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13 Agosto 2020 • articoli_home, Netural Travel

IMPARARE L’INGLESE GIOCANDO E…VIAGGIANDO

di Rita Scalcione

Ecco la prima rubrica mensile di libri di viaggio o per il viaggio di #Neturalfamilytravel. Oggi vi presentiamo Chiara, una personal Organiser di libri per bambini e ragazzi in inglese! Siete pronti a conoscerla? Leggete l’articolo perché c’è un piccolo regalo per voi!

Chi è Chiara?

Chiara vive a Milano ed è mamma di due bambini, Marco ed Elisa. Da sempre grande lettrice e, come tante di noi, da quando è diventata mamma, ha scoperto quanto sia meravigliosa l’editoria per bambini. Dal 2018 Chiara collabora come organiser con la casa editrice inglese Usborne, occupandosi dell’intero catalogo in lingua inglese. Sono oltre 2000 libri, già adatti a partire dalla nascita fino ai 18 anni e per chi non è madrelingua vi sono testi adatti anche all’età adulta. Il catalogo è veramente ampio e contiene libri di narrativa, libri attività, stickers, puzzle, dizionari e i temi trattati sono infinti.

In cosa consiste il suo lavoro?

Chiara è una personal organiser . Lei ti aiuta a trovare il libro più adatto alle esigenze del bambino, creando delle selezioni personalizzate in base alle richieste fatte. Contattandola è possibile acquistare i libri direttamente da Usborne. I libri si trovano fisicamente in UK, la consegna è affidata a DHL ed è tracciata e assicurata. Si rivolge ai privati, ma collabora anche con scuole e biblioteche.

Chiara e NETuralfamilytravel: ecco cosa faremo per voi

Vi avevo già accennato nella mia guida su” Gli indispensabili in valigia” che nello zainetto da viaggio dei miei bimbi non mancano mai i libri attività per passare il tempo al ristorante, durante le tante ore di volo o nelle lunghe attese. Loro adorano quelli della Usborne e io anche. Ma se questi libri fossero in inglese? Sappiamo che è fondamentale imparare l’inglese, soprattutto da piccoli e questo è un buon modo per iniziare divertendosi!

Nel favoloso mondo di Instagram un bel giorno ho conosciuto Chiara. Aveva appena postato la foto di un libro che aveva catturato la mia attenzione: un diario di viaggio per bambini della casa editrice Usborne in inglese. Da lì sono seguiti svariati messaggi è una lunga telefonata.

“Che ne dici Chiara se facessimo una selezione per le famiglie viaggiatrici di #Neturalfamilytravel?”

Ed eccoci qui…Lei è super professionale è subito ha colto le nostre esigenze. I bimbi in viaggio hanno bisogno di libri e giochi passatempo. Spesso ci sono lunghe attese, tante ore di viaggio, momenti di noia al ristorante o più semplicemente si ha bisogno di far qualcosa insieme sotto l’ombrellone al mare in queste calde giornate di Agosto.

I consigli di Chiara: la selezione estiva per #NeturalFamilytravel

Ecco la selezione che Chiara ha pensato per noi! Sono tre proposte. Tre attività da fare in vacanza.

Snap Card

Adatte dai 3 anni. Grazie alle Snap Card introduciamo l’inglese…giocando! E’un mazzetto di 52 carte plastificate (ci sono 13 soggetti diversi, per ogni soggetto ci sono 4 carte). Ogni carta è etichettata e raffigura un soggetto. Si può giocare a memory, a rubamazzetto o anche inventarsi un gioco di indovinelli. Ottime per introdurre i vocaboli, costruire storie, sviluppare la memoria.Vi sono vari soggetti  



Perchè ve lo consiglio per l’estate? Perfetto come passatempo per tutta la famiglia quando si è in montagna in attesa di uscire o al mare, al pomeriggio durante le ore della siesta.

Magic Painting.

Adatto dai 3 anni
E’ un albo da colorare, dove le immagini sono in bianco e nero. Basta passare il pennello in dotazione bagnato con acqua ed ecco uscire dalla pagina magicamente i colori.   I fogli possono essere staccati comodamente in modo da poterlo usare anche con più bambini (basta essere dotati di altri pennelli). Una volta colorato, si possono ritagliare le immagini, plastificarle o incollarle a un cartoncino rigido, e usarle come tessere delle nomenclature o anche per realizzare dei segnalibri da regalare. Ottimo per far rilassare i bambini,  per introdurre i colori e i primi vocaboli.Vi sono vari soggetti tra cui scegliere.

Perchè ve lo consiglio per l’estate? Perfetto per intrattenere i bambini quando si è fuori a cena 

Wipe clean

Adatto dai 3 anni 

I wipe clean sono libri o tessere attività, realizzati con carta plastificata: grazie al pennarello in dotazione, il bambino esegue l’attività e, una volta conclusa, si può cancellare semplicemente con un panno, ripetendola più e più volte. Vi sono varie proposte: per migliorare la scrittura o ad esempio per allenarsi in matematica. Oggi vi propongo le tessere wipe clean a tema viaggio. 

Perchè ve lo consiglio per l’estate :   sono ottime per intrattenere i bambini durante i viaggi 

Un fantastico regalo per voi…anzi, due!

Per i lettori di NETural Family e #Neturalfamilytravel potete avere questa selezione ad un prezzo speciale.

Il pacchetto comprende:  

  • 1 mazzetto di snap card
  • 1 magic painting-
  • 1 mazzetto di wipe clean

Il prezzo scontato è di 25€ (spedizione tracciata e assicurata inclusa). In più, se fai un ordine con Chiara entro il 31 di agosto avrai anche una copia OMAGGIO di “Holiday Puzzle Pad” , con oltre 200 giochi per le vacanze. Perfetto anche per gli adulti che vogliono esercitarsi con l’inglese.

Come faccio ad ordinarlo a questo prezzo speciale?

Semplicissimo: seguite su Instagram la pagina di Neturalfamilytravel https://www.instagram.com/neturalfamilytravel/ e quella di Chia_books https://www.instagram.com/chia_books/?hl=it ,taggate nei commenti due amici che possono essere interessati all’offerta e mandateci un messaggio per ordinare la selezione #NETuralfamilytravel.

Come contatto Chiara per altre consulenze?

Chiara è una forza e saprà indicarvi i libri gusti per i vostri figli. Ecco i suoi riferimenti:

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Alla scoperta dell’Olanda del Nord: l’Isola di Texel da vivere in famiglia

di Rita Scalcione

Oltre i mulini al vento, oltre i campi di tulipani. Un paesaggio olandese che non ti aspetti, fatto di dune di sabbia bianca, spiagge infinite e natura incontaminata: siamo a Texel, la più grande delle Isole Frisone Occidentali olandesi, nel freddo Mare del Nord.

il Faro di Texel

Vi ho già raccontato della mia passione per le isole e di quanto le trovi estremamente affascinanti. Durante un viaggio itinerante in Olanda abbiamo dedicato 2 giorni a questa meravigliosa isola e, nonostante sia molto piccola, siamo stati felici di dedicarle più di una toccata e fuga, tanto da sognare di ritornarci per trascorrerci una settimana intera. C’è un’atmosfera rilassante, quasi fuori dal mondo, e le esperienze da fare sono davvero tante.

Come Arrivare a Texel

Per arrivare a Texel bisogna arrivare al porto di Den Helder. Noi eravamo in auto, ma il porto è collegato con i treni dal resto dell’Olanda. Da lì ci sono i frequenti traghetti dove potete imbarcare anche la vostra auto, che in 30 minuti scarsi vi portano sull’Isola. Sul sito della compagnia Teseo potete consultare tutti gli orari.

Il viaggio è breve ma con un panorama stupendo e all’interno del traghetto troverete anche un bar/ristorante, oltre all’immancabile area gioco, presente quasi ovunque in Olanda.

Dove dormire a Texel

Siamo stati a Texel un periodo di altissima stagione ( superponte di Pasqua 2019) e la scelta non era tanta. Noi abbiamo soggiornato allo Stayokey Texel, un ostello ma con gli standard di un albergo. Nuovo, pulito, a misura di bambino. Per le famiglie danno una camera quadrupla con bagno privato (occhio alla tariffa perché per la biancheria c’è un supplemento) . Camera perfetta ed essenziale. Le aree comuni e gli esterni sono meravigliosi con tanti giochi per i bimbi, ampi spazi e un ristorante con una bella birreria.C’è anche il parcheggio e la possibilità di noleggiare le bici per girare l’isola. Io ci ritornerei perché siamo stati davvero bene.

Avevo trovato una seconda soluzione che però non era disponibile per le date scelte, ma ve la segnalo comunque perché mi è sembrata altrettanto adatta alle famiglie soprattutto per il parco acquatico: Vakantiepark De Krim 

La nostra Texel: appunti di viaggio per vivere l’isola in famiglia

Texel è una di quelle mete che ti rapiscono il cuore. Lo vedi già da quando la nave sta per attraccare e si cominciano a intravedere le casette verdi, tipiche del Nord Europa. Lo senti quando cominci a percorrere le strade con le distese infinite di verde e le migliaia di pecore al pascolo.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio e abbiamo subito raggiunto la nostra sistemazione, lo Stayokay Texel. L’isola è sempre molto ventilata, ma ci accoglie un bel sole e decidiamo di rilassarci un po’ nel bel parco antistante l’ostello. I bimbi giocano tra barchette di legno e carrucola e noi ci gustiamo una delle prelibatezze dell’isola: la birra Texel, prodotta proprio in questa zona. Super consigliata.

La birra Texel prodotta sull’isola

Vediamo che al ristorante dell’ostello c’è anche la possibilità di cenare. Nulla di esaltante ma il buffet è comodo e così ceniamo ad un orario tutto olandese e alle 19.00 siamo già fuori. E’ aprile e fa buio molto tardi.

L’idea è quella di andare al Faro prima del tramonto per un effetto WOW! Ci mettiamo in auto e la strada per raggiungerlo è incantevole.

Arriviamo lì che è ancora giorno e davanti a noi una distesa infinita di sabbia bianca. La sabbia è gelida e il paesaggio da lasciare senza fiato. Aspettare il tramonto lì e godersi lo spettacolo è stata una delle cose più emozionanti di tutto il viaggio e forse uno dei tramonti più belli della mia vita.

L’indomani ci aspetta una delle attività che avevamo programmato e che sappiamo piacerà tanto ai bimbi: Ecomare! E’ un museo speciale dedicato al mare del nord e al Waddenzee, agli animali che lo popolano, agli uccelli e alla sua tutela.

Foche in cura a Ecomare

Il museo è principalmente al chiuso con anche un piccolo acquario e alcune attività interattive. Davvero interessante. Una volta giunti all’esterno arriva la meraviglia che stupirà i più piccoli. Ecomare è anche un ospedale che cura foche a alti animali presenti in questo mare. All’esterno ci sono le vasche che li ospitano e si può assistere al momento del pasto ad orari prestabiliti. Alla fine della visita si può fare una passeggiata tra le dune selvagge che sono parte integrante del parco.

Giriamo per l’isola senza una meta ben precisa, incantati dal meraviglioso paesaggio. Ci fermiamo in una delle tante fattorie dove è possibile acquistare del buon formaggio. La serata la trascorriamo al villaggio di Den Burg per una passeggiata tra le vie del centro e per gustarci una cena alla Brasserie de Lindeboom e dove mangiamo cibo locale ottimo e un bel kids menù. Attenzione perché qui tutto chiude molto presto per gli standard italiani, quindi alle 7 di sera potreste trovare i negozi già tutti chiusi.

E’ la nostra ultima notte in questo paradiso, ma prima di ripartire non potevamo farci mancare un’esperienza che ancora ricordiamo con piacere: la pesca dei gamberetti. Si parte da Oudeschild, al sud dell’isola. Ci imbarchiamo su un peschereccio con due veri capitani!

Pesca dei gamberetti

Il giro dura due ore circa e ci spiegano come avviene la pesca con le reti alla quale assistiamo. E’ stato davvero divertente. Una volta pescati i gamberetti i capitani chiamano i bimbi per far liberare le stelle marine e i piccoli pesci finiti nella rete.

Assistiamo alla pulitura e infine i gamberetti vengono cotti e mangiati da tutti gli ospiti a bordo. Esperienza davvero bellissima e prenotatile sul posto o dal loro sito.

Saremmo restati qui volentieri ancora qualche altro giorno, ma il nostro viaggio olandese non è finito e altre avventure ci aspettano! Continuate a seguirci perché l’Olanda è davvero magnifica e non vediamo l’ora di raccontarvi le prossime tappe!

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Il Paese delle meraviglie esiste ed è in Olanda: benvenuti a Efteling!

Magia e divertimento per tutte le età. Efteling è un parco poco noto agli italiani, eppure è uno dei più belli in Europa.

Ad Efteling ci siamo finiti quasi per caso. Prima di programmare il nostro viaggio in Olanda non conoscevo assolutamente l’esistenza di questa meraviglia, ma siccome quando si tratta di viaggi sono un po’ secchiona, studia di qua e studia di la ecco che spunta questa meta che è diventata praticamente una tappa imperdibile nel nostro girovagare in terra olandese.

Come arrivare a Efteling

Il parco Si trova nella città di Kaatsheuvel, quasi al confine con il Belgio, ma potete comodamente raggiungerlo da vari aeroporti ben collegati con le compagnie low cost. Infatti è quasi equidistante dagli aeroporti di Bruxelles, Amsterdam, Maastricht e Weeze ( Düsseldorf).

Dove dormire

Come in altri parchi divertimento, anche qui c’è la possibilità di prenotare un alloggio all’interno. Ce ne sono di varie tipologie e potete consultare le tariffe sul sito ufficiale del parco.

Noi abbiamo alloggiato appena fuori Efteling e mi sento di consigliarvi fortemente questa soluzione che si è rivelata essere la più economica nonostante il periodo ( Pasqua 2019), la bellezza dell’alloggio e la comodità perché si raggiunge il parco a piedi. L’hotel si chiama GuestHouse Hotel Kaatsheuvel. Essendo principalmente frequentato da famiglie che vanno a Efteling, la struttura è completamente a misura di bambino, dai menù, alle aree gioco interne ed esterne su ogni piano, fino alle camere stupende con le finestre che danno direttamente sulla terrazza attrezzata per far giocare i bimbi.

Se prenotate sul loro sito vi offrono vari pacchetti che comprendono anche l’ingresso al parco. Noi abbiamo passato qui due notti con due giornate a Efteling. Sempre in hotel abbiamo noleggiato due cargo in legno per trasportare i bimbi. I miei erano già abbastanza grandi per i passeggini ( avevano 3 e 5 anni) ma il piccolo di casa si sarebbe stancato a camminare per tutto il giorno perché il parco è enorme e nel trasportino in legno ci ha fatto anche il pisolino pomeridiano!

Per godervi al meglio Efteling calcolate due intere giornate perché in un giorno non riuscite a visitare tutte le attrazioni. Io ci sarei stata anche un terzo giorno a dirla tutta.

Benvenuti nella magia….Efteling vi stupirà!

Già all’ingresso vi renderete conto di quando sia magica l’atmosfera di Efteling. Il parco è completamente immerso nella natura. Non ci sono personaggi dei cartoni animati, musica a tutto volume, file disordinate. Non andrete via stanchi di sentire bambini urlanti e canzoni inflazionate di cui non ne potete più.

Tutto è estremamente curato nei minimi dettagli. E’ il paese delle meraviglie per eccellenza.

Il parco esiste dal 1952. Poi man mano si esteso fino ad arricchirsi di tutte le attrazioni che sono attualmente presenti e adatte anche ai più grandi ( e spericolati).

Ci sono tantissime giostre anche per i piccolissimi oltre ad un’area tra le più magiche mai viste: il bosco delle favole. Che poi è un vero e proprio bosco con tanto di scoiattoli che saltellano sui grandi alberi e un percorso fiabesco ispirato ai racconti della tradizione nordica, da Hansel e Gretel ai Sette Capretti, da Biancaneve a Madame Holle.

Si passa poi alle aree con le attrazioni più classiche, dalle montagne russe alla nave pirata e qualche giostra per i più temerari come Baron 1898.

C’è persino un lago due poter fare un giro in barca!

Non perdetevi Symbolica. Ci ha talmente conquistati che abbiamo rifatto il giro tre volte. Verrete catapultati in un mondo magico che è davvero difficile descrivere a parole. Così come con Fata Morgana o con Droomvlucht.

Ci sono attrazioni per tutti i gusti e per tutte le età così tutta la famiglia è accontentata.


Come ogni parco che si rispetti, anche ad Efteling non mancano gli spettacoli...e sono davvero incredibili. Pur essendo solo in Olandese sono riusciti a tenerci incollati alla sedia!

Scaricate l’app del parco per tenere sotto controllo la mappa e i tempi di attesa delle varie attrazioni. Inoltre non perdetevi le tante leccornie presenti nei numerosi punti di ristoro e godetevi tutta la magia perché credetemi, Efteling vi lascerà senza fiato. Noi non vediamo l’ora di ritornarci!

Consultate il sito ufficiale per il regolamento anti Covid-19.


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Genova è una città per bambini. Ecco la nostra esperienza al grande Acquario e non solo.

di Rita Scalcione

Ma Genova va ben oltre l’Acquario : ecco cosa fare a Genova per un weekend con i bimbi.

Acquario di Genova

Ci sono tante, tantissime città in Italia che vanno assolutamente visitate. Ma tra un viaggio e l’altro si rimanda sempre perché …“tanto è qui, c’è un volo diretto e prima o poi ci andremo!”.

In questo caso il nostro viaggio era in Francia, a luglio del 2018, ma non avendo trovato voli economici per la Francia del Sud…” sai che c’è? Arriviamo a Genova da Bari in aereo e da lì noleggiamo l’auto così ne approfittiamo per vederla”. E così abbiamo fatto al ritorno dal nostro on the road in Camargue e Provenza.

Genova

Avevamo solo due notti a disposizione e due giorni scarsi per visitarla e le placche alla gola mie e di mio marito con febbre e stanchezza non hanno proprio facilitato le cose, non permettendoci di fare tutto quello che avevamo in programma. Vi parlerò quindi prima di quello che abbiamo fatto noi e poi di tutte quello che potete fare con i bimbi se siete a Genova.

L’Acquario di Genova : un classico per tutte le età.

La visita all’Acquario, che siate con o senza figli, fa parte degli imperdibili.

E’ il più grande d’Europa e le opzioni per una visita sono tante. Tutto dipende dal budget, dall’età e dal tempo a disposizione.

Sul sito trovare tutte le offerte combinate per una visita a 360°. Il nostro viaggio risale a due anni fa, in periodo quindi pre Covid ma, ora più che mai, vi consiglio di informarvi tramite il sito ufficiale e consultare il regolamento di visita Covid-19, perché la capienza massima è ridotta e solo la prenotazione del biglietto online vi garantisce l’ingresso.

Per questioni di tempo e di età ( i miei bimbi avevano 2 e 4 anni all’epoca del viaggio) abbiamo optato per la visita classica. La struttura e immensa e si trova in un bellissimo edificio progettato da Renzo Piano nel Porto Antico di Genova. Lo scopo della sua esistenza ha obiettivi conservativi oltre che didattici.

Per una visita individuale del solo acquario, come quella che abbiamo fatto noi, considerate almeno 3 ore. Ma starei larga con i tempi. Ovviamente tutto dipende da quanto volete fermarvi ad ammirare ogni sala. Inutile dirvi che per i bambini, grandi amanti degli animali e degli abitanti dell’acqua – del resto chi non lo è alla loro età – è stata un’emozione grandissima vedere una così grande varietà di specie marine da vicino. Le vasche sono enormi e permettono agli animali di muoversi liberamente. Se avete bimbi piccolissimi, sappiate che il percorso è interamente agibile con i passeggini e quindi anche per i disabili.

Alcune vasche sono disposte su più livelli in modo da poter meglio osservare gli animali e il loro comportamento. I delfini hanno letteralmente catturato l’attenzione dei bimbi, incantati nel vedere le loro acrobazie sott’acqua. La visuale ti dava l’impressione di essere lì a giocare assieme a loro. Interessante anche la vasca tattile che ti permette di sfiorare le mante .

Ma quale modalità di visita scegliere all’acquario ?

Come dicevo, il classico percorso individuale non è il solo modo per fare una visita all’Acquario di Genova. Su sito infatti trovate diverse opzioni.

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Ecco alcuni esempi:

“L’esperto con te” ti permette di avere un biologo a tua disposizione solo per te e per i tuoi amici o familiari. Puoi scegliere il giorno, l’ora e anche il tema del tuo incontro speciale con gli animali dell’Acquario, oppure decidere tra una delle proposte: Mammiferi Marini, Mar Mediterraneo, Mari Tropicali, Animali pericolosi.

“Dietro le quinte” ti farà scoprire tutti i segreti dell’Acquario attraverso un percorso guidato nelle aree curatoriali e nei laboratori per conoscere tutte le attività necessarie al mantenimento delle vasche e alla cura e allevamento degli animali.

“Notte con gli squali” è un’ avventura riservata ai bambini 7/11 anni che consentirà di scoprire il comportamento notturno degli animali e dormire a tu per tu con i pesci.

Sono inoltre disponibili biglietti combinati per accedere ad altre strutture presenti al Porto Antico:

Galata: il museo del mare

Il più grande museo marittimo del Mediterraneo per un viaggio nella storia della navigazione. La visita è interattiva e si arriva persino alla “Sala della Tempesta” per poter vivere l’avventura di una scialuppa di salvataggio che deve affrontare le onde del mare durante un temporale, con tanto di schizzi d’acqua.

Tra attraenti, globi, una fedele ricostruzione di una galea genovese del ‘600 e tante altre attività, il Museo del mare rispecchia l’anima della città portuale che lo ospita.

Genova – Porto Antico

La Biosfera

Incredibile edificio progettato dall’architetto Renzo Piano. È un luogo dove imparare a conoscere la fauna e la flora delle foreste tropicali, delicati ecosistemi minacciati dallo sfruttamento umano, osservare da vicino oltre 150 specie, ammirare la loro fragile bellezza e comprendere come la loro sopravvivenza dipenda da tutti noi.

Bigo: l’ascensore panoramico

Il Bigo è l’ascensore panoramico situato nell’area del Porto antico vicino all’Acquario di Genova, anch’esso progettato dall’architetto Piano. Ti permette di avere una straordinaria visuale sulla città , portandoti ad oltre 40 metri di altezza.

La città dei bambini e dei ragazzi

Situata nel Porto Antico, all’interno dei Magazzini del Cotone. E’ un luogo dove i bimbi possono toccare, esplorare, giocare in totale sicurezza e, credetemi, non vorranno più andar via. Un’enorme area gioco-educativa per bambini e ragazzi dai 2 ai 12 anni. La  struttura è suddivisa in tre spazi espositivi in base alle diverse età:

Lo spazio 2/3 anni è strutturato come un bosco con attività motorie e sensoriali basate sulla scoperta dei sensi e del proprio corpo.

L’area dai 3 ai 5-6 anni costruita come un vero cantiere dove, muniti di caschetto, con piccoli mattoni e carriole, secchi e gru, i bimbi imparano a mettersi in relazione con gli altri. Possono inoltre provare divertenti esperimenti con l’acqua e compiere interessanti esperienze sensoriali e senso-percettive.

La città dei bambini e dei ragazzi

L’area dai 6 ai 12 anni è dedicata al mondo della scienza, della natura, della biologia, della logica attraverso una serie di giochi ed esperimenti interessanti.

La città dei bambini e dei ragazzi – Genova

Non dimenticate di portare gli antiscivolo e informatevi sulle norme di riapertura in questo periodo di emergenza Covid sul loro sito.

Ed Inoltre:

– Fate un’escursione al Santuario dei Cetacei per fare whale watching. Qui potete avere tutte le informazioni pratiche e la modalità di prenotazione;

– Andate ai parchi di Genova Nervi per passeggiare, giocare o trascorrere un po’ di tempo in relax;

– Perdetevi nei vicoli del centro storico tra piazzette, palazzi storici e antiche botteghe;

– Assaggiate la mitica focaccia geovese e, nelle vicinanze del Porto Antico provate la buona cucina di MOLO MODO 21 o quella di EATALY ,con un bel panorama e tante specialità locali.

E voi ci siete stati? Avete altri consigli su questa meravigliosa città?


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On the road in Puglia con bambini, tra mare e masserie immerse nella natura.

di Rita Scalcione

Un’estate italiana. Un viaggio on the road con bambini poco impegnativo per godere dello splendido mare della costa salentina, tra campagna e antiche masserie.

Il nostro viaggio

Come ogni anno ci concediamo una piccola vacanza tra giugno e luglio. E’ il periodo che preferiamo perché le temperature sono quasi sempre a favore, le giornate ancora lunghissime e non c’è il caos dell’alta stagione, così da trovare spiagge ancora quasi vuote.

Avendo organizzato tutto last second abbiamo optato per una meta semplice semplice, vicina a noi e che regala sempre forti emozioni: la Puglia. Partendo da Matera abbiamo deciso di fare 3 tappe fermandoci ogni due notti in un nuovo posto, in modo da cambiare spiaggia praticamente ogni giorno.

I nostri criteri di scelta sono stati: sistemazioni in campagna, possibilmente in vecchie masserie tipiche del posto, non troppo distanti dal mare e con piscina, anche se non indispensabile visto il mare stupendo, ma comunque piacevole per un bagno pomeridiano o per rilassarsi dopo una giornata in spiaggia.

Ovviamente la Puglia offre una miriade di soluzioni adatte a tutte le tasche e a tutte le esigenze, sia per un viaggio itinerante che per una vacanza più stanziale.

Ma veniamo al nostro itinerario. Come vi dicevo abbiamo cambiato alloggio ogni due giorni per un totale di tre sistemazioni e sei notti.

Partecipanti: Mamma Rita , Papà Marcello, Mia 6 anni e Alberto 4 anni

Mezzo di trasporto : Auto

Torre Colimena, le Saline dei Monaci e Campomarino

Partendo da Matera, dopo circa un’ora e mezzo di viaggio decidiamo di passare mezza giornata in spiaggia prima di raggiungere il nostro primo albergo aMaruggio (TA).

Andiamo un po’ più a sud ed eccoci a Torre Colimena, una frazione di Manduria in provincia di Taranto.

Era da tanto che volevo andarci e direi che abbiamo fatto proprio bene! La spiaggia vicino le Saline è un luogo ancora selvaggio e incontaminato. Una volta posteggiata l’auto c’è un sentiero che costeggia da un lato la spiaggia di sabbia bianca e dall’altro le Saline dei Monaci dove, se siete nel periodo giusto, potete avvistare i fenicotteri rosa e altre specie di volatili come gru o aironi.

Di fenicotteri in lontananza ne abbiamo visti tanti ma, se avete un binocolo, lungo il sentiero c’è una torretta di avvistamento.

Saline dei Monaci

Portate con voi un ombrellone e qualcosa da bere o da mangiare perché la spiaggia non è attrezzata. L’abbiamo trovato un luogo incantevole sia per l’atmosfera che per i colori del mare, della spiaggia e della macchia mediterranea che la circonda.

Spiaggia di Torre Colimena (TA)

Se siete in zona qui ci sono alcune delle spiagge di sabbia più belle della Puglia. A pochi chilometri da Torre Colimena c’è Punta Prosciutto o la riserva naturale del Fiume Chidro, dove poter fare un bagno rigenerante nell’acqua gelida del fiume che incontra il mare.

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro hotel. Masseria Pepe è tutto ciò che si cerca in una masseria pugliese, a cominciare dai colori e dall’arredo delle stanza. Essendo in quattro, ci hanno assegnato la “Casina degli aranci”, una quadrupla enorme con due camere da letto, due comodi bagni e angolo cottura. Ma andatele a vederle tutte sul loro sito perché sono una più bella dell’altra! Grandi aree esterne per pranzare o rilassarsi e una bella piscina rendono l’alloggio ideale sia per famiglie che per coppie.

Masseria Pepe – Maruggio (TA)

Per la gioia dei piccoli, ci sono cavalli e asinelli. C’è anche un ristorante alla carta che però non abbiamo provato, ma comodo se non si ha voglia di uscire la sera.

La cena l’abbiamo consumata a Campomarino , a 10 minuti di auto. Il nostro ristorante si chiama “Al Fresco” ed è vicino al porto, dove potete lasciare l’auto in un parcheggio custodito. Prenotate un tavolo sulla terrazza per godervi un tramonto vista mare. La loro specialità ovviamente è il pesce ,ma hanno un menù molto vario con disponibilità di menù kids se ne aveste bisogno. Un ambiente giovane, curato e un’ ottima cucina.

Il giorno successivo lo trascorriamo in uno dei lidi che più amo della zona: Posto 9, e non potevo che sceglierlo per il giorno del mio compleanno. Qui il tratto di spiaggia è bellissimo. L’ambiente è curato nei minimi dettagli e la cucina tra le più buone di Campomarino, sia per un pasto veloce da mangiare sotto un gazebo in spiaggia che per una raffinata cena vista mare. La nostra giornata si conclude con tanto di torta e candeline spente come da tradizione. E anche questo compleanno l’ho passato in un luogo da sogno…

Campo Marino di Maruggio (TA) – Lido Posto 9

Da Torre Lapillo a Nardò

Sveglia presto, chiudiamo i bagagli, colazione e si va verso nuovi porti. La nostra prossima destinazione è Nardò (LE). Ma anche questa volta trascorriamo la giornata al mare prima di raggiungere la nostra meta.

Torre Lapillo è una frazione della più nota Porto Cesareo. Sabbia fine, acqua limpida e fondale digradante, l’ideale per i bambini. Proprio per questo è una delle spiagge più frequentate del Salento. Noi, in un lunedì di fine giugno, non abbiamo trovato tantissima gente, ma nei fine settimana o in alta stagione la situazione e tutt’altro che tranquilla. Io la consiglierei a giungo o a settembre.

Torre Lapillo

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro b&b. Casina Solatia è in aperta campagna ma a pochissimi kilometri da Nardò e dalle stupende spiagge di questa zona. Ci accoglie la sorridente proprietaria Simona che ci mostra la sua stupenda e nuovissima struttura. Le camere sono essenziali e arredate con gusto. Ci innamoriamo dello spazio esterno, della piscina e soprattutto dell’angolo colazione all’ombra di un gigantesco albero di Noci.

Casina Solatia – Nardò (LE)

La sera la trascorriamo a Nardò, con il suo centro storico tra i più belli e meglio conservati del Salento. Giriamo tra i caratteristici vicoli attorno alla piazza principale e decidiamo di cenare in uno dei tanti ristoranti con i tavoli all’aperto “Il Girone dei Golosi”. Cucina tipica salentina e bellissima atmosfera.

Centro storico di Nardò (LE)

Ci aspetta il giorno successivo un’altra meravigliosa giornata di mare. Con i bimbi preferiamo la sabbia e così ci dirigiamo a Sant’ Isidoro. Il colore del mare non delude!

Spiaggia di Sant’Isidoro – Nardò (LE)

Al tramonto ci attende la cena in un posto che per me è tappa fissa quando sono qui: “Lo Scapricciatiello”. Se volete del buon pesce in un luogo genuino dovete assolutamente provarlo.

Per un tuffo tra le rocce non perdetevi Santa Caterina di Nardò. Cercate il vostro scoglio preferito per piazzare l’ombrellone e munitevi di maschera e pinne. Se siete senza bimbi andate al Beija Flor con i suoi cuscinoni tra le rocce, restateci fino al tramonto e poi raggiungete il Barrueco per un Mojito vista mare.

La nostra vacanza sta volgendo al termine. Ma ci manca l’ultima e meravigliosa tappa.,,

Ugento e Santa Maria di Leuca

Lasciamo Casina Solatia con una colazione dai sapori locali e andiamo più a sud. Ancora spiagge bianche e acqua trasparente. Torre San Giovanni è un’altra delle spiagge super adatte ai bimbi per i suoi fondali bassi, come del resto gran parte della costa.

Torre San Giovanni

Pranzo consigliassimo da La Bottega dei Sapori con un’immancabile piatto di Ciciri e Tria (pasta e ceci tipica salentina) e un’ottima parmigiana di pesce spada. Arriviamo nel pomeriggio a Ugento.

Abbiamo scelto una masseria non troppo lontana dal mare : Masseria Cristo. Un’antica dimora del XV secolo che una sapiente ristrutturazione ha riportato al suo splendore. Pareti in pietra, camere con le volte a stella, arredi antichi. All’esterno una grande pineta, decine di amache e una bella piscina. A far da sottofondo il suono delle cicale. Il posto ideale per staccare la mente. Le spiagge nelle vicinanze sono tantissime. La mattina successiva raggiungiamo quella di Lido Marini. Troviamo una caletta semi deserta con sabbia circondata da rocce e passiamo lì il resto della giornata.

Masseria Cristo – Ugento

Se siete qui dovere assolutamente andare da Martinucci, pasticceria storica con una scelta infinita di dolce e salato. I Pasticciotti ( dolce tipico Salentino) sono tra i più buoni mai assaggiati.

Santa Maria di Leuca non siamo riusciti a vederla di giorno, ma con una passeggiata serale abbiamo potuto godere del suo lungomare, delle sue ville ottocentesche che conservano un fascino prezioso e di un gelato vicino al molo guardando le barche. Da inguaribile romantica , l’ora del tramonto è la mia preferita, con il mare piatto e un cielo che ci regala dei colori incredibili.

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Se avete tempo a disposizione a Santa Maria di Leuca prenotate una gita in barca alla scoperta delle grotte. Ci sono numerose agenzie che offrono questo servizio.

La nostra vacanza finisce qui. L’indomani lasciamo Masseria Cristo. Questa parte di Puglia per noi non è una novità e un po’ mi sento a casa, ma ogni volta c’è sempre una nuova scoperta. Il Salento non delude mai.

Sarà il mare di giugno, le acque dai colori incredibili, il fascino della campagna, delle sue masserie, sarà che ci sono affezionata, ma è uno dei pochi posti al mondo che non mi stanca mai e dove ci torno sempre molto volentieri.

Se volete altre informazioni su questa terra scrivetemi e sarò felice di rispondervi, perché a me solo parlarne mi fa star bene…


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Viaggio in Camargue con bambini

di Rita Scalcione

Parc ornithologique de Pont de Gau,

Una terra dall’animo gitano. Sulle tracce di Van Gogh, tra fenicotteri rosa, cavalli bianchi e campi immensi di girasoli.

Quando abbiamo programmato il nostro viaggio on the road nel sud della Francia avevo in mente una foto vista su qualche blog di viaggi che rappresentava centinaia di fenicotteri rosa. Mia figlia era nel “periodo fenicottero” ( adesso è in quello unicorno quindi non potrei accontentarla :)) e noi eravamo in giro nella Francia del sud. Ecco che allora….si va in Camargue!!!

La nostra base per visitare questa terra è stata Arles. Come di consueto scegliamo un appartamento immerso nel verde, a pochissimi chilometri dalla città. E’ all’interno di un residence con tanto di lago, ampi spazi all’aperto e piscina comune. La casa ha delle vetrate enormi a durante la cena, ad un certo punto mia figlia urla: “mamma guarda in cielo una freccia fatta di uccelli”. Ed in effetti lo spettacolo degli uccelli in volo che ti offrono i cieli della Camargue è incredibile. Sedentari o migratori, ogni anno sono migliaia le specie che si possono osservare in questa zona.

La danza dei fenicotteri rosa di Pont de Gau

La mattina seguente la nostra prima tappa sarà proprio il Parc ornithologique de Pont de Gau, la casa dei fenicotteri rosa. Qui infatti è possibile ammirare questi bellissimi esemplari da vicinissimo. Con il territorio paludoso e le saline, questo è il loro habitat naturale.

Parc ornithologique de Pont de Gau,

Il costo del biglietto per accedere al parco è di 7,50 per gli adulti e 5 euro per i bimbi dai 4 ai 12 anni. All’interno si percorrono vari sentieri immersi nella natura dove poter ammirare centinaia e centinaia di fenicotteri rosa. Questi animali elegantissimi rubano certamente la scena al resto della fauna presente al parco, ma siete appassionati di birdwatching potete passare qui svariate ore perché ci sono davvero tantissime specie di volatili.

Il periodo migliore per vedere i fenicotteri in Camargue è quello della primavera, da metà Marzo a metà Giugno. Ma se siete fortunati potete trovarli anche fino a inizio luglio.

Come di consueto noi siamo arrivati in orario di apertura godendoci un parco quasi tutto esclusivamente per noi. All’interno non ci sono punti di ristoro, ma dei tavoli da più nic dove poter consumare una merenda all’ombra.

Salutiamo gli amici fenicotteri per una delle mete più affascinanti di tutto il viaggio…Saintes Maries de la Mer.

Saintes Maries de la Mer

Questo, dopo Porquerolles, è probabilmente il luogo dove avrei passato più tempo. Non amo le vacanze stanziali, ma se non avessimo fatto un viaggio on the road io qui ci sarei stata l’intera settimana.

Questo minuscolo paesino sulla costa della Camargue ha qualcosa di magico. Sarà il profumo del mare o i bellissimi ristoranti e negozietti boho style che ci sono nei vicoli di casette bianche , sarà il suo animo gitano, o gli artisti di strada che suonano la chitarra in piazza. Non so se avete presente la sensazione di andare in un posto e sentirsi improvvisamente bene, felice.

Giugno non è un periodo di grande affollamento, eppure trovare posto al ristorante non è stato semplicissimo. Quindi se siete qui in periodi di alta stagione tenete conto che il paese è molto piccolo e potete trovare tantissima gente.

Appena fuori dal centro si può lasciare l’auto e raggiungere la piazza principale. Qui c’è la chiesa romanica dedicata alle tre Marie che ha l’aspetto di una vera e propria fortezza. All’interno visitate la cripta che custodisce le reliquie di Santa Sara, onorata dalla festa dei Gitani del 24 maggio attraverso un vero e proprio pellegrinaggio.

La leggenda narra che fu questo lembo di terra lungo il delta del Rodano ad accogliere Maria Maddalena, Maria Jacobé, Maria Salomé e la loro serva Sara, cristiane perseguitate fuggite dalla Palestina su una barca senza timone e senza remi.

Se volete una vista suggestiva potete salire sul tetto della Chiesa all’ora del tramonto.

La giornata è particolarmente calda e decidiamo di fare un bagno al mare e fermarci in una delle tante spiagge libere, ma non prima di aver gustato una buonissima paella, piatto tipico del posto.

La paella è uno dei piatti tipici della zona con forte influenza spagnola

Se avete ancora tempo ecco cosa potete fare in zona:

  • Visitare la cittadina fortificata di Aigue Mortes e raggiungere le Salines di Giraud che offrono uno spettacolo tutto rosa, dovuto al colore del sale;
  • Fare una gita in battello con lo scenografico TIKI III per esplorare via fiume il territorio tra tra cavalli bianchi e e mandrie di tori neri;
  • Fare una passeggiata a cavallo. Ci sono numerosi maneggi lungo la strada che hanno offerte per tutti i gusti;
  • Noleggiare una bici e raggiungere il faro
Uno dei tanti maneggi della Camargue

Arles, sulle tracce di Van Gogh

“La notte stellata sul Rodano” è uno dei tanti dipinto del famoso pittore che rappresentano questa bellissima cittadina, dove lui ha trascorso il periodo più tormentato ma più prolifico della sua vita.

All’Ufficio del Turismo potete prendere un opuscolo che vi guiderà attraverso un itinerario delle sue opere e vedere per la città le riproduzioni di alcuni suoi celebri quadri. Non potete inoltre escludere dalla vostra visita la Fondation Vincent van Gogh . All’interno c’è anche un bookshop ben fornito con tante chicche sull’artista.

Terrazza del caffè di place du Forum

Una volta arrivati ad Arles ci accorgiamo che c’è una festa in costume. Incuriositi dai particolari abiti della sfilata, decidiamo di raggiungere il Teatro Antico per assistere all’evento che ha divertito tantissimo i bambini. Il resto della giornata ci perdiamo tra le strade di questa bellissima città, il cui centro storico ancora intatto è dal 1981 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Farete un tuffo nel periodo romano tra l’Anfiteatro e le Terme di Costantino. Un giorno non basta se volete visitare tutti i siti , ma se volete entrare in alcuni dei moumenti potete optare per una city card. L’ufficio del turismo è davver ben organizzato e vi permette di programmare la vostra giornata in città per tutte le esigenze.

Arles

Con la Camargue si conclude il nostro viaggio on the road nella Francia del Sud. Qui trovate il nostro itinerario completo. Qui invece le altre tappe in Provenza.

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24 Giugno 2020 • articoli_home, Netural Travel, Senza categoria

Viaggiare con bambini: gli indispensabili in valigia

di Rita Scalcione

La guida su cosa portare in viaggio per un’organizzazione perfetta e senza ansie.

E’ arrivata l’estate, la stagione delle vacanze. Viaggi al mare o in montagna, a corto o lungo raggio, arriva prima o poi il momento di preparare la valigia. Panico. C’è chi fa parte del team zaino in spalla e chi invece si porta dietro mezza casa. Ma quando si hanno bimbi piccoli improvvisamente tutto ci sembra indispensabile e ci ritroviamo a fare un trasloco per un weekend al mare.

Ma allora cosa serve davvero mettere in valigia quando si viaggia con i bambini?

Negli anni credo di aver affinato la tecnica bagaglio e l’organizzazione è diventata semplicissima e senza troppe ansie. Un conto è andare in macchina dove puoi anche permetterti di portare più cose, un’altro è andare in aereo dall’altra parte del mondo e hai già mezza valigia piena di pannolini.

In questo primo articolo dedicato a “Gli indispensabili in viaggio” cercherò di mostravi alcuni trucchi e alcuni oggetti che ci rendono la vita da viaggiatori con bimbi a seguito più semplice del previsto. Iniziamo?

LA VALIGIA: quale comprare per il piccolo viaggiatore?

Personalmente trovo più comodo avere una valigia per ogni componente della famiglia. Questo ci permette, soprattutto nei viaggi itineranti, di avere ognuno le proprie cose a portata di mano senza disfare il bagaglio ogni volta che si cambia alloggio.

Da quando sono piccolissimi usiamo per entrambi il Trunky: un trolley cavalcabile ,piccolo ma resistentissimo. Potete scegliere tra tante forme divertenti ed è fatto per essere cavalcato dai piccoli viaggiatori che potranno essere trasportati per tutto l’aeroporto ( o trasportarlo da soli quando sono più grandicelli). Inoltre nelle lunghe attese i bimbi posso sedersi su di esso comodamente. La trovo anche un’originale idea regalo. Secondo la mia esperienza può andar bene fino agli 8 anni al massimo.


Altri modelli che hanno suscitato il mio interesse sono il Trolley Monopattino 


e il più economico, ma funzionale, Cabin Max versione baby (prezzo 34,50). Leggerissimo ma super capiente e con un simpatico porta peluche per chi non sa separarsi dal suo orsetto della nanna.

Non è tra i più economici, ma il marchio Stokke non delude mai:JetKids™ di Stokke® è una valigia cavalcabile ma utilizzabile in volo come lettino o poggiapiedi. La valigia cavalcabile è adatta a bambini dai 3 ai 7 anni; il lettino è più indicato per i bambini al di sopra dei 2 anni.

In valigia usiamo sempre degli organizer, così sappiamo esattamente dove si trova tutto ciò che portiamo e lo troviamo con facilità. Io ho preso su Privalia quelli della Seletti. Coloratissimi e lavabili in lavatrice una volta a casa. In più, su ogni sacchetto c’è l’immagine della categoria di appartenenza del contenuto ( intimo, accessori, cosmetici, elettronica, biancheria sporca e medicinali).

ZAINETTO: per avere sempre tutto a portata di mano

Oltre alla valigia, ognuno dei bimbi ha un proprio zainetto. Questo permette di avere tutto il necessario per il viaggio, dall’acqua, ai giochi, al cambio sempre a portata di mano. Una volta arrivati sul posto diventa anche lo zaino per le escursioni o per la spiaggia. Trovo più comodi i modelli con la fibbia di chiusura sul petto, in modo che lo zaino non caschi continuamente dalle spalle.

Abbiamo usato uno modello della Skip Hop Zoo quando erano piccolissimi. Su Tutete.com potete anche personalizzarlo con il nome del bambino.

Zaino Skip Hop Zoo con redinella

Questo in particolare ha una redinella che permette al genitore di tenere il bimbo sotto controllo, lasciandolo muovere in completa autonomia soprattutto in luoghi affollati.

Adesso stiamo usando invece degli zainetti della Affenzahn ,con doppia tasca e porta borraccia laterale.

Zainetti Affenzahn


In commercio ci sono tantissime altre marche che ricordano gli zaini da trekking degli adulti, più capienti e sicuramente impermeabili, come ad esempio quelli della Deuter o Ergobag , ergonomici e sostenibili. Anche Decathlon offre delle valide alternative a poco prezzo.


Borraccia

Cerchiamo di essere sempre attenti all’ambiente ed evitare l’uso di bottigliette di plastica, soprattuto in posti del mondo dove la plastica è difficile da smaltire. In alcuni aeroporti ho visto anche delle fontane di acqua potabile per riempirle. La borraccia perfetta è quella termica, priva di BPA e ftalati.

La nostra è del marchio norvegese BLAFRE. La trovate su Family Nation assieme ai tappi accessori.

Ma a mio avviso, la migliore in assoluto è quella della Pure Kiki. Può essere utilizzata per anni con il semplice cambio del beccuccio. C’è anche il beccuccio Biberon per usarla sin dalla nascita.

Passeggino, marsupio, seggiolino, alzasedia….aiuto ci vorrebbe un tir!

Tranquilli, più crescono e meno ingombrante diventa il carico che ci portiamo dietro. Ma quando sono ancora piccoli bisogna pensare a trasportarli in giro per il mondo nella maniera più comoda possibile.

Il passeggino oggetto dei desideri è lo YoYo Babyzen. Si apre e si chiude in un batter d’occhio, può essere portato a tracolla e si infila ovunque, soprattutto in aereo nella cappelliera. Se volate spesso io ci farei un pensierino.

YoYo Babyzen entra nella cappelliera dell’aereo

Ci sono alternative più economiche con modelli altrettanto leggeri. Ma ricordatevi che la maggiorparte dei passeggini vanno in stiva. Consultate i regolamenti della compagnia aerea con cui viaggiate, ma ormai quasi tutte prevedono il trasporto gratuito del passeggino.

Alcuni viaggi però sono impossibili da fare con il passeggino. In questo caso una fascia porta bebè o un marsupio possono salvarci la vita. Ricordo ancora le scale delle metro parigine e di quanto ci sia stato utile avere con noi un marsupio. Noi abbiamo optato per un Ergobaby, che ricomprerei altre mille volte.

Arriva il momento della pappa. Non tutti i ristoranti hanno un seggiolone e portarci dietro un alzasedia non è proprio comodissimo. La mini sedia di Mini Monkey ( 25,00 euro) occupa pochissimo spazio e ci permette di mangiare in tutta tranquillità senza dove tenere il piccolo in braccio.

Alzasedia Pieghevole Mini Monkey utilizzabile dai 6 mesi

Se siete amanti dei viaggi on the road e noleggiate una macchina in loco ricordate di pensare ai seggiolini. La sicurezza prima di tutto. Noi abbiamo sempre imbarcato (gratuitamente) i nostri Cybex perché sappiamo che sono ultra sicuri e perché noleggiarne due per volta non è proprio così economico. Abbiamo anche acquistato due sacche per poterli imbarcare al sicuro, evitando che si rompano in stiva o che si bagnino nel tragitto aereo/aeroporto.

Non gli ho provati, ma mi hanno incuriosito questi due modelli da viaggio poco ingombranti.

Il modello Urban Kanka è pieghevole, leggero e facile da installare.


E’ ancora Trunky che con BoostaPakc ci offre una comoda soluzione di zaino che si trasforma in rialzo auto per i più grandi.

Medicinali

Anche se nella maggiorate dei paesi possiamo comprare l’occorrente in farmacia, trovo che sia sempre meglio avere un piccolo kit di emergenza con i farmaci più usati. Parlatene con il pediatra, a seconda del paese che visitate potrebbero servirvi farmaci diversi. Si spera di lasciarlo intatto il kit farmaci, ma in alcuni casi potrebbero servirvi medicinali che sul posto sono introvabili, così come potrebbe occorrere un semplice antipiretico nel pieno della notte.

Giochi e passatempo

La domanda che spesso ci viene fatta è: ma come fate a fare tante ore di viaggio? Non siamo assolutamente amanti dell’intrattenimento digitale. Preferiamo di gran lunga attività più stimolanti e, in viaggio, se ne possono fare tantissime.

Nel loro zainetto c’è sempre qualche libricino di attività. Usborne, ad esempio, ha un’infinità di libri, di giochi e attività da fare un viaggio. Nel loro catalogo c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Da Tiger trovo sempre qualche gioco di piccole dimensioni, oltre agli stikers che si divertono ad attaccare sui loro quadernetti.

Fogli e colori vincono! Sempre da Tiger ho trovato dei mini colori che sono i salvavita perfetti sia nelle attese in aeroporto che, ad esempio, al ristorante. Anche le carte sono un valido alleato. I miei figli amano quelle della DJECO. Ce ne sono per ogni età.

L’ultima arrivata è una piccola macchina fotografica digitale . Queste sono a prova di piccole mani e di caduta accidentale . Per fotografare tutto camminano anche kilometri ed è bello poi rivedere i viaggi nei loro scatti da piccoli fotografi.

Questi sono solo alcuni consigli su come potersi organizzare al meglio se si viaggia con i bambini. Ho visto famiglie di 5 persone viaggiare con due zainetti e famiglie di 3 con bagagli enormi. Noi siamo una via di mezzo. Ogni volta che partiamo cerchiamo di ridurre sempre di più il bagaglio. In fondo i bambini esistono in tutto il mondo, quindi a volte è inutile caricarsi di oggetti che possiamo trovare sul posto.

E voi a che team appartenete? Zaino in spalla o trasloco per due giorni al mare?

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16 Giugno 2020 • articoli_home, Netural Travel, Senza categoria

Cosa vedere in Provenza con i bambini: il viola della lavanda, l’azzurro del mare, l’ocra della terra.

di Rita Scalcione

Vi avevo già parlato del nostro viaggio tra Provenza e Camargue on the road: un itinerario di 10 giorni nel Sud della Francia con due bimbi di 2 e 4 anni.

Tutto è partito dalla voglia di vedere la lavanda in fiore. Ma se vi dicessi che il colore della Provenza non è solo il viola di questi profumatissimi fori?

E’ arrivato il momento di descrivervi meglio le nostre tappe.

L’Isola di Porquerolles: pedalare tra acque cristalline e il profumo di mirto.

La nostra prima tappa è stata la cittadina di Hyres. Abbiamo scelto un appartamentino con piccolo terrazzo nei pressi del porto: L’Hyères – Le Port – Joli Studio . Lo risceglierei altre mille volte. Una sistemazione ideale sia per godere di una cena all’aperto fronte mare che per le comodità della posizione: supermercato ben fornito sotto casa ( indispensabile avendo scelto un appartamento con angolo cottura), boulangerie e altri negoziati sempre nei paraggi e un piccolo ma funzionale parco giochi sotto casa. Inoltre, il parcheggio (gratuito) a 2 minuti dall’appartamento ci ha permesso di lasciare l’auto e poter raggiungere il luogo dell’imbarco per l’ Isola di Porquerolles con un comodo autobus cittadino.

Stanchi del viaggio, abbiamo optato per una passeggiata sul porto e cena sul nostro terrazzino con tanto di luna piena.

Il giorno dopo ci aspetta uno dei luoghi più belli mai visti, una di quelle mete che sognavo da tempo: l‘ isola Porquerolles, la più grande delle tre Isole d’Oro, al largo della costa di Hyeres. 

Tutta l’isola fu acquistata nel 1912 dall’imprenditore  belgaFrançois Joseph Fournier, apparentemente come regalo di nozze per la moglie; fece piantare 500 acri di vignetiche produssero uno dei primi vini provenzali chiamati vin des Côtes de Provence.

Scopriamo che sotto casa passa il bus che porta a Tour Foundue, dove partono i traghetti per l’isola. Se optate per l’auto invece vicino al porto d’imbarco ci sono vari parcheggi a pagamento. Controllate comunque gli orari degli autobus rispetto alle coincidenze del traghetto perché potrebbe passare del tempo. Il tempo di navigazione è di circa 15 o 20 minuti . Biglietto un po’ caro ma è l’unico modo per arrivarci: 19 euro gli adulti e 17 i bambini oltre i 4 anni.

L’ISOLA DI PORQUEROLLES IN BICI

Per muovervi sull’isola indispensabile noleggiare la bici. Una volta arrivati ci sono decine di agenzie per il noleggio e varie tipologie di biciclette. Non avendo ancora bimbi pedalatori abbiamo noleggiato per 48 euro due bici e una trasportino biposto.

L’isola di Porquerolles è uno dei luoghi più salvaguardati al mondo dal punto di vista ambientale, nonostante i tanti turisti. 
Divieto di circolazione delle automobili, divieto di edificare, divieto di campeggiare e persino di fumare all’aperto fanno sì che l’isola sia un ambiente intatto tra i più affascinanti del mediterraneo, salvaguardandolo dai rischi del turismo e degli incendi.

L’isola infatti è percorribile solo a piedi o in bicicletta e troverete solo le pochissime auto dei residenti. Questo fa si che i 13 km quadrati di superficie dell’ isola siano un luogo di pace assoluta. Tra sentieri che si snodano in ogni direzione, i punti di interesse sono ben segnalati con le distanze chilometriche da percorrere. Vicino al porto basta prendere una mappa dall’ufficio informazioni per potersi orientare. Sempre al porto conviene fare approvvigionamento di cibo e bevande perché non ci sono spiagge attrezzare.

Gli itinerari non sono tutti semplici, soprattutto con i bambini o se non si è pratici con la bicicletta. In effetti il trasportino ha il suo peso. Ma se avete voglia di fare un tratto di salita ( abbastanza pesante) potete raggiungere il Faro e il Mulino e godere di uno splendido panorama.

Place d’Armes

Noi abbiamo passato tutta la mattina sulla bellissima Plages d’Argente, la più semplice da raggiungere. Conviene arrivare presto perché si riempie presto di gente che arriva con i vari traghetti ogni ora . Ci rimettiamo a pedalare con una pausa pranzo sulla caratteristica Place d’Armes. Anche qui momento gioco al piccolo parchetto. Nei dintorni qualche bar, ristorante o negozietto di specialità locali. Il pomeriggio abbiamo provato a raggiungere altre spiagge, tra cui la rinomata spiaggia di Notre Dame, ma purtroppo c’era tantissimo vento.

Plage de Notre Dame – Porquerolles

L’isola è meravigliosa e ci siamo ripromessi di tornarci e provare a dormire direttamente lì, dove gli alloggi sono davvero pochi ed è difficile trovare posto. Deve essere meraviglioso quando l’isola si svuota dei turisti che vanno via con l’ultimo traghetto e rimane tutto quasi solo per te.

Rientriamo a casa e la nostra mitica terrazza sul porto ci aspetta. Il giorno dopo si riparte per nuove avventure.

Salon de Provence : sulle orme di Nostradamus con una caccia fantasiosa di pirati e principesse.

Succede che nel tragitto decidiamo di fermarci in una della tante cittadine della Provenza. E succede che appena scendiamo dalla nostra auto i miei figli vedono spuntare da un vicolo un ragazzo vestito da pirata. Poco più in là ecco sbucarne un altro. Così, con le loro facce incuriosite, invento di sana pianta la storia della città invasa da pirati e di una principessa rapita da liberare.

Siamo a Salon de Provence e cӏ una festa medievale nel centro storico I bimbi hanno corso per tutto il tragitto in cerca di altri pirati e poi, finalmente, abbiamo trovato la principessa diventata invisibile nella vetrina di un negozio di abiti medievali. Trucchetti per sopravvivere e sorridere con i bambini!

In centro troverete un museo dedicato a Nostradamus e il castello-museo Chateau de l’Emperi che ospita una collezione di armi e divise dell’esercito francese. Fermatevi a mangiare o a bere un drink a Piazza Croustillat dove c’è una fontana ricoperta di muschi che sembra un enorme fungo. Potete anche visitare il Museo del Sapone. Ma vi assicuro che anche il semplice passeggiare per le vie del centro storico è di per se una bella scoperta.

La fontana di muschio di Salon de Provence

Avignone: la città dei Papi

Il nostro nuovo alloggio è una casetta con giardino a Châteauneuf-de-Gadagne: MIA CASA VERDE. Una piccola dependance in campagna con una piscina tutta per noi! Il paese è veramente minuscolo, ma vicinissimo a Isle de la Sourge che consiglio fortemente di visitare. Dopo un meritato relax in piscina e una sana dormita, al risveglio la nostra prossima tappa è la città di Avignone, a circa 13 km da noi. La Provenza è davvero tutta bellissima e forse non basterebbe un mese per visitarla tutta, ma per Avignone avevamo un solo giorno a disposizione. Forse il giorno più caldo di tutta la vacanza. Con 40 gradi all’ombra, dopo averla girata un po’ a piedi i bimbi erano stanchi e abbiamo accolto la loro richiesta di fare il giro del centro con un trenino turistico in partenza da Palazzo dei Papi. Giro poco entusiasmante ma in quel momento era l’unico modo per poter vedere qualcosa e accontentare tutti. Se avete altro tempo a disposizione, sicuramente merita una visita l’interno del Palazzo dei Papi. Segalo inoltre il grandissimo parco Rocher des Doms per godere di una bella vista sul fiume Rodano, sul ponte d’Avignone e su parte del centro storico.

Avignone – Palazzo dei Papi

A luglio qui si tiene qui uno dei più importanti eventi al mondo di teatro e arti sceniche: Il festival di Avignone. Il programma è davvero vasto e per tutte le età.

La Lavanda: un sogno ad occhi aperti

La Provenza è bella sempre, ma andare nel periodo della fioritura della lavanda offre uno spettacolo imperdibile. Risalendo per l’Altopiano di Valensone si vedono le prime colline viola. Ignari di quello che avremmo visto dopo ci siamo fermati a fare centinaia di foto alla prima vista della lavanda alternata ai gialli campi di girasole. Ma lo spettacolo vero doveva ancora arrivare. Percorrendo la via della lavanda, eccola la vera meraviglia! Il colore diventa via via più fitto. Filari di lavanda a perdita d’occhio, colline viola e un profumo inebriante. Anche qui il consiglio è quello di arrivare presto, prima dell’invasione dei turisti. Non fatevi intimorire dal ronzio delle migliaia di api… correte liberi tra le colline fiorite.

Quando fiorisce la lavanda?

La fioritura della lavanda va da fine giugno a inizio luglio. Tutto dipende dal clima e dalla zona. Ci sono però alcuni siti che monitorano il livello di fioritura così da non partire impreparati e recarvi nel periodo giusto. Se invece siete in Provenza dopo metà luglio tenete d’occhio i calendari delle tante feste dedicate alla raccolta della lavanda.

Gole del Verdone e Lago di Saint Croix

Il nostro itinerario prevedeva una fermata  a Gordes e alla visita dell’Abbazia, ma un cartello stradale ci ha tratto in inganno facendoci deviare verso il Lago di Saint Croix. Io sono ancora convinta di aver sbagliato strada, ma quello che pensavo fosse un luogo vicino a Valensole è diventato un tornante senza fine che ci ha portati fino al lago. Se soffrite di mal d’auto preparatevi, ma una volta arrivati è il posto perfetto per una giornata di relax . Sicuramente sarebbe meglio fermarsi qualche giorno e visitare il luogo in tutta calma tra le mille attività da poter fare, passeggiate panoramiche, bagni e sport acquatici. Le Gole del Verdon offrono un panorama senza eguali.

Benvenuti nel Colorado provenzale!

Tra la lavanda e il lago di Saint Croix abbiamo fatto in una giornata ciò che normalmente andrebbe fatto in più giorni. Ma d’estate il sole tramonta tardi e non potevamo ripartire senza passare per quello che viene definito il Colorado provenzale. Lo ammetto, eravamo stanchi , troppo stanchi. In più, non so come, ci siamo anche persi , ma ormai eravamo lì e non avevamo intenzione di rinunciare. E abbiamo fatto bene. A pochi passi dal centro di Roussillon sorge la Valle dell’Ocra. Uno dei posti che in Provenza non ti aspetti. Questa valle ricorda uno dei coloratissimi canyon americani e per questo motivo è stata soprannominata il Colorado provenzale. La vista di queste montagne dai colori surreali è da togliere il fiato, forse quanto quella della lavanda.

Parcheggiata l’auto si può fare il biglietto che costa solo 2 euro e 50 centesimi per poter accedere alla Valle dell’Ocra. Una volta entrati ci sono due percorsi possibili: uno più breve da 30 minuti, l’altro di circa 1 ora. Ci sono vari scalini e, pur essendo entrambi percorsi semplici, eviterei l’uso del passeggino se avete bimbi piccoli. Portate un cambio. I bambini non sapranno resistere dal rotolarsi sulla terra e, a fine percorso, saranno sporchi dalla testa ai piedi ( vedi Instagram stories) .

La giornata più lunga del nostro viaggio in Provenza on the road volge al termine. La nostra casetta in campagna ci attende, con tanto di grigliata di pesce e una bottiglia ghiacciata di Côtes du Rhône.

Ma il viaggio non è ancora terminato! Nelle prossime tappe vi porteremo in una terra dalle mille sorprese: la Camargue. Continuate a seguirci!

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Fuga in famiglia nella natura selvaggia della Basilicata

di Rita Scalcione

Idee per un weekend in Basilicata con bambini.

E’ stato un periodo duro, per tutti, nessuno escluso. Per chi è abituato a muoversi lo è stato ancora di più. I viaggiatori incalliti possono capire questo mio pensiero. L’idea di non poter andare da nessuna parte e di non poter programmare niente perché non si sapeva come sarebbero andate le cose mi ha fatto reso abbastanza irrequieta, lo ammetto. Programmare un viaggio durate una pandemia diciamo che non è proprio la priorità di tutti, me compresa.

Partiamo? Ti prego!

Ultimamente è stato tutto un apri e chiudi di app in ordine sparso: Skyscanner, Ryanair, Booking...poi continuavo con Google Maps e tante altre. “Però che ne dici se andiamo qui…ma secondo te possiamo andare in aereo? Ma gli intercontinentali a dicembre come li vedi?…”

Avevamo bisogno di una fuga, era chiaro. Per una volta nella vita di una fuga senza programmi.

I viaggi partono da una necessità o da un sogno? Sicuramente da uno stato d’animo.

Viviamo a Matera, in Basilicata. Volevamo partire senza allontanarci più di tanto. Avevamo a disposizione solo una notte. Poi ad un tratto mi ricordo di una foto buffissima di un alpaca. Si, un alpaca. In Basilicata. E da quella foto è partito tutto. Apro il mio adorato Google Maps, guardo cosa c’è nei dintorni, chiedo qualche consiglio sparso ( e prezioso!) ed eccoci qui…

Dove andare in Basilicata con bambini?

Monticchio, Acerenza e cascate di San Fele

Partecipanti: Mamma Rita , Papà Marcello , Mia (6 anni)  e Alberto (4 anni)

Mezzi di trasporto: Auto 

Giorni di Viaggio: 1 e mezzo

Periodogiugno 2020

Da Matera abbiamo raggiunto Acerenza (PZ). Un viaggio breve di circa 70 km . Il paesaggio che si gusta dal finestrino è quello tipico lucano. Campagne sconfinate, colline ormai giallo oro e qualche falchetto in volo.

La nostra prima tappa è Basilicata Alpaca .

Basilicata Alpaca

Un’allevamento di alpaca, il primo nel Sud Italia. Un luogo a stretto contatto con la natura, con un bellissimo panorama sul lago di Acerenza e dove i visitatori possono vedere da vicino questi adorabili animali. Il percorso prevede una passeggiata assieme agli alpaca, accompagnati da una guisa, toccare la loro morbidissima lana e, in conclusione un laboratorio didattico. Il prezzo del biglietto è di 10 euro ( ma i più piccoli non pagano). La visita va prenotata perché il numero dei visitatori è limitato, soprattutto in questo periodo di Covid-19. Per i miei figli è stata una sorpresa. Non avevamo mai toccato questi buffissimi animali.

Purtroppo il giorno prima aveva piovuto tanto e la visita è stata molto ridotta perché non si poteva accedere all’intero percorso a causa del fango. Unica nota negativa è che avremmo preferito essere avvisati prima di queste limitazioni, visto che non abbiamo goduto appieno di tutte le attività, riuscendo a vedere solo due degli alpaca presenti nell’allevamento. Quindi, il consiglio che posso darvi è quello di chiamare prima e assicurarvi che le condizioni climatiche siano quelle adatte.

Sempre previa prenotazione è possibile fermarsi nella loro area pic-nic attrezzata. Noi abbiamo preferito proseguire il nostro itinerario che ci avrebbe portati a Monticchio fermandoci in un’altra area pic-nic, praticamente deserta, che abbiamo trovato sulla strada.

Da visitare anche il borgo di Acerenza, uno dei ” Borghi più belli d’Italia”, con la sua maestosa Cattedrale.

Cattedrale di Acerenza (PZ)

Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto i laghi vulcanici di Monticchio, situati all’interno della Riserva Naturale Regionale .

Lo sapevi che i laghi cambiano colore a seconda del clima e quindi della stagione?

Il fenomeno viene spiegato in questo articolo che svela una ricerca condotta proprio sul colore dell’acqua dei laghi.

Cosa fare ai laghi di Monticchio

Dopo aver parcheggiato la nostra auto nei pressi del Lago Piccolo, ci siamo goduti una passeggiata ( e un gelato) in completo relax accompagnati dai suoni della natura. Spinti dalla richiesta dei bimbi, abbiamo anche noleggiato un pedalò ( 10 euro per 30 minuti). Costeggiando il lago abbiamo ascoltato il canto degli uccelli, osservato i grandi alberi dalle imponenti radici e ammirato le ninfee bianche galleggiare sullo specchio d’acqua.

Monticchio: Lago Piccolo e Abbazia San Michele

Ed inoltre…

Se avete tempo a disposizione potete:

  • raggiungere l‘Abbazia di San Michele Arcangelo che ospita al suo interno il Museo di Storia Naturale del Vulture ;
  • passeggiare all’interno della Riserva Naturale e, se siete fortunati, ammirare la Brahmaea Europaea che è un rarissimo esemplare di farfalla che ha trovato il suo habitat ideale proprio in questa zona;
  • vedere i resti dell’Abbazia di Sant’Ippolito.

Dormire in paradiso

Nel tardo pomeriggio abbiamo raggiunto l’agriturismo dove abbiamo passato la notte. A pochi chilometri dai laghi ecco l’Agriturismo il Riccio

Il posto ideale per chi, come noi, ha due piccoli amanti degli animali a seguito. Attorno a noi solo le colline che al tramonto si impregano di una luce magica . Incredibile il senso di libertà che può darti un paesaggio come questo. Le finestre della camera sono un quadro naturale. E’ stato bello vedere nostra figlia che, appena sveglia, si è seduta sul davanzale ad ammirare lo spettacolo, pronta per l’avvistamento di volpi e di falchi. Davanti al casolare una bellissima fattoria con galline, oche, asinelli, uno struzzo e un cavallo. Il simpatico e coccoloso cagnolone Argan, assieme ai gentilissimi proprietari Antonio e Stefania, vi farà da guida.

Agriturismo Il Riccio

La cena non potevamo che consumarla all’interno dell’Agriturismo dove abbiamo potuto gustare tante prelibatezze locali dalle materie prime eccellenti. Vi dico solo che la colazione, con il famoso Zabaione di Antonio e la ricotta al caffè vale da sola il viaggio.

E’ tempo di andare ma, prima rientrare a Matera, abbiamo fatto una deviazione per un pic-nic alle Cascate di San Fele.

Percorso verso le cascate di San Fele

Le cascate sono raggiungibili attraverso vari percorsi ben segnalati. Si sceglie di seguire quello più attinente alle proprie esigenze. Dopo aver lasciato l’auto, il percorso che abbiamo fatto noi è durato all’incirca 10 minuti all’andata e una ventina di minuti al ritorno in salita. Ovviamente da evitare il passeggino se avete bimbi piccoli. Non ci sono punti di ristoro. Abbiamo trovato solo una fonte di acqua potabile.

Cascate di San Fele (PZ)

Il nostro weekend in Basilicata finisce qui. Come ogni viaggio che ci rispetti ci asciamo dietro tanta emozione, tanta carica ma anche tante cose che non siamo riusciti a vedere e che diventano un’ottima scusa per ritornarci.

E voi , siete mai stati in Basilicata?


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Bonus vacanze 2020: come richiederlo e a chi spetta


Il Bonus Vacanze 2020 è una misura del Decreto Rilancio per supportare l’industria turistica italiana post Covid-19. Ma chi può richiederlo e come funziona? Nell’articolo tutti i dettagli.

di Rita Scalcione

Oggi, dopo un lungo stop legato all’emergenza Covid-19, si riaprono le frontiere e si può ritornare a viaggiare, sicuramente nei confini Italiani e con alcune limitazioni per l’estero. Per chi come me ama programmare i suoi spostamenti anche in largo anticipo, questa volta non siamo riusciti ancora a programmare nulla. Le incognite sono ancora tante e soprattutto le restrizioni di alcune paesi verso i turisti in arrivo.

Molto probabilmente sarà un’estate tutta Made in Italy . E quale miglior momento per riscoprire le bellezze nostrane in tutta sicurezza? Ecco che il Decreto Rilancio viene in aiuto al mondo dei viaggi. Ma come? Attraverso il Bonus Vacanze 2020. Ma facciamo il punto della situazione.

Che cos’è il Bonus Vacanze?

Il Tax Credit Vacanze, o Bonus vacanze 2020, è un incentivo del valore massimo di 500 euro da spendere solo in Italia nelle strutture ricettive dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2020

Chi può richiederlo?

Il Bonus Vacanze 2020 potrà essere richiesto da ogni nucleo familiare entro i 40.000 euro di Isee. L’importo è modulato a seconda del numero dei componenti : 500 euro per famiglie di 3 o più soggetti, 300 per le famiglie di 2 persone e 150 per una persona.

Il 20% della somma sarà anticipata dal turista e poi recuperata come detrazione dall’imposta nella dichiarazione dei redditi dopo un anno. Il restante 80% invece è uno sconto sulla somma dovuta alla struttura che poi lo recupererà sotto forma di credito d’imposta nel 2021.Si parla però di ‘intesa del fornitore’, che dovrebbe quindi dare il consenso.

Come e quando richiederlo?

Bisogna avere un’identità digitale (Spid), un Isee aggiornato e un’App per registrare i dati del beneficiario e per generare un Qr Code. Il Ministero dei Beni culturali e del Turismo lancerà probabilmente l’app a metà giugno, per dare il tempo poi alle famiglie entro il 1° luglio di predisporre l’Isee e di acquisire un’identità digitale Spid. Il Bonus sarà spendibile una sola volta e non sarà frazionabile.

Alcune criticità…

Pur venendo incontro alle famiglie che non vogliono rinunciare alle vacanze, il Tax Credit Vacanze ha alcune criticità sia per i viaggiatori che per le strutture turistiche. Partendo dal 1° luglio, esclude tutte quelle persone che vorranno partire a giugno. L’adesione facoltativa da parte delle strutture rischia inoltre di dare un freno al bonus e si teme una gestione troppo complicata con ostacoli tecnici e burocratici che non ne facilitano la fruizione. Gli albergatori dovrebbero anticipare l’80% del valore in un momento non proprio roseo per la categoria. Altro nodo è l’esclusione delle piattaforme o portali telematici. Per accedere al credito è necessario che il pagamento del servizio venga corrisposto “senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator”.

Restiamo quindi in attesa delle modalità applicative che verranno ufficializzate da un provvedimento dell’agenzia delle Entrate.

Sarà sicuramente un’estate diversa dalle altre. Noi ci auguriamo di poter ripartire presto perché ci manca anche solo preparare i bagagli. Voi avete qualche viaggio in programma? Come passerete la vostra estate?

Sotto un grafico del Sole 24 ore chiarisce bene alcuni punti del Bonus Vacanze 2020

Fonte: elaborazione dati Il Sole 24 Ore del Lunedì

























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