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Libri “spaventosi” per bimbi coraggiosi!

Conoscete la collana di libri che De Agostini Libri ha realizzato in collaborazione con Timbuktu per i bambini?

Noi li abbiamo letti e “sperimentati” e ai nostri bimbi sono piaciuti tantissimo!

La startup Timbuktu realizza prodotti digitali per bambini e ha lanciato questa nuova collana di manuali e app interattive per favorire la partecipazione attiva del bimbi alla lettura. I volumi propongono attività creative adatte ai lettori più curiosi: divertenti esperimenti, ricette golose per imparare a cucinare e ad apprezzare le verdure, e tante idee per organizzare una festa davvero mostruosa, tutto illustrato step by step.

Ecco i titoli della collana!

Il simpatico Mostro Igor apre le porte della sua cucina per svelare ai bambini tutti i segreti dei suoi deliziosi piatti. Tante ricette mostruosamente golose da preparare insieme a mamma e papà!

Il simpatico Mostro Igor apre le porte della sua cucina per svelare ai bambini tutti i segreti dei suoi deliziosi piatti. Tante ricette mostruosamente golose da preparare insieme a mamma e papà!

Un libro per aiutare i più piccoli a riconoscere, esorcizzare e superare le proprie paure.

Un libro per aiutare i più piccoli a riconoscere, esorcizzare e superare le proprie paure.

Yoko e Lars, spiegano ai bambini come diventare degli scienziati… mostruosi! tanti esperimenti mostruosi da fare con mamma e papà.

 

 

Cosa occorre per trasformare una festa noiosa in una... mostruosa? Tanta fantasia! Un manuale completo per aiutare i bambini ad organizzare un party davvero

Cosa occorre per trasformare una festa noiosa in una… mostruosa? Tanta fantasia! Un manuale completo per aiutare i bambini ad organizzare un party davvero “spaventoso”

Un ulteriore valore aggiunto è dato dall’app inclusa nel prezzo di ciascun libro: tanti contenuti interattivi per divertirsi con gli scanzonati personaggi di Timbuktu!

Una serie tutta da leggere con mamma, papà e fratellini. Fateci sapere se vi è piaciuta, scrivendoci a hello@neturalfamily.com.

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Il diritto di un Paese a misura di bambino

Fa davvero male leggere le notizie di questi giorni a proposito della ricerca di Save the Children sulla condizione dei bambini in Italia. Il nostro sembra proprio non essere un Paese accogliente per i più piccoli e purtroppo se negheremo ai bambini il diritto ad essere sereni e a crescere con gli occhi pieni di stupore e immaginazione non potremo aspettarci un futuro roseo.

Secondo i dati della ricerca, supportati da dati Eurostat, 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale.

I ragazzi con problemi economici vanno meno a scuola e abbandonano più spesso gli studi, fanno meno sport e si ammalano di più. E la cosa più grave è che, rispetto agli altri paesi europei, lo Stato spende molto meno per il loro futuro. Siamo agli ultimi posti, prima solo di Romania a Grecia.

Purtroppo i dati non sono affatto incoraggianti, come è possibile leggere direttamente dal 7° Atlante dell’Infanzia a rischio “Bambini, Supereroi” che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre 2016.

è davvero difficile leggere le stime proposte da Save the Children. La ricerca descrive un’Italia in cui  i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

1 bambino su 20 non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta, mentre più di 1 su 10 non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici.

E purtroppo, in mancanza di politiche serie per l’infanzia, malgrado gli altissimi livelli di resilienza dei bambini, che mostrano di possedere veri e propri “superpoteri” per affrontare le forti limitazioni di cui sono vittime, moltissimi di loro, una volta adolescenti non ce la fanno a proseguire i percorsi scolastici o a conseguire titoli di studio più elevati, venendo automaticamente tagliati fuori da un futuro migliore e da un contesto sociale più inclusivo.

è una delle emergenze italiane che vogliamo  mettere in evidenza con forza e che non è accettabile continui a perdurare, non è possibile dimenticarsi di migliaia di bambini costretti alla povertà in un Paese in cui l’infanzia dovrebbe essere un tesoro da preservare con sempre più impegno “soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno. Nel 2015 si è registrato un vero e proprio record negativo di nuovi nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. Abbiamo un tasso di natalità, pari a 8 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, e il dato è in calo di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000.”

Con l’insediamento, l’11 novembre 2016, del nuovo Osservatorio nazionale sulla Famiglia cambierà qualcosa? E soprattutto saranno disegnate nuove politiche a favore della famiglia e dei minori, ascoltando soprattutto le famiglie e i minori?

La presenza delle Associazioni familiari e del terzo settore tra i 36 membri dell’Assemblea dell’Osservatorio fa ben sperare, ma più di ogni cosa, speriamo che non si tratti di un Organismo puramente rappresentativo ma che diventi un luogo per co-disegnare politiche di supporto e sostegno che siano realmente riconducibili a bisogni, emergenze e possibilità future delle famiglie italiane.

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Genitori e figli: la paura di essere inadeguati (TEDtalks)

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La fatica di essere genitori non può diventare il  motivo per non diventarlo, e non può essere una fatica esserlo. Tutto questo deriva da un cambiamento storico e culturale dei ruoli, che spesso catapulta molti genitori disorientati sugli scaffali di librerie stracolme di consigli e ricette educative. Ma, forse, come dice Jennifer Senior, siamo solo spaventati perché, a differenza del passato, “Non abbiamo la più pallida idea di quale parte della nostra saggezza sia utile ai nostri figli”.

Fate un bel respiro e siate sereni, siamo in tanti a sentirci inadeguati. La buona notizia è che è tutto molto più semplice di quanto sembri.

Godetevi questo video di grande ispirazione.

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27 settembre 2016 • Netural Kids

Come crescere bambini felici (senza essere sempre presenti)

Julie Lythcott-Haims affronta un tema molto importante per noi genitori: come crescere figli felici e realizzati senza soffocarli?

Assolutamente da guardare!

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22 giugno 2016 • Netural Kids

Consigli per un’educazione Netural

L’arrivo dell’autunno è un momento magico, la natura si predispone lentamente al letargo e i suoi colori sono incredibili. Spesso ci chiediamo come vivere al meglio con i nostri figli questa magica “immersione”, a contatto con foglie, frutti e animali e immaginando insieme fantastiche attività.

Articolo tratto da BabyGreen.it del 9 ottobre 2012

Siamo in autunno: la temperatura è ancora mite e la natura ci regala degli spettacoli meravigliosi. Prima di rintanarci in casa nei mesi freddi, possiamo approfittare di questa stagione magica per divertirci con i bambini e farli scatenare all’aria aperta.

Ho letto un bel post di Imperfect Homemaker che propone tante attività autunnali tutte gratuite e da fare all’aria aperta. Vi propongo le mie preferite,tradotte e integrate con altre idee. Ecco quindi 15 attività per i bambini in autunno, gratis e outdoor:

  • organizzare una gita in un parco, una riserva o un’altra area naturale protetta
  • organizzare una caccia al tesoro d’autunno: preparare una lista di elementi da cercare (ghiande, foglie, rocce, ecc.) e andare a “caccia”
  • fare un pic-nic: anche se è solo su una coperta in cortile, un picnic è l’occasione giusta per trascorre un po’ di tempo all’aria aperta. Se dovesse piovere all’improvviso nessun problema: i bambini adorano anche il picnic per terra in casa!
  • fare bird-watching: bastano un binocolo e un libro sugli uccelli!
  • fare i turisti in città: una passeggiata a piedi in centro città, alla scoperta di piccoli grandi tesori da scoprire. Il tutto con un buon panino da mangiare nella piazza più bella!
  • partecipare ad un evento locale: l’autunno offre un fittissimo calendario di eventi e laboratori per bambini.
  • organizzare una gita in bicicletta
  • andare in spiaggia: chi vive vicino al mare vive la spiaggia tutto l’anno, chi vive lontano può raggiungere la spiaggia più vicina in giornata o magari per il weekend (ok, questa non è gratuita, ma in autunno le tariffe di hotel e trasporti sono molto più basse e c’è poca gente!)
  • leggere un libro all’aria aperta: prepariamo una piccola selezione di libri, da leggere in un bosco, in un parco, su una panchina…
  • organizzare una gita fotografica: con un vecchio cellulare dotato di fotocamera (e magari videocamera) i bambini possono trasformarsi in piccoli artisti o moviemakers!
  • uscire di sera a osservare le stelle e la luna piena
  • andare a raccogliere mele, castagne o altri frutti di stagione: tante aziende agricole organizzano giornate di raccolta, anche per famiglie e bambini!
  • andare al mercato del contadino: sul sito di Campagna Amica trovate tutti quelli di questo mese!

Vi segnalo anche altre idee dalle 10 cose da ricordare in ottobre!

Buon Divertimento!

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22 giugno 2016 • Netural Kids

Giochi (0-3/3-6/6-9)

Articolo di Marzia Rubega pubblicato su NostroFiglio.it

Montessori: 10 giochi per sviluppare l’intelligenza

10 attività di ispirazione montessoriana per sviluppare l’intelligenza e i sensi del bambino. Dalla scoperta dei profumi, dei colori alle forme geometriche. Per bimbi nella fascia d’età tra nido e scuola dell’infanzia.

 “Tutta l’educazione della prima infanzia deve essere informata a questo principio: aiutare il naturale sviluppo del bambino” (Maria Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti)

Nella visione di Maria Montessori (1870-1952), l’educazione ai sensi rappresenta una tappa importantissima (e ‘propedeutica’ rispetto ad attività più complesse) per aiutare lo sviluppo del bimbo. (Leggi anche: giochi con i cinque sensi)Secondo la celebre studiosa, stimolare e affinare i sensi amplia il campo della percezione di ogni bambino offrendo una base sempre più solida e ricca allo sviluppo dell’intelligenza. Attraverso i sensi e il movimento, il bambino esplora l’ambiente e acquisisce le idee operative necessarie per il pensiero astratto (Educare alla libertà, Mondadori).

Di conseguenza, il metodo montessoriano assegna un ruolo centrale alle attività che stimolano la crescita fisica e la formazione delle capacità psichiche sensoriali (soprattutto nel periodo tra i 3-6 anni). A questo scopo, il materiale sensoriale (messo a punto dalla studiosa stessa) – e usato ancora oggi nelle scuole montessoriane – aiuta ogni bimbo ad allenare tutte le sue abilità.

Di fatto, questo materiale è costituito da un sistema di oggetti che sono raggruppati secondo una determinata qualità fisica dei corpi, come stato di ruvidezza, colore, forma, dimensione, suono, peso, sapore e così via. Ogni singolo gruppo rappresenta la stessa qualità, ma in gradi diversi: in ogni serie sono presenti i due estremi, minimo e massimo (per esempio, liscio e ruvido), che mostrano il contrasto più evidente tra quei materiali. “Se il contrasto è rilevante rende evidenti le differenze, e il bambino anche prima di esercitarsi è capace di interessarsene”, scrive la studiosa (Educare alla libertà, Mondadori).

Con un po’ di pazienza e buona volontà, anche a casa, è possibile proporre attività che seguono i principi base del metodo pur non disponendo dei materiali strutturati. Al genitore spetta il compito di capire quando è il momento ‘giusto’ per presentarle. Ogni piccolo, infatti, come sosteneva la studiosa, ha i suoi ritmi e non bisogna mai sforzarlo ma guidarlo e aiutarlo a fare da solo.

Ecco 10 attività di ispirazione montessoriana da fare con il bimbo (nella fascia d’età tra nidoe scuola dell’infanzia).

1. Attività per affinare il tatto con la carta 

Cosa serve: un foglio di carta vetrata ruvida, un foglio di cartoncino liscio, da cui ritagliare 6 pezzi ciascuno, e un cestino dove riporli.

Ecco una classica attività in stile montessoriano per affinare il tatto, adatta ai più piccoli (da 2 anni), che si può svolgere facilmente anche a casa, all’aperto o in vacanza, con mamma o papà.

In ogni esercizio con materiale sensoriale è importante presentare inizialmente pochissimi stimoli in contrasto tra loro – come spiega M. Montessori nel suo libro La scoperta del bambino (Garzanti) – per poi passare a una serie di oggetti simili con differenze sempre più fini. In questo caso, l’obiettivo è riconoscere la differenza tattile tra liscio e ruvido, quindi è opportuno cominciare con due tipi di superfici, una perfettamente liscia e l’altra molto ruvida.

Per prima cosa, è indispensabile sedersi comodi in una posizione dove il bimbo possa vedere bene il cestino posto di fronte a lui. Tirate fuori i rettangoli di carta vetrata e quelli di cartoncino, mettendoli in fila vicino al piccolo, annunciando che li toccherete per capire se sono ruvidi o lisci. A partire da sinistra, passate le dita delicatamente sulle diverse carte dicendo ‘ruvida’, ogni volta che ne sfiorate una. Disponete ogni pezzo ruvido a sinistra.

A questo punto, ripetete l’operazione con la stessa sequenza cercando, però, la carta liscia che va sistemata a destra nella fila.

Date al bimbo due pezzi di carta e invitatelo a toccarli con le dita ripetendo le parole ‘liscio’ e ‘ruvido’.

Poi, mescolate tutto nel cestino e lasciate che il bimbo si cimenti da solo a dividere i pezzi lisci e quelli ruvidi.
In modo analogo, è possibile proporre giochi che stimolano la conoscenza tattile (sempre ispirandosi allo stile Montessori) usando anche altri materiali, per esempio, foglie, pezzetti di corteccia, sassi, magari trovati insieme durante una passeggiata. (Leggi anche: Maria Montessori: rispettate la personalità dei bambini)

2. Affiniare il tatto giocando con le stoffe

Cosa serve: 6-8 ritagli di stoffe diverse (di cui 2 uguali per ogni tipo di tessuto), un cestino o una scatola, una benda.

Dopo i primi esercizi con materiali lisci e ruvidi, è possibile passare all’esperienza tattile con le stoffe che allarga le possibilità del bimbo di valutare, classificare e abbinare qualità diverse (nel suo libro La scoperta del bambino, la studiosa parla di tessuti come cotone, lino, velluto, lana, seta).

Occorre preparare due quadrati o rettangoli da ogni tessuto (Montessori li chiama ‘serie’ o ‘collezioni’), in modo che ci siano due pezzi di stoffa uguali da riporre nel cestino.
Con gli occhi bendati o semplicemente chiusi (se non gradisce la benda), il bimbo può pescare dal cestino e, toccandoli, riconoscere i pezzi di stoffa uguale disponendoli con un po’ di aiuto davanti a lui.

Potete presentare voi l’esercizio, provando per primi a tastare le stoffe mettendole in fila in base alle coppie o dal più ruvido al più liscio chiedendo poi al piccolo di rifarlo.
Secondo l’approccio Montessori, è bene cominciare con l’esperienza più semplice aumentando la difficoltà in modo graduale.

In ogni caso, la tecnica di base, per confrontare, classificare e abbinare è la stessa (mescolare e poi separare toccando) e richiede di procedere in modo ordinato. È importante, per esempio, lavorare sempre da sinistra a destra (disponendo in fila i materiali e guidando la mano del bimbo a toccarli) perché prepara al senso della lettura. Leggi: LA STORIA DEL GIOCO

3. Per la memoria tattile, indovina l’oggetto

Cosa serve: una sacchetta con il cordoncino (tipo quelle che si usano al nido per il cambio), una scatola, un telo, 3 o 5 oggetti di forme e materiali diversi, magari includendo qualche giocattolo preferito del bimbo.

Per favorire lo sviluppo del tatto (più nello specifico, la memoria tattile), un gioco divertente è invitare il bimbo a indovinare una serie di oggetti soltanto toccandoli. Per i più piccoli, è bene cominciare con 3 oggetti e aumentare il numero in modo graduale.
Per prima cosa, occorre presentare al bimbo gli oggetti scelti e riposti nella scatola (o dentro un cestino) pronunciando il loro nome così ha anche la possibilità di imparare nuove parole.

Poi, chiedetegli di chiudere gli occhi e infilate un singolo oggetto nel sacchetto coprendo gli altri con il telo.

A questo punto, invitate il piccolo a indovinare cosa si nasconde nel sacchetto toccando ed esplorando liberamente con le mani.
Se mostra di avere difficoltà, è opportuno aiutarlo con qualche indizio, dicendo, per esempio: ‘Credi che sia una cosa rotonda come una palla?’.
Una volta indovinato il primo oggetto misterioso, si continua nello stesso modo per tutti gli altri fino a quando la scatola è vuota.

Per rendere il gioco più complesso quando il bimbo avrà acquisito sicurezza, è possibile mettere nel sacchetto 2 oggetti insieme ripetendo lo stesso procedimento.

4. Prendere confidenza con forma, grandezza e concetto di massa con i cubi di legno

Cosa serve: 10 cubi in legno (o cartone) di grandezza in scala

Ecco una semplice attività in stile montessoriano che permette al bimbo di prendere confidenza con forma, grandezza e concetto di massa (proposta nel libro di M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!). Quando il bimbo prende in mano i cubi più grandi, infatti, riesce anche a capire che sono quelli più pesanti.

Per prima cosa, disponete i blocchi davanti al bimbo e spostate quello più grande che è la base della costruzione in scala con i cubi impilati al centro uno sopra l’altro.
Invitate, poi, il bimbo a distruggere la torre (una cosa che lo divertirà moltissimo!) e disponete i cubi alla sua destra.

A questo punto, chiedete a lui di rifare la torre secondo lo stesso procedimento.
Una variante più complessa per aiutarlo ad acquisire bene l’idea delle dimensioni è quella di costruire una scala in orizzontale, da sinistra a destra (si lavora sempre in questo senso), dal più piccolo al più grande. (Leggi anche:

10 giochi per migliorare la motricità dei bambini)

5. Sfere, cilindri, cubi per scoprire le forme geometriche

Cosa serve: 2 sfere, tipo palle da tennis, da ping-pong, mappamondo; 2 cubi (tipo quelli da costruzione o scatola del tè); 2 cilindri (rotolo carta da cucina o carta igienica, lattine, tubo biscotti); una scatola o cestino per riporre tutti gli oggetti.

Bastano alcuni oggetti d’uso quotidiano per accompagnare il bimbo alla scoperta delle forme geometriche solide con un esercizio in stile montessoriano (M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!).

Naturalmente, prima di proporre questa attività, è opportuno che abbia già dimestichezza con le forme piane (cerchi, quadrati, rettangoli, triangoli).
Non bisogna mai dimenticare, neanche a casa, quanto sia importante proporre al bambino ma senza mai forzarlo secondo la lezione Montessori.

In questo caso, per esempio, se il bimbo non è pronto, si può iniziare con cubi e sfere e poi aggiungere i cilindri.
Una volta inseriti gli oggetti scelti nella scatola, mettetela davanti a lui. Invitatelo a trovare il blocco delle costruzioni che ha la forma di cubo (nominate chiaramente il preciso nome geometrico) e a sistemarlo alla sua sinistra.
Poi, chiedete al bimbo di prendere una sfera (la palla, per esempio) e un cilindro (il rotolo di carta igienica), sempre disponendoli di fronte a lui in fila da sinistra a destra.

A questo punto, il bimbo deve prendere nella scatola gli altri 3 oggetti, uno per uno, e abbinarli correttamente a quelli della stessa forma che sono già presenti in fila vicino a lui. (Leggi anche: Il bambino gioca? Lascialo libero)

6. Insegnare ai bambini a riconoscere i colori

Cosa serve: 6 cartoncini colorati (2 rossi, 2 blu, 2 gialli), forbici, una scatola o un cestino.

Già da piccolissimi, tutti i bimbi sono affascinati dai colori vivaci e decisi (studi recenti hanno dimostrato che i neonati prediligono il rosso). Per insegnare al bimbo a riconoscerli in modo graduale, ecco un’attività, d’ispirazione montessoriana (M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!), che lo guida alla scoperta dei colori primari e poi di quelli secondari.

Per ogni colore primario, rosso, blu e giallo, ritagliate due rettangoli uguali e poi metteteli nella scatola o nel cestino.

Disponete i rettangoli di colori diversi in fila orizzontale e verticale. A questo punto, dite al bimbo che volete abbinare i colori. Iniziate a prendere un cartoncino dalla fila verticale e sistematelo sopra quello dello stesso colore nella fila orizzontale. Chiedete al bimbo di continuare lui a individuare le coppie ‘giuste’ con i rettangoli rimasti.

Con un pizzico di fantasia, ogni momento della giornata va bene per coinvolgere il bimbo in piccoli giochi che mettono alla prova la sua conoscenza dei colori. Basta, per esempio, invitarlo a indicare le auto rosse in giro per la città o durante una passeggiata, o gli ombrelloni blu o gialli in spiaggia…

Quando il bimbo distingue bene questi 3 colori, è possibile introdurre anche quelli secondari, verde, arancione e viola, usando sempre dei rettangoli colorati.
Una variante più difficile è quella di usare una serie di cartoncini di sfumature diverse dello stesso colore proponendo al bimbo di individuarle e metterle insieme per colore (tutte le sfumature di rosso, insieme, per esempio, quelle di blu, e di verde).

7. Riconoscere i suoni

Cosa serve: 4-6 oggetti che producono rumori diversi, forti e deboli, tipo 2 coperchi di metallo da sbattere uno contro l’altro, un bicchiere di vetro, un barattolo di caffè, una scatola di pasta, 2 cucchiai di legno (da picchiare uno contro l’altro); un vassoio per disporre gli oggetti scelti.

Questa è una prima attività per mostrare al bimbo che alcuni oggetti se scossi in un certo modo, producono un suono che può essere forte o debole (M. Pitamic, Imparo a fare da solo, Red!). In un secondo tempo, quando il bimbo ha preso confidenza con questa abilità, è possibile passare ad altre attività che lo aiutano ad affinare l’ascolto e a riconoscere i suoni in base alla loro intensità.

Sedetevi insieme al bimbo con davanti il vassoio su cui avete disposto gli oggetti scelti. Prendete, per esempio, i due coperchi e dite: ‘Ora vediamo se li sbattiamo uno contro l’altro, se fanno un suono forte o debole’. Spiegate che si tratta di un suono ‘forte’ e mettete i coperchi a sinistra.

Ripetete l’operazione con un oggetto che produce un suono debole, per esempio, il bicchiere di vetro toccato con un dito, e sistematelo a destra. A questo punto, chiedete al bimbo di continuare lui, separando gli oggetti che fanno un suono forte da quelli che ne producono invece uno debole.

8. Introdurre il concetto di armonia dei suoni

Cosa serve: 5 bottiglie o bicchieri di vetro, acqua, un cucchiaino da tè, colore alimentare o brillantini (a discrezione).

Questa attività ha lo scopo di introdurre il concetto di armonia dei suoni sfruttando una serie di bottiglie con dentro l’acqua che creano una scala musicale. Quindi è bene proporla dopo che il bimbo ha già ‘allenato’ le sue capacità base di riconoscere e poi abbinare i suoni (ordinandoli, per esempio, dal più forte al più debole secondo la classica tecnica montessoriana).

Per ottenere una sorta di scala musicale è sufficiente riempire alcune bottiglie di vetro (o bicchieri) con un livello diverso d’acqua. Verificate con dei colpetti sul vetro che i suoni siano diversi, altrimenti aggiustate un po’ la quantità d’acqua. E per un bell’effetto colorato, utile per coinvolgere maggiormente il bimbo, aggiungete a ogni bottiglia un colorante alimentare diverso (e, magari, anche un pizzico di polverina porporina argentata).

Disponete tutte le bottiglie (o i bicchieri) in fila su un lato del tavolo e poi spiegate al bimbo che per prima cosa occorre capire quale è il suono più basso. Con il cucchiaino, provate a colpire la parte centrale delle bottiglie fino a quando trovate quella giusta e spostatela sulla sinistra.

Ripetete l’operazione annunciando che volete trovare il suono più alto: una volta individuata la bottiglia, spostatela a destra lasciando in mezzo uno spazio per le altre tre. A questo punto, invitate il bimbo a colpire le tre bottiglie decidendo tra quella con il suono più basso (a sinistra) e più alto (a destra), in quale ordine metterle per completare la scala.

9. Scoprire i profumi

Cosa serve: 6 oggetti di profumo diverso e a forte contrasto (per esempio, saponetta alla lavanda, mazzetto di rosmarino, un limone o un arancia, chicchi di caffè, aceto, profumo o dopobarba); sacchettini leggeri (tipo velo) e barattolini.

Mettete tutti gli oggetti nei sacchettini o nei barattolini in modo che il bimbo possa annusarli facilmente (nel suo libro La scoperta del bambino, la studiosa racconta di avere appeso dei sacchettini cinesi con erbe odorose alle pareti per tenerli sempre a disposizione dei bimbi).

Una volta sistemati in fila, davanti al bimbo, i 6 oggetti ‘odorosi’, la prima volta, potete invitare, semplicemente il bimbo a prendere un sacchettino e ad annusarlo per decidere se è gradevole o no. Naturalmente, in questo caso, è opportuno presentare cose con profumi contrastanti ben evidenti per ispirarsi al tipico meccanismo montessoriano (quello di individuare le differenze e poi le gradazioni intermedie, separando e poi abbinando, invece, le cose uguali).

Chiedetegli di spostare i profumi buoni a destra e quelli cattivi a sinistra incoraggiandolo a descrivere le sue impressioni. In questo modo, piano piano, imparerà a distinguere gli odori scoprendo anche parole nuove.
Una possibile alternativa, in genere che diverte ogni bimbo, è quella di indovinare i diversi profumi a occhi chiusi. Mettete sotto il naso del bimbo un sacchetto e spronatelo a capire di cosa si tratta, se ha difficoltà, dategli qualche indizio. (Ti potrebbe interessare: I giochi più semplici stimolano la voglia di sperimentare e la fantasia)

10. Riconoscere i sapori

Cosa serve: 3 cibi di sapori diversi, dolce, salato, aspro, per esempio, una fetta di mela, un pezzetto di focaccia o di cracker salato, una fetta di limone; 3 piattini, una benda.

Mettete i tre cibi scelti su un piattino davanti al bimbo e invitatelo a indossare una benda o chiudere gli occhi. Ogni assaggio offre la possibilità di sperimentare i 3 sapori fondamentali, dolce, salato, aspro (a cui si può anche aggiungere qualcosa di amaro in un secondo tempo).

Aiutatelo a prendere un piattino e ad assaggiare il cibo con una piccola leccata (un buon modo per esercitare la sensibilità del gusto, secondo Montessori). A questo punto, domandate al bimbo se quello che ha assaggiato è dolce, aspro o salato. Lo scopo è individuare, e poi disporre in fila, a sinistra, l’alimento salato, a destra quello dolce e, in mezzo, la cosa aspra.

Con il tempo è possibile aumentare il numero di cibi fino 5-8, chiedendo al bimbo di metterli sempre in ordine in base agli opposti (dolce, salato). Se usate cibi sconosciuti al bimbo, è anche un modo sperimentare nuovi sapori e i loro nomi.

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22 giugno 2016 • Netural Kids

Libri (per genitori e per bambini)

Una biblioteca speciale, dedicata a grandi e piccini, per ispirarsi, sognare, crescere.

Per mamma e papà

Una guida al consumo critico, per accogliere e accudire al meglio il nostro bambino

Una guida indispensabile alla felicità dei nostri figli

Che belli i perchè, ma soprattutto che esperienza trovare le risposte!

Per i più piccoli

 Età: da 0 a 2 anni

 Età:  da 2 anni

 Età: da 1 anno

 

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22 giugno 2016 • Netural Kids

kit di nascita

Articolo di Angela Bisceglia tratto da NostroFiglio.it

Corredino neonato: cosa serve

La lista ragionata del corredino che serve a un neonato. Dall’abbigliamento all’attrezzatura, dal beauty case agli accessori vari, dai pannolini da acquistare a qualche consiglio pratico.

 Meglio body o maglietta? Il biberon conviene comprarlo da ora? E la culla, quale scegliere? Fosse per i negozi di puericultura, dovremmo comprar di tutto, ma con tutte le spese da affrontare, meglio fare scelte oculate. Ecco una lista ragionata del corredino che serve ad un neonato.

I pannolini

Sono la prima cosa di cui il bebè avrà bisogno, dal primo istante in cui torna a casa e per tante volte al giorno, quindi conviene averne una buona scorta sin dall’inizio. Meglio comprare da subito la misura più piccola (2-5 kg), ben sapendo però che dopo un po’ può esser necessario passare alla misura successiva (3-6 kg).

L’abbigliamento

  • Biancheria intima: magliette o body di cotone, a manica corta o lunga a seconda della stagione; per l’inverno sono ok le magliette cotone dentro e lana fuori, oppure il caldo cotone. Rispetto alle magliette i body sono più comodi perché non si sollevano e non lasciano scoperta la schiena, ma ognuna ha le sue preferenze. Che siano magliette o body, sono da evitare ricami, bottoncini e lacci, per non rischiare le irritazioni cutanee.
  • Tutine di ciniglia, cotone felpato o cotone leggero a seconda della stagione (meglio evitare la lana a contatto diretto con la pelle, perché potrebbe provocare allergie, causate spesso dai trattamenti chimici ai quali è sottoposta): saranno la ‘divisa’ del bebè nei primi giorni, quindi val la pena di averne qualcuna in più.
  • Per l’inverno: tuta imbottita da esterno (il cosiddetto eskimo), che lo imbacucca bene dalla testa ai piedi, più berretti e manopole.
  • Calzine in cotone per tutte le stagioni e calzine di lana anallergica più babbucce per l’inverno (i piedini dei bambini sono sempre freddi!) (Guarda anche lo schema per scarpine di lana ai ferri)
  • Bavaglini: da comprare in abbondanza, così da sostituirli se scappa un rigurgito. Per quando si va fuori, sono comodi anche quelli usa e getta di carta.

Qualche consiglio pratico:

  • Acquistate poco alla volta e scegliete capi di una taglia in più. Ma mai oltre, altrimenti si rischia di non riuscire ad utilizzarli.
  • Privilegiate qualità e composizione, meno le esigenze estetiche
  • Sono perfette le tutine che si aprono per tutta la lunghezza della gamba: non costringono a spogliare del tutto il bambino durante il cambio del pannolino
  • Magliette, body, camicini hanno bisogno di un’accortezza particolare: non vanno lavati con ammorbidenti o detersivi tradizionali.

La biancheria

  • Lenzuoline per carrozzina, rigorosamente senza ricami, pizzi e nastrini, con coprimaterassino impermeabile, per evitare che una fuoriuscita di pipì bagni il materasso.
  • Lenzuola per lettino ‘lisce’ con coprimaterasso.
  • Copertina piccola: a seconda della stagione, in lana o in cotone leggero, da mettere nella carrozzina e per avvolgere il neonato quando si prende in braccio.
  • Coperta lettino. Può essere in cotone per la mezza stagione, mentre per l’inverno è meglio il piumino con copripiumino, in genere abbinato al paracolpi da mettere intorno alle sbarre del letto.
  • Accappatoio. Quello per neonati è ‘a triangolo’, senza maniche, con il solo cappuccio per avvolgerlo meglio.

L’attrezzatura per il neonato

  • Carrozzina. Molto comodi i modelli ‘trio’, che incorporano passeggino, navicella e seggiolino omologato per auto. Costano un po’ di più, ma si risparmia sull’acquisto di passeggino e seggiolino.
  • Il lettino o la culla. Vi sono anche lettini trasformabili, che si possono usare anche quando il bambino diventa più grandicello.
  • Seggiolino auto, facendo attenzione a scegliere la misura per neonati. Vi sono anche modelli che si possono utilizzare quando il bebè cresce, poiché hanno adattatori particolari. Meglio farsi consigliare dal rivenditore.

Il beauty case per il bebè

  • Bagnoschiuma e shampoo per bambini. Ve ne sono di vari tipi, ma sarebbe preferibile acquistare prodotti poco schiumogeni (le sostanze che fanno schiuma non sono di origine naturale e seccano la pelle) e preferibilmente biologici. Ottimi anche i detergenti in olio, da sciogliere in acqua o massaggiare sulla pelle, che preservano il film idrolipidico della cute. (Leggi anche: bagnetto neonato)
  • L’idratante per il corpo. La crema o l’olio idratante non son indispensabili, ma possono servire se la pelle appare secca o arrossata o se si vuol fare il massaggio al neonato.
  • La spazzola per capelli ed il pettinino con punte arrotondate.

Accessori vari

  • Il fasciatoio. Il bebè si può cambiare anche sul letto, ma il fasciatoio si può appoggiare dovunque e non ci obbliga a star piegate con la schiena, quindi è molto più comodo.
  • Il ciuccio, da usare però con parsimonia soprattutto nel primo mese, perché il neonato potrebbe far confusione tra la suzione del capezzolo e del ciuccio e non attaccarsi bene al seno. Da acquistare anche un porta ciuccio ed una spilla per attaccare il ciuccio, per evitare che finisca a terra.
  • Il biberon. A dire il vero non serve se la mamma allatta al seno, perché per i primi sei mesi il latte materno contiene tutto ciò di cui il bebè ha bisogno, compresi i liquidi. Il biberon sarà un acquisto da fare solo se per vari motivi la mamma deve ricorrere al latte artificiale (ed in tal caso servirà anche scaldabiberon e sterilizzatore), ma per il momento meglio augurarsi di non averne bisogno! (Leggi anche: latte artificiale, le regole da seguire)
  • Il termometro per bambini: il più preciso e comodo da usare è quello a infrarossi, per controllare la febbre al bebè anche quando dorme senza svegliarlo.
  • Il marsupio, per portare a spasso il neonato e avere le mani libere. È tanto confortante anche per il piccolo, che si sente al calduccio e al sicuro a contatto con la sua mamma.
  • Le salviettine umidificate. Ve ne sono di specifiche per bebè, comode da usare per cambiare il piccolo fuori casa. In casa, invece, è sempre preferibile il lavaggio con l’acqua.
  • Il cuscino da allattamento. È indubbiamente comodo per sostenere meglio la schiena, ma si potrebbe anche utilizzare un normale cuscino. Al limite si prova, se non si sta comode si compra quello specifico.

Qualche consiglio pratico

La tentazione di avere di tutto subito è tanta, ma non meglio non farsi prendere la mano, perché si rischia ritrovarsi tanta roba che poi non si userà. Anche perché molto spesso ci si rende conto di cosa serve veramente solo dopo che il bebè nasce. E poi di regali ne arriveranno, quindi per alcuni acquisti non proprio indispensabili meglio aspettare un po’. Stesso discorso per i giochi: sonaglini, giostrine, carillon e peluche per neonati spesso vengono regalati, altrimenti si fa sempre in tempo a comprarli!

W il riciclo!

Gran parte dell’abbigliamento ed oggetti vari per neonati si usano davvero per pochissimo tempo, quindi tra parenti ed amici si potranno trovare tante cosette quasi nuove, che si possono benissimo riutilizzare. E, perché no, quando non serviranno più, regalare a nostra volta.

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