soprattutto da piccoli e questo è un buon modo per iniziare divertendosi!

Nel favoloso mondo di Instagram un bel giorno ho conosciuto Chiara. Aveva appena postato la foto di un libro che aveva catturato la mia attenzione: un diario di viaggio per bambini della casa editrice Usborne in inglese. Da lì sono seguiti svariati messaggi è una lunga telefonata.

“Che ne dici Chiara se facessimo una selezione per le famiglie viaggiatrici di #Neturalfamilytravel?”

Ed eccoci qui…Lei è super professionale è subito ha colto le nostre esigenze. I bimbi in viaggio hanno bisogno di libri e giochi passatempo. Spesso ci sono lunghe attese, tante ore di viaggio, momenti di noia al ristorante o più semplicemente si ha bisogno di far qualcosa insieme sotto l’ombrellone al mare in queste calde giornate di Agosto.

I consigli di Chiara: la selezione estiva per #NeturalFamilytravel

Ecco la selezione che Chiara ha pensato per noi! Sono tre proposte. Tre attività da fare in vacanza.

Snap Card

Adatte dai 3 anni. Grazie alle Snap Card introduciamo l’inglese…giocando! E’un mazzetto di 52 carte plastificate (ci sono 13 soggetti diversi, per ogni soggetto ci sono 4 carte). Ogni carta è etichettata e raffigura un soggetto. Si può giocare a memory, a rubamazzetto o anche inventarsi un gioco di indovinelli. Ottime per introdurre i vocaboli, costruire storie, sviluppare la memoria.Vi sono vari soggetti  



Perchè ve lo consiglio per l’estate? Perfetto come passatempo per tutta la famiglia quando si è in montagna in attesa di uscire o al mare, al pomeriggio durante le ore della siesta.

Magic Painting.

Adatto dai 3 anni
E’ un albo da colorare, dove le immagini sono in bianco e nero. Basta passare il pennello in dotazione bagnato con acqua ed ecco uscire dalla pagina magicamente i colori.   I fogli possono essere staccati comodamente in modo da poterlo usare anche con più bambini (basta essere dotati di altri pennelli). Una volta colorato, si possono ritagliare le immagini, plastificarle o incollarle a un cartoncino rigido, e usarle come tessere delle nomenclature o anche per realizzare dei segnalibri da regalare. Ottimo per far rilassare i bambini,  per introdurre i colori e i primi vocaboli.Vi sono vari soggetti tra cui scegliere.

Perchè ve lo consiglio per l’estate? Perfetto per intrattenere i bambini quando si è fuori a cena 

Wipe clean

Adatto dai 3 anni 

I wipe clean sono libri o tessere attività, realizzati con carta plastificata: grazie al pennarello in dotazione, il bambino esegue l’attività e, una volta conclusa, si può cancellare semplicemente con un panno, ripetendola più e più volte. Vi sono varie proposte: per migliorare la scrittura o ad esempio per allenarsi in matematica. Oggi vi propongo le tessere wipe clean a tema viaggio. 

Perchè ve lo consiglio per l’estate :   sono ottime per intrattenere i bambini durante i viaggi 

Un fantastico regalo per voi…anzi, due!

Per i lettori di NETural Family e #Neturalfamilytravel potete avere questa selezione ad un prezzo speciale.

Il pacchetto comprende:  

  • 1 mazzetto di snap card
  • 1 magic painting-
  • 1 mazzetto di wipe clean

Il prezzo scontato è di 25€ (spedizione tracciata e assicurata inclusa). In più, se fai un ordine con Chiara entro il 31 di agosto avrai anche una copia OMAGGIO di “Holiday Puzzle Pad” , con oltre 200 giochi per le vacanze. Perfetto anche per gli adulti che vogliono esercitarsi con l’inglese.

Come faccio ad ordinarlo a questo prezzo speciale?

Semplicissimo: seguite su Instagram la pagina di Neturalfamilytravel https://www.instagram.com/neturalfamilytravel/ e quella di Chia_books https://www.instagram.com/chia_books/?hl=it ,taggate nei commenti due amici che possono essere interessati all’offerta e mandateci un messaggio per ordinare la selezione #NETuralfamilytravel.

Come contatto Chiara per altre consulenze?

Chiara è una forza e saprà indicarvi i libri gusti per i vostri figli. Ecco i suoi riferimenti:

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Alla scoperta dell’Olanda del Nord: l’Isola di Texel da vivere in famiglia

di Rita Scalcione

Oltre i mulini al vento, oltre i campi di tulipani. Un paesaggio olandese che non ti aspetti, fatto di dune di sabbia bianca, spiagge infinite e natura incontaminata: siamo a Texel, la più grande delle Isole Frisone Occidentali olandesi, nel freddo Mare del Nord.

il Faro di Texel

Vi ho già raccontato della mia passione per le isole e di quanto le trovi estremamente affascinanti. Durante un viaggio itinerante in Olanda abbiamo dedicato 2 giorni a questa meravigliosa isola e, nonostante sia molto piccola, siamo stati felici di dedicarle più di una toccata e fuga, tanto da sognare di ritornarci per trascorrerci una settimana intera. C’è un’atmosfera rilassante, quasi fuori dal mondo, e le esperienze da fare sono davvero tante.

Come Arrivare a Texel

Per arrivare a Texel bisogna arrivare al porto di Den Helder. Noi eravamo in auto, ma il porto è collegato con i treni dal resto dell’Olanda. Da lì ci sono i frequenti traghetti dove potete imbarcare anche la vostra auto, che in 30 minuti scarsi vi portano sull’Isola. Sul sito della compagnia Teseo potete consultare tutti gli orari.

Il viaggio è breve ma con un panorama stupendo e all’interno del traghetto troverete anche un bar/ristorante, oltre all’immancabile area gioco, presente quasi ovunque in Olanda.

Dove dormire a Texel

Siamo stati a Texel un periodo di altissima stagione ( superponte di Pasqua 2019) e la scelta non era tanta. Noi abbiamo soggiornato allo Stayokey Texel, un ostello ma con gli standard di un albergo. Nuovo, pulito, a misura di bambino. Per le famiglie danno una camera quadrupla con bagno privato (occhio alla tariffa perché per la biancheria c’è un supplemento) . Camera perfetta ed essenziale. Le aree comuni e gli esterni sono meravigliosi con tanti giochi per i bimbi, ampi spazi e un ristorante con una bella birreria.C’è anche il parcheggio e la possibilità di noleggiare le bici per girare l’isola. Io ci ritornerei perché siamo stati davvero bene.

Avevo trovato una seconda soluzione che però non era disponibile per le date scelte, ma ve la segnalo comunque perché mi è sembrata altrettanto adatta alle famiglie soprattutto per il parco acquatico: Vakantiepark De Krim 

La nostra Texel: appunti di viaggio per vivere l’isola in famiglia

Texel è una di quelle mete che ti rapiscono il cuore. Lo vedi già da quando la nave sta per attraccare e si cominciano a intravedere le casette verdi, tipiche del Nord Europa. Lo senti quando cominci a percorrere le strade con le distese infinite di verde e le migliaia di pecore al pascolo.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio e abbiamo subito raggiunto la nostra sistemazione, lo Stayokay Texel. L’isola è sempre molto ventilata, ma ci accoglie un bel sole e decidiamo di rilassarci un po’ nel bel parco antistante l’ostello. I bimbi giocano tra barchette di legno e carrucola e noi ci gustiamo una delle prelibatezze dell’isola: la birra Texel, prodotta proprio in questa zona. Super consigliata.

La birra Texel prodotta sull’isola

Vediamo che al ristorante dell’ostello c’è anche la possibilità di cenare. Nulla di esaltante ma il buffet è comodo e così ceniamo ad un orario tutto olandese e alle 19.00 siamo già fuori. E’ aprile e fa buio molto tardi.

L’idea è quella di andare al Faro prima del tramonto per un effetto WOW! Ci mettiamo in auto e la strada per raggiungerlo è incantevole.

Arriviamo lì che è ancora giorno e davanti a noi una distesa infinita di sabbia bianca. La sabbia è gelida e il paesaggio da lasciare senza fiato. Aspettare il tramonto lì e godersi lo spettacolo è stata una delle cose più emozionanti di tutto il viaggio e forse uno dei tramonti più belli della mia vita.

L’indomani ci aspetta una delle attività che avevamo programmato e che sappiamo piacerà tanto ai bimbi: Ecomare! E’ un museo speciale dedicato al mare del nord e al Waddenzee, agli animali che lo popolano, agli uccelli e alla sua tutela.

Foche in cura a Ecomare

Il museo è principalmente al chiuso con anche un piccolo acquario e alcune attività interattive. Davvero interessante. Una volta giunti all’esterno arriva la meraviglia che stupirà i più piccoli. Ecomare è anche un ospedale che cura foche a alti animali presenti in questo mare. All’esterno ci sono le vasche che li ospitano e si può assistere al momento del pasto ad orari prestabiliti. Alla fine della visita si può fare una passeggiata tra le dune selvagge che sono parte integrante del parco.

Giriamo per l’isola senza una meta ben precisa, incantati dal meraviglioso paesaggio. Ci fermiamo in una delle tante fattorie dove è possibile acquistare del buon formaggio. La serata la trascorriamo al villaggio di Den Burg per una passeggiata tra le vie del centro e per gustarci una cena alla Brasserie de Lindeboom e dove mangiamo cibo locale ottimo e un bel kids menù. Attenzione perché qui tutto chiude molto presto per gli standard italiani, quindi alle 7 di sera potreste trovare i negozi già tutti chiusi.

E’ la nostra ultima notte in questo paradiso, ma prima di ripartire non potevamo farci mancare un’esperienza che ancora ricordiamo con piacere: la pesca dei gamberetti. Si parte da Oudeschild, al sud dell’isola. Ci imbarchiamo su un peschereccio con due veri capitani!

Pesca dei gamberetti

Il giro dura due ore circa e ci spiegano come avviene la pesca con le reti alla quale assistiamo. E’ stato davvero divertente. Una volta pescati i gamberetti i capitani chiamano i bimbi per far liberare le stelle marine e i piccoli pesci finiti nella rete.

Assistiamo alla pulitura e infine i gamberetti vengono cotti e mangiati da tutti gli ospiti a bordo. Esperienza davvero bellissima e prenotatile sul posto o dal loro sito.

Saremmo restati qui volentieri ancora qualche altro giorno, ma il nostro viaggio olandese non è finito e altre avventure ci aspettano! Continuate a seguirci perché l’Olanda è davvero magnifica e non vediamo l’ora di raccontarvi le prossime tappe!

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GIOCARE CON LE COSTRUZIONI: UN LAVORO IMPORTANTE PER I BAMBINI

di Ilenia Amati

Ciao mamme e papà, questo è il nostro ultimo appuntamento pre-vacanze estive, riprenderemo le nostre pillole pedagogiche poi a settembre.

Oggi mi soffermo sull’importanza di “giocare” con le costruzioni o con i mattoncini colorati. Preciso che per il bambino, già a partire da 8 mesi fare questo gioco non è solo “un gioco” ma è quasi un lavoro.

Il bambino che costruisce, elabora un pensiero rispetto alla costruzione, sviluppa il linguaggio perché vuole raccontare quello che ha costruito, stimola attenzione e concentrazione per incastrare i pezzi o per metterli uno sull’altro.

Un bambino che gioca con le costruzioni esercita e stimola le sue capacità cognitive e la fantasia. Vediamo quali sono le abilità che il bambino va ad affinare:

– Manualità – Precisione – Equilibrio – Attenzione – Immaginazione.

Ricordiamoci che non ci sono istruzioni per usare le costruzioni, il gioco non è mai lo stesso e quindi non è mai banale. Oltre ai set predefiniti di costruzioni possiamo avvalerci di materiali poveri come cartoni e scatole di varie misure, filati in plastica, tappi dei detersivi o di sughero, scarti di falegnameria.

Sarebbe opportuno organizzare per il bambino i materiali e le costruzioni in box trasparenti divisi per categorie.

Ai bambini piace avere tutto in ordine anche se poi, giocando, tenderà a confondere tutti i pezzi. Dopo aver giocato, tutto dovrà tornare al suo posto. Due regole importanti per noi adulti:

• spegnere tv, tablet ecc.: il bambino non deve avere un eccesso di stimoli e deve potersi concentrare per far sviluppare la fantasia.

• Essere meno intrusivi possibile: tutti i grandi inventori hanno bisogno di “solitudine”. Sarà il bambino stesso a cercarci per raccontarci il suo progetto e per farci vedere la sua costruzione.

Ultima cosa importantissima: non confondiamo l’immaginazione con la fantasia. Con le costruzioni noi alleniamo l’immaginazione. Attraverso l’atto del costruire il bambino crea le forme con la mano e le rielabora seguendo la propria fantasia e immagina una nuova struttura di sua invenzione.

Bruno Munari insegna “L’immaginazione è il mezzo per rendere visibile ciò che la fantasia, invenzione, creatività pensano”.

Buona estate a tutti e arrivederci a settembre!

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Il Paese delle meraviglie esiste ed è in Olanda: benvenuti a Efteling!

Magia e divertimento per tutte le età. Efteling è un parco poco noto agli italiani, eppure è uno dei più belli in Europa.

Ad Efteling ci siamo finiti quasi per caso. Prima di programmare il nostro viaggio in Olanda non conoscevo assolutamente l’esistenza di questa meraviglia, ma siccome quando si tratta di viaggi sono un po’ secchiona, studia di qua e studia di la ecco che spunta questa meta che è diventata praticamente una tappa imperdibile nel nostro girovagare in terra olandese.

Come arrivare a Efteling

Il parco Si trova nella città di Kaatsheuvel, quasi al confine con il Belgio, ma potete comodamente raggiungerlo da vari aeroporti ben collegati con le compagnie low cost. Infatti è quasi equidistante dagli aeroporti di Bruxelles, Amsterdam, Maastricht e Weeze ( Düsseldorf).

Dove dormire

Come in altri parchi divertimento, anche qui c’è la possibilità di prenotare un alloggio all’interno. Ce ne sono di varie tipologie e potete consultare le tariffe sul sito ufficiale del parco.

Noi abbiamo alloggiato appena fuori Efteling e mi sento di consigliarvi fortemente questa soluzione che si è rivelata essere la più economica nonostante il periodo ( Pasqua 2019), la bellezza dell’alloggio e la comodità perché si raggiunge il parco a piedi. L’hotel si chiama GuestHouse Hotel Kaatsheuvel. Essendo principalmente frequentato da famiglie che vanno a Efteling, la struttura è completamente a misura di bambino, dai menù, alle aree gioco interne ed esterne su ogni piano, fino alle camere stupende con le finestre che danno direttamente sulla terrazza attrezzata per far giocare i bimbi.

Se prenotate sul loro sito vi offrono vari pacchetti che comprendono anche l’ingresso al parco. Noi abbiamo passato qui due notti con due giornate a Efteling. Sempre in hotel abbiamo noleggiato due cargo in legno per trasportare i bimbi. I miei erano già abbastanza grandi per i passeggini ( avevano 3 e 5 anni) ma il piccolo di casa si sarebbe stancato a camminare per tutto il giorno perché il parco è enorme e nel trasportino in legno ci ha fatto anche il pisolino pomeridiano!

Per godervi al meglio Efteling calcolate due intere giornate perché in un giorno non riuscite a visitare tutte le attrazioni. Io ci sarei stata anche un terzo giorno a dirla tutta.

Benvenuti nella magia….Efteling vi stupirà!

Già all’ingresso vi renderete conto di quando sia magica l’atmosfera di Efteling. Il parco è completamente immerso nella natura. Non ci sono personaggi dei cartoni animati, musica a tutto volume, file disordinate. Non andrete via stanchi di sentire bambini urlanti e canzoni inflazionate di cui non ne potete più.

Tutto è estremamente curato nei minimi dettagli. E’ il paese delle meraviglie per eccellenza.

Il parco esiste dal 1952. Poi man mano si esteso fino ad arricchirsi di tutte le attrazioni che sono attualmente presenti e adatte anche ai più grandi ( e spericolati).

Ci sono tantissime giostre anche per i piccolissimi oltre ad un’area tra le più magiche mai viste: il bosco delle favole. Che poi è un vero e proprio bosco con tanto di scoiattoli che saltellano sui grandi alberi e un percorso fiabesco ispirato ai racconti della tradizione nordica, da Hansel e Gretel ai Sette Capretti, da Biancaneve a Madame Holle.

Si passa poi alle aree con le attrazioni più classiche, dalle montagne russe alla nave pirata e qualche giostra per i più temerari come Baron 1898.

C’è persino un lago due poter fare un giro in barca!

Non perdetevi Symbolica. Ci ha talmente conquistati che abbiamo rifatto il giro tre volte. Verrete catapultati in un mondo magico che è davvero difficile descrivere a parole. Così come con Fata Morgana o con Droomvlucht.

Ci sono attrazioni per tutti i gusti e per tutte le età così tutta la famiglia è accontentata.


Come ogni parco che si rispetti, anche ad Efteling non mancano gli spettacoli...e sono davvero incredibili. Pur essendo solo in Olandese sono riusciti a tenerci incollati alla sedia!

Scaricate l’app del parco per tenere sotto controllo la mappa e i tempi di attesa delle varie attrazioni. Inoltre non perdetevi le tante leccornie presenti nei numerosi punti di ristoro e godetevi tutta la magia perché credetemi, Efteling vi lascerà senza fiato. Noi non vediamo l’ora di ritornarci!

Consultate il sito ufficiale per il regolamento anti Covid-19.


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Genova è una città per bambini. Ecco la nostra esperienza al grande Acquario e non solo.

di Rita Scalcione

Ma Genova va ben oltre l’Acquario : ecco cosa fare a Genova per un weekend con i bimbi.

Acquario di Genova

Ci sono tante, tantissime città in Italia che vanno assolutamente visitate. Ma tra un viaggio e l’altro si rimanda sempre perché …“tanto è qui, c’è un volo diretto e prima o poi ci andremo!”.

In questo caso il nostro viaggio era in Francia, a luglio del 2018, ma non avendo trovato voli economici per la Francia del Sud…” sai che c’è? Arriviamo a Genova da Bari in aereo e da lì noleggiamo l’auto così ne approfittiamo per vederla”. E così abbiamo fatto al ritorno dal nostro on the road in Camargue e Provenza.

Genova

Avevamo solo due notti a disposizione e due giorni scarsi per visitarla e le placche alla gola mie e di mio marito con febbre e stanchezza non hanno proprio facilitato le cose, non permettendoci di fare tutto quello che avevamo in programma. Vi parlerò quindi prima di quello che abbiamo fatto noi e poi di tutte quello che potete fare con i bimbi se siete a Genova.

L’Acquario di Genova : un classico per tutte le età.

La visita all’Acquario, che siate con o senza figli, fa parte degli imperdibili.

E’ il più grande d’Europa e le opzioni per una visita sono tante. Tutto dipende dal budget, dall’età e dal tempo a disposizione.

Sul sito trovare tutte le offerte combinate per una visita a 360°. Il nostro viaggio risale a due anni fa, in periodo quindi pre Covid ma, ora più che mai, vi consiglio di informarvi tramite il sito ufficiale e consultare il regolamento di visita Covid-19, perché la capienza massima è ridotta e solo la prenotazione del biglietto online vi garantisce l’ingresso.

Per questioni di tempo e di età ( i miei bimbi avevano 2 e 4 anni all’epoca del viaggio) abbiamo optato per la visita classica. La struttura e immensa e si trova in un bellissimo edificio progettato da Renzo Piano nel Porto Antico di Genova. Lo scopo della sua esistenza ha obiettivi conservativi oltre che didattici.

Per una visita individuale del solo acquario, come quella che abbiamo fatto noi, considerate almeno 3 ore. Ma starei larga con i tempi. Ovviamente tutto dipende da quanto volete fermarvi ad ammirare ogni sala. Inutile dirvi che per i bambini, grandi amanti degli animali e degli abitanti dell’acqua – del resto chi non lo è alla loro età – è stata un’emozione grandissima vedere una così grande varietà di specie marine da vicino. Le vasche sono enormi e permettono agli animali di muoversi liberamente. Se avete bimbi piccolissimi, sappiate che il percorso è interamente agibile con i passeggini e quindi anche per i disabili.

Alcune vasche sono disposte su più livelli in modo da poter meglio osservare gli animali e il loro comportamento. I delfini hanno letteralmente catturato l’attenzione dei bimbi, incantati nel vedere le loro acrobazie sott’acqua. La visuale ti dava l’impressione di essere lì a giocare assieme a loro. Interessante anche la vasca tattile che ti permette di sfiorare le mante .

Ma quale modalità di visita scegliere all’acquario ?

Come dicevo, il classico percorso individuale non è il solo modo per fare una visita all’Acquario di Genova. Su sito infatti trovate diverse opzioni.

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Ecco alcuni esempi:

“L’esperto con te” ti permette di avere un biologo a tua disposizione solo per te e per i tuoi amici o familiari. Puoi scegliere il giorno, l’ora e anche il tema del tuo incontro speciale con gli animali dell’Acquario, oppure decidere tra una delle proposte: Mammiferi Marini, Mar Mediterraneo, Mari Tropicali, Animali pericolosi.

“Dietro le quinte” ti farà scoprire tutti i segreti dell’Acquario attraverso un percorso guidato nelle aree curatoriali e nei laboratori per conoscere tutte le attività necessarie al mantenimento delle vasche e alla cura e allevamento degli animali.

“Notte con gli squali” è un’ avventura riservata ai bambini 7/11 anni che consentirà di scoprire il comportamento notturno degli animali e dormire a tu per tu con i pesci.

Sono inoltre disponibili biglietti combinati per accedere ad altre strutture presenti al Porto Antico:

Galata: il museo del mare

Il più grande museo marittimo del Mediterraneo per un viaggio nella storia della navigazione. La visita è interattiva e si arriva persino alla “Sala della Tempesta” per poter vivere l’avventura di una scialuppa di salvataggio che deve affrontare le onde del mare durante un temporale, con tanto di schizzi d’acqua.

Tra attraenti, globi, una fedele ricostruzione di una galea genovese del ‘600 e tante altre attività, il Museo del mare rispecchia l’anima della città portuale che lo ospita.

Genova – Porto Antico

La Biosfera

Incredibile edificio progettato dall’architetto Renzo Piano. È un luogo dove imparare a conoscere la fauna e la flora delle foreste tropicali, delicati ecosistemi minacciati dallo sfruttamento umano, osservare da vicino oltre 150 specie, ammirare la loro fragile bellezza e comprendere come la loro sopravvivenza dipenda da tutti noi.

Bigo: l’ascensore panoramico

Il Bigo è l’ascensore panoramico situato nell’area del Porto antico vicino all’Acquario di Genova, anch’esso progettato dall’architetto Piano. Ti permette di avere una straordinaria visuale sulla città , portandoti ad oltre 40 metri di altezza.

La città dei bambini e dei ragazzi

Situata nel Porto Antico, all’interno dei Magazzini del Cotone. E’ un luogo dove i bimbi possono toccare, esplorare, giocare in totale sicurezza e, credetemi, non vorranno più andar via. Un’enorme area gioco-educativa per bambini e ragazzi dai 2 ai 12 anni. La  struttura è suddivisa in tre spazi espositivi in base alle diverse età:

Lo spazio 2/3 anni è strutturato come un bosco con attività motorie e sensoriali basate sulla scoperta dei sensi e del proprio corpo.

L’area dai 3 ai 5-6 anni costruita come un vero cantiere dove, muniti di caschetto, con piccoli mattoni e carriole, secchi e gru, i bimbi imparano a mettersi in relazione con gli altri. Possono inoltre provare divertenti esperimenti con l’acqua e compiere interessanti esperienze sensoriali e senso-percettive.

La città dei bambini e dei ragazzi

L’area dai 6 ai 12 anni è dedicata al mondo della scienza, della natura, della biologia, della logica attraverso una serie di giochi ed esperimenti interessanti.

La città dei bambini e dei ragazzi – Genova

Non dimenticate di portare gli antiscivolo e informatevi sulle norme di riapertura in questo periodo di emergenza Covid sul loro sito.

Ed Inoltre:

– Fate un’escursione al Santuario dei Cetacei per fare whale watching. Qui potete avere tutte le informazioni pratiche e la modalità di prenotazione;

– Andate ai parchi di Genova Nervi per passeggiare, giocare o trascorrere un po’ di tempo in relax;

– Perdetevi nei vicoli del centro storico tra piazzette, palazzi storici e antiche botteghe;

– Assaggiate la mitica focaccia geovese e, nelle vicinanze del Porto Antico provate la buona cucina di MOLO MODO 21 o quella di EATALY ,con un bel panorama e tante specialità locali.

E voi ci siete stati? Avete altri consigli su questa meravigliosa città?


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#ADOLESCENZE: separazione e individuazione

La nostra rubrica dedicata all’adolescenza è sempre più interessante, grazie a Valentina Schiuma e Antonella Nuzzolese. Oggi ci parla di separazione e individuazione, un fenomeno molto evidente quando i nostri figli cominciano a diventare “grandi”.

di Antonella Nuzzolese e Valentina Schiuma

I genitori di oggi sono molto spaventati di fronte all’adolescenza dei propri figli. Sono confusi e spaesati perché a volte quel figlio che pensano di conoscere, sembra essere un estraneo. Ci si può intromettere nella vita dei figli? Se si, quando si rischia di disturbare troppo? È davvero complicato per un adulto entrare nel mondo mutevole dell’adolescente, imparare a rapportarsi con un ragazzo che non è più un bambino e nemmeno un adulto.

La letteratura sull’adolescenza di impostazione dinamica quando affronta il problema dei rapporti tra genitori e figli adolescenti, si focalizza su quegli aspetti intrapsichci che caratterizzano il periodo adolescenziale. Ad esempio la teoria di Winnicott pone importanza al tema del “lutto evolutivo” rispetto non solo al corpo infantile ma anche rispetto all’affidarsi dei figli ai genitori. Anche  Margaret Mahaler enfatizza il bisogno evolutivo di prendere le distanze dai genitori con una conseguente sostituzione dei legami primari con quelli con i partner sentimentali e/o coetanei, approdando infine a un senso distinto del Sé come persona separata dai propri genitori.

Gli studi sull’attaccamento sottolineano che i genitori permangono come base sicura nonostante siano meno approdo delle ricerche dei figli se non nei momenti di stress e disagio. In definitiva si riattiva una rinegoziazione dei ruoli e delle funzioni familiari che coinvolge l’intero sistema muovendosi alla ricerca di nuove posizioni, nel senso che le relazioni tra genitori e figli si modellano e si evolvono.

Le teorie sistemiche si concentrano invece soprattutto sulla dimensione relazionale del processo di separazione e individuazione.

Murray Bowen pone l’enfasi sul processo di differenziazione dalla famiglia d’origine definendolo come un obiettivo che l’individuo persegue lungo l’arco di tutta la propria vita e che permette di svincolarsi dal proprio nucleo familiare d’origine attraverso un processo di autodefinizione e autoindividualizzazione.

Per Maurizio Andolfi l’obiettivo più importante per la famiglia è quello di aiutare i propri membri a migliorare il livello di differenziazione del Sé, nel raggiungimento del complesso equilibrio tra appartenenza e separazione. Non dimentichiamo, infatti, che non vi può essere alcuna separazione senza appartenenza!

In ogni caso quando parliamo di separazione e individuazione, non facciamo mai riferimento ad un mero allontanamento fisico, ma al raggiungimento di una condizione psichica che permette alla persona di percepirsi come essere finito e dotato di una propria individualità. Molti giovani adulti credono di poter raggiungere  una condizione di autonomia con l’allontanamento da casa andando in altre città per frequentare l’Università. In realtà senza una completa ed equilibrata separazione psichica, una tale situazione potrebbe trasformarsi in quello che Bowen chiama “taglio emotivo” ovvero una negazione delle proprie appartenenze, senza le quali non è possibile nemmeno capire da cosa ci si dovrebbe separare!

L’adolescenza è un momento fondamentale di questo difficile processo, ecco perché risulta così complicato e complesso. Omissioni e bugie di poco conto (che spesso fanno tanto arrabbiare e preoccupare i genitori) possono rappresentare un primo segnale del tentativo di differenziazione, poiché permettono al ragazzo di avere qualcosa di proprio, non condiviso con il resto della famiglia. L’apparente predilezione del gruppo dei pari è un altro indice dell’importante lavoro svolto dai ragazzi, senza dimenticare che nonostante apparentemente sembri il contrario, resta un profondo interesse per la propria famiglia d’origine. Non a caso molti adolescenti problematici in realtà utilizzano la loro sintomatologia per aiutare i propri genitori o comunque per portare alla luce dinamiche familiari disfunzionali.

In sistemi familiari particolarmente rigidi l’adolescente può subire un blocco del processo di differenziazione, con esiti che potrebbero contrastare uno sviluppo sano ed equilibrato.

Un primo esito disfunzionale potrebbe riguardare un rallentamento dell’esplorazione di Sé e del mondo esterno. Confini familiari “ingabbianti” potrebbero infatti limitare la sperimentazione delle proprie caratteristiche e  la ricerca di risorse nell’ambiente esterno. Questo limiterebbe la possibilità di fare sbagli, di sperimentare e di “provare vari abiti” e modi di essere nuovi. L’adolescente così perde l’esperienza e l’investimento creativo e generativo su di sé, rimanendo ancorato a modelli e funzioni imposte e non scelti che, per quanto possano far sentire sicuri, chiudono rigidamente a determinate modalità e possibilità di essere. Ricordo una paziente in particolare, una giovane adulta, che aveva richiesto una psicoterapia per scoprire il proprio Sé autentico perché incastrata “negli abiti che mi hanno cucito addosso”. In questa direzione molte sono le esperienze di Falso Sé (Winnicott) cioè di uno sviluppo della propria identità che non ha sviluppato componenti autentiche di Sé ma ha tendenzialmente sviluppato queste componenti in direzione di una compiacenza estrema verso le richieste ambientali. Questo tipo di esperienza viene nel tempo esperita come mortificante e possono comparire sintomi depressivi, tristezza, chiusura. 

Un secondo esito disfunzionale potrebbe consistere in reazioni di eccessiva opposizione verso le proprie origini familiari con il conseguente tentativo di costruire la propria identità in totale contrasto con ciò che si è conosciuto e sperimento fino a quel punto e che, inevitabilmente, fa parte del proprio essere.

Lo sviluppo dell’identità in completa opposizione verso le proposte familiari, possono portare ad esiti altrettanto disturbanti in quanto anche in questa direzione non c’è lo sviluppo di una autentico Sé ma il cristallizzarsi di soluzioni permeate di rabbia e opposizione dove, poi di fatto, una separazione non c’è mai stata.

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14 Luglio 2020 • articoli_home, con i genitori, Netural Kids

LA PAURA NEI BAMBINI

di Ilenia Amati

Ciao mamme e papà, oggi vorrei parlarvi di Alice, una bambina piena di paure un po’come anche i nostri bimbi:

ALICE LA PAUROSA

Quando una porta sbatte
o un libro cade a terra,
Alice pensa subito:
“E’ scoppiata la guerra!”
Se qualcuno si avvicina
e la vuole salutare,
lei vien presa dal panico
e decide di scappare.
Durante l’intervallo,
ha il terrore di uscire,
perchè un paio di farfalle
la volgiono inseguire!
Alice salta in aria
e si mette a strillare
quando Mario lo stordito
all’imporvviso compare!
[…]
Aver fifa per Alice
è cosa di ogni giorno,
ma è davvero mostruoso
per chi le sta intorno!

                                                          (Da P. Bertrand, Alice la paurosa,
                                                                        Motta Junior, 2008)

“Alice la paurosa” è tratto da un libro di P. Bertrand edito da Motta Junior Edizioni nel 2008 ed è indicato per i bambini dai 6 anni in su. L’autore ci presenta comportamenti che sono spesso frequenti fra i nostri bambini, soprattutto a scuola: bambini che hanno paura di tutto.
Discutere con i nostri bambini di questi temi, magari a partire dall’ascolto di questa filastrocca, aiuta a migliorare la situazione e a trovare vie d’uscita per disagi che spesso si creano quando abbiamo a che fare con bambini come Alice.

A 8/9 mesi si il bambino sviluppa la prima paura: dell’estraneo, a 12/18 mesi della separazione (con massimo sviluppo intorno ai 3 anni), a 3/5 anni paura dei fantasmi, del buio, delle streghe, del lupo, di Babbo natale, di ammalarsi.

Tre sono i principali stili educativi genitoriali favorenti l’acquisizione delle più comuni paure nei bambini:

  • ipercritico: caratterizzato da un’elevata frequenza di critiche rivolte al bambino (rimproveri, biasimo, svalutazione), determinando nel bambino paura di sbagliare;
  • perfezionistico: convinzione che il bambino debba fare bene sempre tutto: il bambino sarà portato a temere in modo eccessivo la disapprovazione e la critica sviluppando ansia da prestazione soprattutto in ambito scolastico.
  • iperansioso-iperprotettivo: eccessiva preoccupazione dell’incolumità fisica cercando di prevenire ogni frustrazione che potrebbe vivere. Nel bambino si svilupperà la paura di tutti e che il mondo sia pieno di pericoli.

Invito i genitori a favorire l’apertura dei bambini nel raccontare le proprie esperienze in merito alle loro emozioni negative in modo da poter riflettere insieme sui modi più adeguati per imparare a controllarla e per migliorare i rapporti con gli altri.

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On the road in Puglia con bambini, tra mare e masserie immerse nella natura.

di Rita Scalcione

Un’estate italiana. Un viaggio on the road con bambini poco impegnativo per godere dello splendido mare della costa salentina, tra campagna e antiche masserie.

Il nostro viaggio

Come ogni anno ci concediamo una piccola vacanza tra giugno e luglio. E’ il periodo che preferiamo perché le temperature sono quasi sempre a favore, le giornate ancora lunghissime e non c’è il caos dell’alta stagione, così da trovare spiagge ancora quasi vuote.

Avendo organizzato tutto last second abbiamo optato per una meta semplice semplice, vicina a noi e che regala sempre forti emozioni: la Puglia. Partendo da Matera abbiamo deciso di fare 3 tappe fermandoci ogni due notti in un nuovo posto, in modo da cambiare spiaggia praticamente ogni giorno.

I nostri criteri di scelta sono stati: sistemazioni in campagna, possibilmente in vecchie masserie tipiche del posto, non troppo distanti dal mare e con piscina, anche se non indispensabile visto il mare stupendo, ma comunque piacevole per un bagno pomeridiano o per rilassarsi dopo una giornata in spiaggia.

Ovviamente la Puglia offre una miriade di soluzioni adatte a tutte le tasche e a tutte le esigenze, sia per un viaggio itinerante che per una vacanza più stanziale.

Ma veniamo al nostro itinerario. Come vi dicevo abbiamo cambiato alloggio ogni due giorni per un totale di tre sistemazioni e sei notti.

Partecipanti: Mamma Rita , Papà Marcello, Mia 6 anni e Alberto 4 anni

Mezzo di trasporto : Auto

Torre Colimena, le Saline dei Monaci e Campomarino

Partendo da Matera, dopo circa un’ora e mezzo di viaggio decidiamo di passare mezza giornata in spiaggia prima di raggiungere il nostro primo albergo aMaruggio (TA).

Andiamo un po’ più a sud ed eccoci a Torre Colimena, una frazione di Manduria in provincia di Taranto.

Era da tanto che volevo andarci e direi che abbiamo fatto proprio bene! La spiaggia vicino le Saline è un luogo ancora selvaggio e incontaminato. Una volta posteggiata l’auto c’è un sentiero che costeggia da un lato la spiaggia di sabbia bianca e dall’altro le Saline dei Monaci dove, se siete nel periodo giusto, potete avvistare i fenicotteri rosa e altre specie di volatili come gru o aironi.

Di fenicotteri in lontananza ne abbiamo visti tanti ma, se avete un binocolo, lungo il sentiero c’è una torretta di avvistamento.

Saline dei Monaci

Portate con voi un ombrellone e qualcosa da bere o da mangiare perché la spiaggia non è attrezzata. L’abbiamo trovato un luogo incantevole sia per l’atmosfera che per i colori del mare, della spiaggia e della macchia mediterranea che la circonda.

Spiaggia di Torre Colimena (TA)

Se siete in zona qui ci sono alcune delle spiagge di sabbia più belle della Puglia. A pochi chilometri da Torre Colimena c’è Punta Prosciutto o la riserva naturale del Fiume Chidro, dove poter fare un bagno rigenerante nell’acqua gelida del fiume che incontra il mare.

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro hotel. Masseria Pepe è tutto ciò che si cerca in una masseria pugliese, a cominciare dai colori e dall’arredo delle stanza. Essendo in quattro, ci hanno assegnato la “Casina degli aranci”, una quadrupla enorme con due camere da letto, due comodi bagni e angolo cottura. Ma andatele a vederle tutte sul loro sito perché sono una più bella dell’altra! Grandi aree esterne per pranzare o rilassarsi e una bella piscina rendono l’alloggio ideale sia per famiglie che per coppie.

Masseria Pepe – Maruggio (TA)

Per la gioia dei piccoli, ci sono cavalli e asinelli. C’è anche un ristorante alla carta che però non abbiamo provato, ma comodo se non si ha voglia di uscire la sera.

La cena l’abbiamo consumata a Campomarino , a 10 minuti di auto. Il nostro ristorante si chiama “Al Fresco” ed è vicino al porto, dove potete lasciare l’auto in un parcheggio custodito. Prenotate un tavolo sulla terrazza per godervi un tramonto vista mare. La loro specialità ovviamente è il pesce ,ma hanno un menù molto vario con disponibilità di menù kids se ne aveste bisogno. Un ambiente giovane, curato e un’ ottima cucina.

Il giorno successivo lo trascorriamo in uno dei lidi che più amo della zona: Posto 9, e non potevo che sceglierlo per il giorno del mio compleanno. Qui il tratto di spiaggia è bellissimo. L’ambiente è curato nei minimi dettagli e la cucina tra le più buone di Campomarino, sia per un pasto veloce da mangiare sotto un gazebo in spiaggia che per una raffinata cena vista mare. La nostra giornata si conclude con tanto di torta e candeline spente come da tradizione. E anche questo compleanno l’ho passato in un luogo da sogno…

Campo Marino di Maruggio (TA) – Lido Posto 9

Da Torre Lapillo a Nardò

Sveglia presto, chiudiamo i bagagli, colazione e si va verso nuovi porti. La nostra prossima destinazione è Nardò (LE). Ma anche questa volta trascorriamo la giornata al mare prima di raggiungere la nostra meta.

Torre Lapillo è una frazione della più nota Porto Cesareo. Sabbia fine, acqua limpida e fondale digradante, l’ideale per i bambini. Proprio per questo è una delle spiagge più frequentate del Salento. Noi, in un lunedì di fine giugno, non abbiamo trovato tantissima gente, ma nei fine settimana o in alta stagione la situazione e tutt’altro che tranquilla. Io la consiglierei a giungo o a settembre.

Torre Lapillo

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro b&b. Casina Solatia è in aperta campagna ma a pochissimi kilometri da Nardò e dalle stupende spiagge di questa zona. Ci accoglie la sorridente proprietaria Simona che ci mostra la sua stupenda e nuovissima struttura. Le camere sono essenziali e arredate con gusto. Ci innamoriamo dello spazio esterno, della piscina e soprattutto dell’angolo colazione all’ombra di un gigantesco albero di Noci.

Casina Solatia – Nardò (LE)

La sera la trascorriamo a Nardò, con il suo centro storico tra i più belli e meglio conservati del Salento. Giriamo tra i caratteristici vicoli attorno alla piazza principale e decidiamo di cenare in uno dei tanti ristoranti con i tavoli all’aperto “Il Girone dei Golosi”. Cucina tipica salentina e bellissima atmosfera.

Centro storico di Nardò (LE)

Ci aspetta il giorno successivo un’altra meravigliosa giornata di mare. Con i bimbi preferiamo la sabbia e così ci dirigiamo a Sant’ Isidoro. Il colore del mare non delude!

Spiaggia di Sant’Isidoro – Nardò (LE)

Al tramonto ci attende la cena in un posto che per me è tappa fissa quando sono qui: “Lo Scapricciatiello”. Se volete del buon pesce in un luogo genuino dovete assolutamente provarlo.

Per un tuffo tra le rocce non perdetevi Santa Caterina di Nardò. Cercate il vostro scoglio preferito per piazzare l’ombrellone e munitevi di maschera e pinne. Se siete senza bimbi andate al Beija Flor con i suoi cuscinoni tra le rocce, restateci fino al tramonto e poi raggiungete il Barrueco per un Mojito vista mare.

La nostra vacanza sta volgendo al termine. Ma ci manca l’ultima e meravigliosa tappa.,,

Ugento e Santa Maria di Leuca

Lasciamo Casina Solatia con una colazione dai sapori locali e andiamo più a sud. Ancora spiagge bianche e acqua trasparente. Torre San Giovanni è un’altra delle spiagge super adatte ai bimbi per i suoi fondali bassi, come del resto gran parte della costa.

Torre San Giovanni

Pranzo consigliassimo da La Bottega dei Sapori con un’immancabile piatto di Ciciri e Tria (pasta e ceci tipica salentina) e un’ottima parmigiana di pesce spada. Arriviamo nel pomeriggio a Ugento.

Abbiamo scelto una masseria non troppo lontana dal mare : Masseria Cristo. Un’antica dimora del XV secolo che una sapiente ristrutturazione ha riportato al suo splendore. Pareti in pietra, camere con le volte a stella, arredi antichi. All’esterno una grande pineta, decine di amache e una bella piscina. A far da sottofondo il suono delle cicale. Il posto ideale per staccare la mente. Le spiagge nelle vicinanze sono tantissime. La mattina successiva raggiungiamo quella di Lido Marini. Troviamo una caletta semi deserta con sabbia circondata da rocce e passiamo lì il resto della giornata.

Masseria Cristo – Ugento

Se siete qui dovere assolutamente andare da Martinucci, pasticceria storica con una scelta infinita di dolce e salato. I Pasticciotti ( dolce tipico Salentino) sono tra i più buoni mai assaggiati.

Santa Maria di Leuca non siamo riusciti a vederla di giorno, ma con una passeggiata serale abbiamo potuto godere del suo lungomare, delle sue ville ottocentesche che conservano un fascino prezioso e di un gelato vicino al molo guardando le barche. Da inguaribile romantica , l’ora del tramonto è la mia preferita, con il mare piatto e un cielo che ci regala dei colori incredibili.

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Se avete tempo a disposizione a Santa Maria di Leuca prenotate una gita in barca alla scoperta delle grotte. Ci sono numerose agenzie che offrono questo servizio.

La nostra vacanza finisce qui. L’indomani lasciamo Masseria Cristo. Questa parte di Puglia per noi non è una novità e un po’ mi sento a casa, ma ogni volta c’è sempre una nuova scoperta. Il Salento non delude mai.

Sarà il mare di giugno, le acque dai colori incredibili, il fascino della campagna, delle sue masserie, sarà che ci sono affezionata, ma è uno dei pochi posti al mondo che non mi stanca mai e dove ci torno sempre molto volentieri.

Se volete altre informazioni su questa terra scrivetemi e sarò felice di rispondervi, perché a me solo parlarne mi fa star bene…


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FESTEGGIAMO I SUCCESSI DEI BAMBINI CON UNA BELLA FESTA CON TORTA!

Di Ilenia Amati

Ciao mamme e papà, oggi siamo in clima pagelle e promozioni. I bambini, nonostante questo periodo di Covid-19 hanno comunque, con tutte le difficoltà, ottemperato ai loro compiti scolastici.

Ebbene, a prescindere che si parli di nido o scuola dell’infanzia, primaria, secondaria o maturità i successi vanno festeggiati!

Quando un bambino svolge un compito, questo diventa il suo normale impegno (a prescindere dal risultato che gli adulti si aspettano da lui). Il confronto e il giudizio comincia proprio da questo e purtroppo, alle volte, la sconfitta ha la priorità sul successo dimenticandoci anche di festeggiare il piccolo passo avanti ottenuto con sacrificio e dedizione. Sì, anche il gioco è per i bambini faticoso ed è giusto che si dedichi del tempo per celebrarne il successo (anche quello che a noi sembra più ovvio!).

Festeggiare i piccoli passi porta a:

1) Diventare consapevole del processo del “saper imparare” qualcosa.

2) Condividere con i bambini la gioia dei genitori, nonni, zii, ha un effetto contagioso e stimola la sua autostima.

3) L’attesa dei festeggiamenti fa focalizzare su quanto sia stato importante il percorso effettuato e la cura dei preparativi aiuta i bambini a sentirsi valorizzati. Organizziamo quindi una bella festa con torta, mettiamo sul tavolo quaderni, lavoretti, attività; invitiamo i nonni e gli zii e gratifichiamo il bambino con tante foto e perché no, anche qualche regalino.

Il prossimo anno il nostro bambino sarà ancora più motivato e felice di imparare!

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Consigli di lettura per #NETuralgenitori: Bastava chiedere! di E.Clint

Grazie all’energia della nostra community stiamo raccogliendo molti contributi sui temi che ci sono cari. Oggi vi proponiamo il consiglio di un libro sulla parità di genere. Ce lo racconta una persona speciale!

di Vanessa Vizziello

Ho comprato “Bastava chiedere!” di Emma Clint, edito da Laterza, perché avevo letto che la bravissima scrittrice Michela Murgia, che io stimo e adoro, ne aveva scritto la prefazione … e mi sono fidata. A dire il vero ne avevo sentito parlare sui social e mi aveva incuriosita anche la copertina colorata e disegnata.

Non mi aspettavo di trovare un libro a fumetti e forse, se lo avessi saputo prima, non lo avrei acquistato. A me non piacciono i fumetti.

“Bastava chiedere!” è scritto da Emma Clit, una blogger, fumettista, ingegnera informatica francese che comincia la sua carriera distribuendo volantini femministi all’entrata delle metro di Parigi. Raccoglie le vignette che l’autrice ha pubblicato dal 2016 sul suo blog emmaclit.com (che vi consiglio di andare a guardare) riscuotendo immediatamente un grande successo in rete. 

È un libro differente dagli altri e per molti “sarà una rivelazione, un dolore e un’opportunità”, così scrive sulla copertina Michela Murgia perché guida ad una consapevolezza più profonda negli uomini e nelle donne. 

Il libro illustra la vita familiare eterosessuale e i rapporti tra generi: rapporti tra uomo e donna, tra donna e uomo. 

Grazie all’efficacia delle vignette e al testo ridotto proprio del fumetto, ogni pagina è preziosa perché, come un manuale, dà nuove conoscenze, generando, a tratti, stupore o senso di irritazione o ansia che cresce lentamente. 

Entra nella quotidianità delle nostre vite e in quelle dei rapporti eterosessuali nei quali la donna e l’uomo sono direttamente a confronto e analizza scene di “ordinaria” difformità di genere rispetto alla cura, al tempo, ai rapporti sessuali, al lavoro. 

Leggendolo, si può imparare che ciò che vediamo e viviamo ogni giorno ha un nome appropriato (carico mentale, lavoro riproduttivo, ...) e, quindi, dopo la lettura si è consapevoli di cosa genera tensioni in se stessi e nei rapporti. E tutto assume un senso, angosciante a tratti, ma chiaro sempre, che evidenzia con efficacia la strada da percorrere. 

Il libro guida al superamento di un gap più difficile da scardinare, quello dello squilibrio del carico mentale che lascia, ancora oggi, alle sole donne, anche lavoratrici, il ruolo della cura e della responsabilità della famiglia per alleggerire la vita del proprio uomo “già carica” del solo lavoro.

Bastava chiedere!

è un libro che deve esserci in ogni casa perché, a mio avviso, è una lettura utile a tutte le donne e a tutti gli uomini che potrebbero leggerlo insieme per comprendere quali sono i meccanismi, assimilati in secoli di patriarcato, che generano i nostri atteggiamenti e comportamenti. 

Si potrebbe scoprire, leggendolo, che, per essere davvero libere e liberi di vivere la propria vita e la relazioni con l’altro genere, basta cercare la chiave che apre la gabbia nella quale, a volte, ci siamo chiusi da soli. 

Credo che questo libro possa fornirla. 

Lo consiglio, inoltre, ai genitori di ogni tipo di famiglia e agli educatori che vogliano provare a crescere bambine e bambini che siano adulti liberi.

A tutti, buona lettura. 

Conosciamo meglio Vanessa Vizziello!

è nata e da sempre vive a Matera. Insegnante, femminista e attivista per i diritti LGBT e contro ogni forma di discriminazione. È fondatrice e presidente dell’ Associazione RiSvolta, unica realtà LGBT di Matera, fondatrice e componente del direttivo di Assist, associazione nazionale per la tutela dei diritti delle donne nello sport e di Rebel Network, rete nazionale femminista per i diritti.
È zia di tre splendidi nipoti che contribuisce a crescere nell’ottica della parità di genere e del rispetto delle differenze.
Le piace leggere, mangiare il gelato fatto da sua sorella e suo cognato, preparare e mangiare gli spaghetti alla “Sangiovannina” sempre in buona compagnia.

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