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Welfare aziendale, benessere organizzativo e conciliazione: si può fare. Il successo di Archilabò.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” non è solo uno dei dettami più importanti di Ghandi, ma la frase che meglio racconta la storia di Archilabò, una cooperativa sociale che si occupa di apprendimento, bisogni educativi speciali e innovazione sociale, a Bologna, e che ha fatto del “cambiare le regole” la propria regola.

Nata nel 2011 con l’obiettivo di innovare il settore educativo, è stata fondata da un manipolo di valorosi che lavoravano in cooperative che facevano gare al ribasso e dove gli educatori prestavano servizio in attesa di trovare un lavoro migliore. Un sistema che non poteva funzionare, soprattutto se si parla di educazione, un ambito troppo importante per sottovalutarlo e per non coglierne gli aspetti potenziali.

genitoriCosì nasce Archilabò, per cambiare un sistema che non funzionava. Una piccola realtà che oggi conta 7 fondatori e 22 tra dipendenti e collaboratori, che della qualità e della differenza avrebbe fatto i propri tratti distintivi, credendo fortemente che l’educazione avesse bisogno di innovazione e che le nuove tecnologie siano uno strumento essenziale, anche per combattere dispersione scolastica ed esclusione di alcuni stili apprenditivi.

Poi è successo che i fondatori e i dipendenti cominciassero a diventare grandi e a fare dei figli e come privilegiare il benessere organizzativo e delle persone (elemento essenziale a garantire l’alta qualità dei servizi che si offrono)?.

In mancanza di risposte convenzionali hanno visto bene di auto organizzarsi, sposando un modello di lavoro collaborativo e introducendo volontariamente in azienda il congedo di paternità obbligatorio per 15 giorni (sostenendone il costo), applicando lo smart-working a tutti i neo genitori ed introducendo alcuni benefit come l’abbonamento treno+bici per pendolari.

Così Archilabò fa innovazione, dentro e fuori la propria organizzazione, come ci racconta Ana Liza Serra, Vicepresidente e giovane mamma di 2 bambini, che ha potuto godere di queste opportunità e continuare a lavorare in modo proficuo e soddisfacente conciliando i tempi dell’azienda con i tempi della sua famiglia.

Riportiamo la loro storia come esempio di welfare aziendale innovativo e di un comportamento virtuoso che tutte le aziende, profit e non profit, potrebbero adottare – soprattutto ora che lo Stato riconosce benefit fiscali per chi adotti provvedimenti di questo tipo – se solo avessero la sensibilità e gli strumenti cognitivi per farlo.

Almeno facciamo questa piccola parte, parliamone, diffondiamo le storie positive di chi fa ed è capace di cambiare le cose che non funzionano, facendo quelle che servono.

Se poi avete figli con un sospetto o certificato problema di dislessia e non sapete come affrontare la cosa – perchè la scuola non è in grado di rispondere in modo adeguato, i servizi non vanno oltre la diagnosi e nessuno vi sa spiegare cosa dovete fare per aiutarli – loro hanno tutte le risposte, e sono i migliori. Perchè le persone fanno sempre la differenza.

 

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Famiglie a geometria variabile: genitori single, per scelta o necessità. Vi presentiamo Smallfamilies!

Inauguriamo con questo primo articolo la nostra “rubrica” di interviste alle realtà ed esperienze di innovazione sociale che sono capaci di rispondere in modo nuovo ai bisogni di tutti i tipi di famiglie, quelle tradizionali e quelle nuove, variabili, eterogenee, sempre più numerose e sempre più lontane dai modelli su cui si fonda il nostro sistema di welfare e assistenza sociale. Il nostro tentativo di dare risposte a chi non le trova nei canali istituzionali e per iniziare una consapevole, massiva, condivisa azione di lobby istituzionale nei confronti della politica e delle amministrazioni affinchè aggiornino i loro protocolli alla contemporaneità. 

Il loro motto è  “Qualunque sia la sua composizione, ogni nucleo familiare ha dignità di Famiglia”.

Quale migliore presentazione per raccontarvi la storia di Smallfamilies®, l’osservatorio sulle famiglie a geometria variabile di cui è cofondatrice Gisella Bassanini, super mamma single mutlitasking, che abbiamo conosciuto al nostro appuntamento autunnale a Milano.

Smallfamilies® è una bussola per genitori single che Nasce a Milano nel 2012 per favorire e sostenere la qualità della vita quotidiana e il benessere delle famiglie monogenitoriali. L’osservatorio vuole sollecitare le istituzioni a riconoscere questo fenomeno e individuare le risposte e politiche più adeguate; per diffondere una rinnovata cultura delle famiglie.

Come lo fa? Tra le sue iniziative: un portale www.smallfamilies.it, una rete di esperti/consulenti, ricerche e policy, raccolta di testimonianze, progetti culturali come la collana smALLbooks, collaborazioni, anche attraverso servizi convenzionati, con le diverse realtà del territorio. Dal 2014 Smallfamilies® è anche un’Associazione di promozione sociale regolarmente registrata.

Perchè crediamo che questa sia un’esperienza da raccontare?

Perchè realtà come queste rispondono a bisogni specifici di persone che hanno bisogno di aiuto, assistenza o banalmente di sentirsi meno sole. Di fatto suppliscono alle mancanze di un sistema di norme ed abitudini che non le comprendono. Per questo è importante far emergere la loro condizione per tentare di sensibilizzare la società e le istituzioni alla sempre più numerosa esistenza di questa tipologia di famiglie, che hanno bisogno di interventi specifici e particolari, ad oggi inesistenti nel panorama delle nostre normative.

Partiamo da qui, dal condividere il Manifesto di Smallfamilies, piattaforma di idee e proposte:http://www.smallfamilies.it/il-manifesto-di-smallfamilies/, parliamone, condividiamolo, facciamolo girare, sottoponiamolo ai nostri amministratori, a qualsiasi livello.

Smallfamilies è anche interessata a sviluppare la propria rete di partner e a partecipare a bandi europei sulle tematiche di cui si occupa. Per chi è interessato contattateli qui.

Se sei un genitore single, ovunque ti trovi, mettiti in contatto con loro! Qui anche la pagina facebook

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Congedo di paternità: Dietro le quinte della battaglia parlamentare

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di Sofia Sabatino, collaboratrice parlamentare

Ce l’abbiamo fatta! Congedo di paternità approvato”.

Questo l’sms che mi è arrivato, giovedì scorso, da Titti Di Salvo, Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati, dopo diversi giorni di trepidante attesa.

Lavoro per Titti da inizio legislatura e ogni anno, per l’approvazione delle legge di stabilità (che da quest’anno si chiama di bilancio), il quadro è sempre lo stesso: un lungo presidio della commissione bilancio che sentenzierà sulle sorti degli emendamenti che abbiamo presentato.

Quest’anno è durato due giorni e una notte. Uno degli obiettivi: far passare l’emendamento che porta a cinque i giorni di congedo di paternità obbligatori.

L’emendamento è stato approvato ma con alcune modifiche: abbiamo ottenuto 2 giorni di congedo obbligatorio riservato ai papà per il 2017 e 4 per il 2018, a cui si somma 1 ulteriore giorno di congedo facoltativo in sostituzione alla madre, fruibili nei primi 5 mesi di vita del bambino.

La cosa positiva è che finalmente non dovremo sempre ripartire da zero: la presenza di una programmazione per il 2018 fa si che la norma abbia un respiro stabile e di lungo periodo, e soprattutto che, già dal prossimo anno, la discussione potrà ripartire dall’auspicabile ulteriore aumento del numero dei giorni e non, come è avvenuto fino ad ora, dal confermare o meno la presenza di un congedo riservato ai papà.

La cosa negativa è che siamo ancora lontani dall’obiettivo contenuto nella proposta di legge a prima firma Titti Di Salvo e Valeria Fedeli (N.3376) che punta ad ottenere 15 giorni di congedo di paternità obbligatorio, remunerato al 100%, da utilizzare nei 30 giorni successivi alla nascita.

Una proposta ambiziosa che prende spunto dagli esempi virtuosi che arrivano dall’Europa: fare della condivisione delle responsabilità genitoriali una priorità vuol dire non considerare più soltanto la madre responsabile del lavoro di cura dei più piccoli, ma vedere la genitorialità come un lavoro di squadra a cui ad eguali responsabilità corrispondono eguali diritti.

Non si tratta più soltanto di capire come conciliare la vita familiare e lavorativa delle mamme che fanno fatica a tenere tutto insieme, ma come suddividere questo lavoro più equamente all’interno della famiglia e allo stesso tempo lanciare un messaggio forte ad un mondo del lavoro ancora troppo restio a riconoscere e a non discriminare le responsabilità genitoriali“.

Una novità per il nostro Paese che fino ad un paio di anni fa non prevedeva alcuna forma di congedo di paternità.

I dati Istat ci dicono che la presenza dei papà nella vita familiare, soprattutto nelle famiglie più giovani, è in aumento. Un dato che la politica dovrebbe cogliere positivamente e incentivare. Purtroppo però la sensazione che si ha all’interno del “palazzo” è che questa non sia ancora una priorità: le misure, a mio avviso positive, per le famiglie e per il sostegno al costo dei figli presenti in questa legge di bilancio non sono poche ma, come per il congedo di paternità, la scarsità di risorse ne inficia un po’ i buoni propositi.

L’aumento dell’occupazione femminile come leva della crescita e del benessere del Paese è il tema prediletto di molti convegni, ma fatica poi a trovare un appoggio ampio quando si trasforma in misure concrete per cui sono necessarie risorse consistenti (ad esempio ogni giorno obbligatorio di congedo costa 10 milioni, mentre quello facoltativo 1,3).

Sul congedo di paternità pesa poi una doppia discriminazione: si fa fatica a realizzare che per aiutare le mamme, incentivare le nascite e aumentare l’occupazione si debba tirare in causa gli uomini o meglio i papà.

“E quindi…viva la campagna #cosavoglionoipapà e #chisonoipapà a cui anche NETural Family prende parte! Se ne sentiva il bisogno.”

Chissà che proprio grazie a questo movimento d’opinione che chiama in causa i papà non si riesca ad ottenere qualcosa di più e a fare questo passo avanti di civiltà. Noi ci crediamo!

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18 ottobre 2016 • articoli_home

Cresce la rete dei Netural Family Point italiani

 

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Dopo la nascita del primo Netural Family Point italiano, a Casa Netural, Matera, siamo orgogliose di annunciare che la rete dei luoghi a sostegno della famiglia si estende anche a Milano, Roma, Firenze ed altre realtà che si stanno aggiungendo al nostro network e che potete trovare sulla nostra mappa!

Spazi di lavoro, di condivisione e di conciliazione a misura di NETural Family! cercate il nostro marchio!

Di seguito, in dettaglio, il racconto dei nostri spazi Netural Family Point in Italia:

Casa Netural

Lo spazio di coworking  e coliving  con sede in una casa di 240 mq nel quartiere storico di San Pardo, ha deciso di aprire le porte alla filosofia Netural Family sviluppando i suoi spazi a misura di famiglia.

E così, all’interno di Casa Netural è possibile accedere ad una playroom con giochi, libri ed è possibile allattare i propri bimbi grazie ad una comoda poltroncina allattamento.

Naturalmente per i più grandi è disponibile un bagno bimbi dedicato con adattatore wc e lavandino ad altezza bimbi. Se poi le mamme hanno la necessità di un cambio pannolino, hanno a disposizione un comodo fasciatoio con vaschetta e tutto il necessario per il cambio.

Nella zona cucina sono a disposizione due seggioloni, uno scalda pappa e uno scalda biberon.

Insomma, tutto ciò che possono desiderare genitori e figli per star bene insieme anche in giro per la città.

Gli spazi sono stati realizzati grazie al contributo di cittadini, sponsor locali e di Chicco Italia.


 

L’Alveare

L’Alveare è una cooperativa di produzione lavoro, tutta al femminile, nata per la gestione del coworking con spazio baby di Roma.

  • realizza e diffonde soluzioni per la conciliazione famiglia-lavoro;
  • promuove e realizza progetti a sostegno della genitorialità paritaria e condivisa;
  • sviluppa percorsi di reinserimento lavorativo per donne fuoriuscite dal mercato del lavoro;
  • organizza e ospita corsi e seminari;
  • collabora a progetti per una educazione senza stereotipi;
  • organizza e ospita attività family friendly.

L’Alveare ha, al suo interno, uno spazio Baby, dotato di ogni comfort per genitori e bimbi, angolo allattamento, spazio gioco e fasciatoio.


 

Qf

All’interno del coworking per mamme e papà Qf è presente lo spazio Qbaby, un micronido pensato non solo per i figli dei coworkers di Qf, ma anche per tutti i genitori che vogliono offrire ai propri bimbi un luogo di crescita accogliente, familiare e flessibile.

L’approccio educativo si caratterizza per la continuità con il percorso educativo della famiglia, per il recupero delle cose semplici e per un progetto pedagogico che pone al centro il bambino, i suoi tempi di sviluppo e le sue esigenze.

All’interno dello spazio di coworking vi è una cucina con tutto il necessario per la preparazione e il riscaldamento delle pappe dei più piccoli, nello spazio Qbaby vi sono numerosi giochi, fasciatoio e angolo allattamento.


 

Spazio Co-Stanza Firenze

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