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Città a “dismisura” di famiglia

Avete mai provato a fare un giro in città con un neonato?

Se la risposta è sì allora saprete di cosa parlo.

Io vivo in una città poco family friendly ed è una fatica star fuori delle ore per godersela.  Spesso è così complesso che ho la tentazione di restare a casa. Quando immagino un’uscita in 5, con tre figli di età diverse, il problema numero uno è trovare un posto davvero accogliente per tutti.

Il problema numero due, invece, si chiama “cambio del pannolino”. Senza esagerare, è una fatica vera trovare spazi pubblici e privati che offrano il servizio e che soprattutto te lo comunichino con un adesivo, un cartello, un semplice adesivo.81ysellSoZL._SY355_

E così il più delle volte il cambio della piccola avviene nel passeggino, nel frastuono generale,davanti a sconosciuti, in auto sul sedile posteriore, una volta persino su una sedia, messa “gentilmente” a disposizione dalla pizzeria 🙂

Ma quanto sarebbe civile , invece, far sentire i nostri figli “accolti” dalla comunità fin da piccoli?

è così difficile arrivarci? Ancora più sconcertante è il fatto che persino i grandi marchi di prodotti per bambini non prevedono nei loro punti vendita un fasciatoio (benché ne vendano a bizzeffe) o un angolo allattamento.

“C’è il camerino, signora” rispondono angelici, mentre tu resti sconcertata per aver scoperto che chi di bambini si occupa a livello commerciale non riesce ad interpretare i bisogni fondamentali di una famiglia.

Per scaldare le pappe la situazione migliora, è sempre più frequente, infatti, trovare ristoratori disponibili a scaldare pappe o a preparare persino pastine portate da casa.

C’è da augurarsi che sia sempre più così, ma, in realtà, più che un augurio dovrebbe essere la regola e forse i tempi sono maturi per dare alle famiglie e ai nuovi nati il calore che meritano in città.

A Matera, con l’Associazione MOM, stiamo realizzando la prima “guida alla città accogliente” per i neonati  e  le loro famiglie.

Vi terremo aggiornati!

Intanto, se volete segnalarci iniziative simili in altre città, scrivete a hello@neturalfamily.com, le promuoveremo tramite i nostri canali e sulla nostra mappa dell’Italia family friendly.

Mariella,  NeturalFamily team

 

 

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Quanta acqua serve al giorno ai bambini? Scopri il decalogo della corretta idratazione!

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Come vi abbiamo annunciato su Facebook, abbiamo recentemente partecipato ad un evento organizzato da Nestlé Vera al Museo dei Bambini di Milano, un centro permanente di progetti culturali e artistici e anche di sperimentazione sensoriale per bambini dai 2 agli 11 anni.

Abbiamo chiesto a Erika e Raffaella – le fondatrici di QF, un co-working milanese con spazio per i bambini che é parte del nostro network – di rappresentare NETural Family e ne sono state davvero felici!

L’evento era ispirato alle favole della buonanotte e focalizzato sui messaggi della corretta idratazione: attraverso un laboratorio creativo sperimentale, i bambini hanno giocato a costruire una fiaba collettiva sul ruolo dell’acqua negli equilibri del nostro Pianeta e per il corpo umano.

Come vi raccontavamo, l’evento é stata anche l’occasione per scoprire il nuovo formato da 25cl della bottiglietta di acqua Nestlé Vera KIDS con un tappo 100% sicuro anti soffocamento pensata apposta per i bambini e per conoscere il decalogo della corretta idratazione redatto in collaborazione con la Societá Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPSS) e abbiamo scoperto davvero cose interessanti che non sapevamo! Eccole.

 

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Come si riconosce un’acqua adatta ai bambini?

Noi siamo grandi sostenitrici dell’allattamento al seno e adesso ancora di piú da quando abbiamo scoperto che il latte materno soddisfa i bisogni idrici dei lattanti al 100%, estate e inverno! Se il latte materno non è disponibile o se usate latte in polvere, é importante stare attenti ad utilizzare acque con un apporto minimo di minerali (residuo fisso < 50 mg/L ) e oligominerali (residuo fisso tra 50 e 500 mg/L) con contenuto di nitrati ≤10 mg/L. D’ora in poi controlliamo sempre le etichette delle acque che diamo  ai nostri bimbi!

Quanta acqua serve al giorno?

Ci ha colpito molto anche il fabbisogno di acqua nei bambini per non disidratarsi: dai 6 mesi ai 3 anni servono dal mezzo litro al litro al giorno, in etá scolare poco piú di un litro al giorno (8 bicchieri) e in adolescenza un litro e mezzo fino ai 2 litri al giorno, come gli adulti! L’acqua è anche la scelta migliore per assicurare al corpo una corretta idratazione, senza introdurre calorie e soprattutto senza rischi di carie.

IMG_7598 (1)Perché è importante idratare i bambini?

Da uno studio condotto in Italia emerge che il 67.2% dei bambini non sono sufficientemente idratati quando vanno a scuola. Per questo, è importante che chi si prende cura di loro ricordi spesso ai piccoli di bere durante tutta la giornata. I bambini infatti non hanno un senso della sete molto sviluppato quindi dobbiamo sempre offrire acqua anche se non la chiedono espressamente, perché perdono in proporzione molta più acqua rispetto agli adulti attraverso la respirazione e le altre funzioni vitali. La disidratazione è associata ad un peggioramento dello stato di salute mentale, fisico ed emotivo.

Perché ci piace la nuova bottiglia con tappo sicuro

La nuova bottiglietta Nestlé Vera Kids ci piace perché è comoda da portare in giro ed è pensata proprio per avvicinare i piccoli all’acqua in modo ludico grazie anche ai disegnini sull’etichetta. E poi é sicura ed é anche molto utile nella sua edizione limitata “Happy Night”. Quante volte i vostri bambini si svegliano di notte perché hanno sete? I nostri, tanteee! E chi si deve alzare per dargli da bere? Noi!!! Ecco, grazie Nestlé Vera per aver inventato la nuova versione di Kids che si illumina al buio grazie al tappo ed etichetta fluorescenti: aiutiamo i bambini a trovare facilmente la loro bottiglietta in piena autonomia senza l’aiuto di mamma e papà, da veri #NETuralKids!

 

Articolo in collaborazione con Nestlé Vera

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Bambini, alzate le mani (e usatele bene)!

Work of the Hand in Montessori from Hollis Montessori on Vimeo.

Nell’era dei touch screen, l’educazione Montessori ricorda invece l’importanza dell’uso delle mani per l’apprendimento nella fascia di et a 3-15 anni.

Questo video ci ispira tantissime idee attivitá che sicuramente proporremo ai nostri #NETuralKids!

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Imparare “in pancia” | Il nostro TED di Febbraio

Interessantissimo il Ted che vi proponiamo questo mese. Parla di apprendimento, ma soprattutto di luoghi “inusuali” dell’apprendimento. Lo sapevate che incominciamo ad imparare nell’utero della mamma?

E sapete che i neonati piangono con l’accento della lingua delle loro madri?

“Parte dell’apprendimento più importante avviene prima della nostra nascita, quando siamo ancora in utero.” La voce delle mamme viene riconosciuta come “familiare” dopo la nascita, e la sigla della loro soap opera preferita diventa spesso una delle canzoni più familiari dei piccoli! 🙂

Questo e tantissimo altro nelle parole di Annie Murphy Paul.

 

 

 

 

 

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22 dicembre 2016 • Le Famiglie Netural, netural family, Netural Kids

Stereotipi di genere: l’educazione inizia dai giocattoli

di Paola Panzeri, Senior Policy e Advocacy officer di COFACEpaola

 

“Ogni anno in dicembre, siamo sommersi di pubblicità per i regali di natale e ogni anno mi facevo la stessa domanda: ma tutto questo rosa è normale? Sono io che sono sfortunata e vedo bambini e bambine su pubblicità diverse, o è proprio così?

 

Con COFACE Families Europe lo scorso dicembre 2015 abbiamo lanciato una campagna sui social media, chiedendo a genitori e a chiunque volesse partecipare di inviarci foto di giocattoli e pubblicità, che mostrassero esempi positivi o stereotipi. La campagna, con l’hashtag #ToysAndDiversity ha avuto un buon successo e abbiamo deciso di andare più a fondo, con uno studio che ci facesse avere un’immagine più chiara di cosa ci fosse in Europa.

I primi anni della vita di un bambino sono fondamentali per il suo sviluppo e il gioco e i giocattoli contribuiscono a formare la personalità e gli interessi del bambino, influenzando così anche le scelte che farà nel suo futuro. Abbiamo quindi deciso, per cominciare, e per avere materiale abbastanza omogeneo, di guardare i cataloghi di giocattoli in diversi paesi europei. Con l’aiuto delle ONG che sono membre della rete di COFACE, con l’esperienza della campagna inglese “Let Toys Be Toys” e con il supporto scientifico di due professoresse universitarie, abbiamo raccolto i cataloghi e creato un questionario, composto da oltre 200 domande) che ci servisse per analizzarli.

Un anno dopo, ecco i risultati.
Abbiamo analizzato le immagini di 3125 bambini in 32 cataloghi di 9 paesi: Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Gran Bretagna.

  • 12 cataloghi erano divisi in sezioni “per maschi” e “per femmine”. 20 cataloghi non avevano questa divisione formale ma le sezioni e i giocattoli per maschio/femmina erano facilmente individuabili con il colore delle pagine (rosa e colori pastello per le bambine, colori più scuri e marcati per i bambini), dall’associazione di giocattoli nella stessa pagina (bambole e peluche per le femmine, treni e dinosauri per i maschi).
  • i maschi erano almeno due terzi dei bambini presenti in 5 sezioni (su 13 in cui era diviso il nostro questionario): videogames (67%), construzioni (69%), droni (72%), macchine e mezzi di trasporto (74%), guerra e armi (88%). Le femmine erano più di due terzi del totale solo in due sezioni: attività di cura, bambole (87%) e prodotti di bellezza (94,5%). Nelle altre sezioni, sebbene i numeri siano più bilanciati, si possono vedere delle grandi differenze guardando con quali giochi sono rappresentati i maschi e le femmine all’interno della stessa sezione (es. nella sezione “animali” i maschi giocano con dei dinosauri, le femmine coi peluches).
  • La sezione dei costumi e maschere è particolarmente interessante: nei cataloghi divisi tra per maschi/femmine, la sezione per maschi aveva costumi per supereroi, personaggi di film e cartoni animati e professioni, come dottore, pompiere, poliziotto.., la sezione per femmine aveva un numero ridotto di personaggi dei cartoni e professioni e un altissimo numero di principesse. Nei cataloghi formalmente non divisi, maschi e femmine apparivano vestiti, in pagine diverse, con lo stesso tipo di vestiti proposti nei cataloghi con categorie separate. Due proposte quindi completamente diverse. Ma se scegliamo noi per loro, proponendo solo una parte delle maschere e dei costumi disponibili, non stiamo influenzando le loro scelte? Non stiamo già dicendo come “è normale” che si immaginino?

Un’immagine rappresentava una ragazzina appesa a un muro, fissata con del nastro adesivo, per lasciare un ragazzino giocare tranquillamente. E’ importante ricordare che un’immagine, anche una sola, che rappresenti bullismo o potenziale violenza, è già troppo. Queste immagini che suggeriscono violenza, abuso, o bullismo devono essere assolutamente evitate.

  • Sui 3125 bambini, 2908 sono stati identificati come bianchi, 120 neri, 59 di famiglie miste, 31 asiatici, 7 medio-orientali.
    Su 3125 bambini, nessuno aveva disabilità visibili.

Lo studio completo è disponibile qui: www.coface-eu.org/en/Campaigns/ToysAndDiversity
Lo studio è stato appena pubblicato, ma la campagna non finisce qui: segnalateci immagini e idee con #ToysAndDiversity su facebook e twitter.

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Nati per leggere: a Natale regalate un libro ai vostri cuccioli!

E’ possibile incontrare i libri prima di saper leggere? Molti adulti sono convinti di no! Invece, se anche la personalità e lo sviluppo di ogni bambino sono molto diversi, i libri e la lettura somministrati a dosi giuste presto possono diventare fedeli compagni e amici di crescita inseparabili.

Questo è l’obiettivo di Nati per Leggere, il progetto nazionale per promuovere la lettura ai bambini dal primo anno di vita. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere con una certa continuità ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l’abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all’approccio precoce legato alla relazione.

Nati per Leggere diffonde la lettura “a bassa voce“, la lettura di relazione. E riconosce quindi un ruolo fondamentale al genitore in questa funzione.

Ci crediamo talmente tanto che nel nostro NETural Family Point di Matera (Casa Netural) abbiamo realizzato la Bibliomater! Uno spazio attrezzato dedicato alla lettura con i nostri piccoli.

bibliomater

Condividiamo con voi i suggerimenti giusti per avviare questa pratica ricca di significato con i vostri bambini.

Cosa leggere

Nati per Leggere propone una bibliografia selezionata per guidare le scelte dei genitori e dei futuri lettori.

Perchè leggere

Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età è una attività coinvolgente: rafforza la relazione adulto bambino ed è la singola attività più importante che i genitori possano fare per preparare il bambino alla scuola. Un bambino che riceve letture quotidiane avrà un vocabolario più ricco, si esprimerà meglio e sarà più curioso di leggere e di conoscere molti libri.

Leggere ad alta voce è piacevole e crea l’abitudine all’ascolto, aumenta i tempi di attenzione, accresce il desiderio di imparare a leggere.

La vostra voce è magia per il bambino. L’elemento che più conta è lo stare insieme, condividere la lettura come un’attività semplice. Non sono richieste doti particolari di bravura o di tecnica, è sufficiente seguire il testo e intraprendere con il bambino una lettura dialogica, ricca di scambi affettivi.

Quando leggere con i bambini

  • si può riservare alla lettura un momento particolare della giornata: prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti, scegliendo dei momenti durante i quali siete entrambi più tranquilli, bastano pochi minuti al giorno
  • se il bambino si agita o è inquieto non è bene insistere
  • si può approfittare dei momenti di attesa: durante un viaggio, dal medico; la lettura sarà di conforto al bambino quando è malato

Come condividere i libri con i bambini

  • scegliere un luogo confortevole dove sedersi
  • fargli vedere la copertina e parlare del contenuto del libro
  • recitare o cantare le filastrocche del suo libro preferito
  • eliminare le altre fonti di distrazione – televisione, radio, stereo
  • tenere in mano il libro in modo che il vostro bambino possa vedere le pagine chiaramente
  • indicargli le figure, parlategliene; quando sarà più grande, fare indicare a lui le figure e lasciarlo girare le pagine da solo
  • leggere con partecipazione, creare le voci dei personaggi e usare la mimica per raccontare la storia
  • variare il ritmo di lettura: più lento o più veloce
  • fargli domande: cosa pensi che succederà adesso?
  • lasciare che il bambino faccia le domande e cogliere l’occasione per rispondere anche oltre la domanda
  • fare raccontare la storia dal bambino, ma ricordare che questo accadrà solo verso i 3 anni
  • lasciare scegliere i libri da leggere al bambino
  • rileggergli i suoi libri preferiti anche se lo chiede spesso e questo annoia
  • portarlo in biblioteca dove troverà un luogo accogliente e una vasta scelta di libri
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Benvenuta Silvia e il supporto alle famiglie NETuralFamily

Siamo molto felici di accogliere sul nostro blog Silvia Sellitto, psicologa, specializzata in genitorialità e psicologia perinatale. Silvia curerà il nostro Sportello Genitori online, un nuovo servizio di NETural Family per le famiglie che hanno bisogno di un supporto, di un consiglio e che soprattutto non vogliono sentirsi sole nell’affrontare le tante situazioni quotidiane di crescita familiare.

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Lo Sportello è il primo di una serie di servizi di supporto a distanza che attiveremo, con l’obiettivo di essere presenti nella vita di tante famiglie NETural come aiuto concreto quotidiano.

Ma conosciamo Silvia più da vicino.

Silvia é una psicologa che si occupa di genitorialità e psicologia perinatale in ambito pubblico e privato. Crede molto nel rispetto dell’unicità di ogni famiglia, della sua storia e dei suoi bisogni, inoltre é una fiera sostenitrice del contatto e del gioco per la promozione del benessere del bambino e di tutta la famiglia.
Dopo essersi formata a Milano e Londra, attualmente vive e lavora a Firenze dove si occupa di uno sportello per la genitorialità e organizza per le mamme e i loro partner gruppi di supporto post-partum basati sulla promozione della comunicazione tra i genitori e i loro bambini.

L’Accesso al servizio è gratuito per la prima consulenza e successivamente ha un costo stabilito dal professionista coinvolto.

(Se siete interessati, qui trovato la pagina dedicata allo Sportello!)

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Qual è il segreto di una famiglia felice? Provarci! (TEDtalks)


Come ogni mese, vi proponiamo, grazie alla piattaforma internazionale TED, un talk di ispirazione dedicato alla famiglia.

Quello di questo mese parla di felicità familiare e di metodi di organizzazione dell famiglia che riducono notevolmente lo stress e il peso della quotidianità.

Bruce Feiler prende spunto da alcuni dei più innovativi processi aziendali di organizzazione del lavoro per applicarli alla famiglia, innanzitutto alla sua , e ci racconta di risultati davvero convincenti.

Bruce esordisce affermando che “Quasi tutti sono completamente sopraffatti dal caos della vita familiare” ed effettivamente ci confrontiamo spesso con genitori “schiacciati” dalle cose da fare e da organizzare ad incastro rispetto anche alle loro vite professionali e che ci comunicano davvero la fatica di portare avanti la gestione di tutto.

Feiler ci propone di applicare il metodo “Agile”, molto diffuso nelle aziende più innovative della Silicon Valley, anche in famiglia.

Ecco un elenco di quelli che potrebbero essere gli ingredienti per costruire una buona felicità familiare:

  1. Adattatevi in continuazione
  2. Siate flessibili, con una mentalità aperta, fate prevalere le idee migliori
  3. Responsabilizzate i vostri figli
  4. Raccontate la vostra storia e quella delle vostre famiglie, raccontate loro da dove vengono
  5. Raccontate i momenti negativi e non solo quelli positivi della vostra vita e le soluzioni che avete trovato

In fondo, come Bruce Feiler ci insegna: “la felicità non è qualcosa che si trova ma è qualcosa che si costruisce”.

Buona visione!

 

 

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Libri “spaventosi” per bimbi coraggiosi!

Conoscete la collana di libri che De Agostini Libri ha realizzato in collaborazione con Timbuktu per i bambini?

Noi li abbiamo letti e “sperimentati” e ai nostri bimbi sono piaciuti tantissimo!

La startup Timbuktu realizza prodotti digitali per bambini e ha lanciato questa nuova collana di manuali e app interattive per favorire la partecipazione attiva del bimbi alla lettura. I volumi propongono attività creative adatte ai lettori più curiosi: divertenti esperimenti, ricette golose per imparare a cucinare e ad apprezzare le verdure, e tante idee per organizzare una festa davvero mostruosa, tutto illustrato step by step.

Ecco i titoli della collana!

Il simpatico Mostro Igor apre le porte della sua cucina per svelare ai bambini tutti i segreti dei suoi deliziosi piatti. Tante ricette mostruosamente golose da preparare insieme a mamma e papà!

Il simpatico Mostro Igor apre le porte della sua cucina per svelare ai bambini tutti i segreti dei suoi deliziosi piatti. Tante ricette mostruosamente golose da preparare insieme a mamma e papà!

Un libro per aiutare i più piccoli a riconoscere, esorcizzare e superare le proprie paure.

Un libro per aiutare i più piccoli a riconoscere, esorcizzare e superare le proprie paure.

Yoko e Lars, spiegano ai bambini come diventare degli scienziati… mostruosi! tanti esperimenti mostruosi da fare con mamma e papà.

 

 

Cosa occorre per trasformare una festa noiosa in una... mostruosa? Tanta fantasia! Un manuale completo per aiutare i bambini ad organizzare un party davvero

Cosa occorre per trasformare una festa noiosa in una… mostruosa? Tanta fantasia! Un manuale completo per aiutare i bambini ad organizzare un party davvero “spaventoso”

Un ulteriore valore aggiunto è dato dall’app inclusa nel prezzo di ciascun libro: tanti contenuti interattivi per divertirsi con gli scanzonati personaggi di Timbuktu!

Una serie tutta da leggere con mamma, papà e fratellini. Fateci sapere se vi è piaciuta, scrivendoci a hello@neturalfamily.com.

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Il diritto di un Paese a misura di bambino

Fa davvero male leggere le notizie di questi giorni a proposito della ricerca di Save the Children sulla condizione dei bambini in Italia. Il nostro sembra proprio non essere un Paese accogliente per i più piccoli e purtroppo se negheremo ai bambini il diritto ad essere sereni e a crescere con gli occhi pieni di stupore e immaginazione non potremo aspettarci un futuro roseo.

Secondo i dati della ricerca, supportati da dati Eurostat, 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale.

I ragazzi con problemi economici vanno meno a scuola e abbandonano più spesso gli studi, fanno meno sport e si ammalano di più. E la cosa più grave è che, rispetto agli altri paesi europei, lo Stato spende molto meno per il loro futuro. Siamo agli ultimi posti, prima solo di Romania a Grecia.

Purtroppo i dati non sono affatto incoraggianti, come è possibile leggere direttamente dal 7° Atlante dell’Infanzia a rischio “Bambini, Supereroi” che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre 2016.

è davvero difficile leggere le stime proposte da Save the Children. La ricerca descrive un’Italia in cui  i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

1 bambino su 20 non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta, mentre più di 1 su 10 non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici.

E purtroppo, in mancanza di politiche serie per l’infanzia, malgrado gli altissimi livelli di resilienza dei bambini, che mostrano di possedere veri e propri “superpoteri” per affrontare le forti limitazioni di cui sono vittime, moltissimi di loro, una volta adolescenti non ce la fanno a proseguire i percorsi scolastici o a conseguire titoli di studio più elevati, venendo automaticamente tagliati fuori da un futuro migliore e da un contesto sociale più inclusivo.

è una delle emergenze italiane che vogliamo  mettere in evidenza con forza e che non è accettabile continui a perdurare, non è possibile dimenticarsi di migliaia di bambini costretti alla povertà in un Paese in cui l’infanzia dovrebbe essere un tesoro da preservare con sempre più impegno “soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno. Nel 2015 si è registrato un vero e proprio record negativo di nuovi nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. Abbiamo un tasso di natalità, pari a 8 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, e il dato è in calo di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000.”

Con l’insediamento, l’11 novembre 2016, del nuovo Osservatorio nazionale sulla Famiglia cambierà qualcosa? E soprattutto saranno disegnate nuove politiche a favore della famiglia e dei minori, ascoltando soprattutto le famiglie e i minori?

La presenza delle Associazioni familiari e del terzo settore tra i 36 membri dell’Assemblea dell’Osservatorio fa ben sperare, ma più di ogni cosa, speriamo che non si tratti di un Organismo puramente rappresentativo ma che diventi un luogo per co-disegnare politiche di supporto e sostegno che siano realmente riconducibili a bisogni, emergenze e possibilità future delle famiglie italiane.

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