innovazione sociale Category

La famiglia è una questione di TUTTI

Mi chiamo Mariella e da due mesi sono diventata mamma per la terza volta. Questa volta però, qualcosa è cambiato.

Saranno i 40 anni suonati, sarà la maggiore consapevolezza, sarà che qualche giorno fa mi sono ritrovata ad ascoltare il dato della natalità in Italia: ‘un numero così basso delle nascite “non si registrava dalla metà del Cinquecento, quando la popolazione dell’Italia era un quinto rispetto a oggi” (cit. Giorgio Alleva Presidente ISTAT alla presentazione del rapporto annuale Istat 2017), insomma, sarà tutto questo, ma oggi più che mai, mi sento profondamente arrabbiata e ciò che mi fa arrabbiare di più è proprio il tema della famiglia.

Non venitemi a dire, vi prego, le solite frasi sul fatto che i giovani non fanno figli perchè pensano alla carriera o che non trovano l’amore come prima perchè maturano più tardi, sappiate che non riesco proprio ad avercela con chi non ci prova nemmeno a mettere al mondo dei figli, io li capisco, e lo dico da privilegiata con un lavoro  a tempo indeterminato, nonni e amici a supporto, una piccola città altamente vivibile in cui crescerli e una rete sociale di riferimento.

Ma se vivessi a Roma farei le stesse scelte? E se avessi un lavoro precario insieme al mio compagno, con un affitto esorbitante da pagare e giornate intere trascorse nei mezzi pubblici per raggiungere il lavoro? Se dovessi fare i conti con un welfare familiare inesistente o carissimo, senza nonni e amici di supporto, farei ancora figli?

Io credo proprio di no.

La verità è che quando diventi una famiglia la frustrazione più grande che vivi è quella di constatare ogni volta sempre di più (anche a distanza di 11 anni), che la famiglia per l’Italia resta UN FATTO assolutamente PRIVATO, che riguarda solo te, e invece di trovare un’intera società ad accoglierti, ti senti ancora più solo.

E tutto questo fa davvero sorridere (e arrabbiare, parecchio) se pensiamo che siamo un Paese che lancia continuamente allarmi legati alla natalità ma che non riesce, nonostante i proclami, a costruire davvero un welfare familiare come si deve. Non importa poi che la famiglia impatti sul sistema economico, culturale, educativo e sociale, consentendo loro di esistere e di crescere, la famiglia resta per tutti un fatto privato.

E invece, mi permetto di dirvi una cosa, e lo dico da tri-mamma (che, dunque nel 2017 conta quasi quanto una mamma di 9 figli negli anni ’50 🙂 ) la FAMIGLIA è un FATTO PUBBLICO ed è ora che qualcuno abbia il coraggio di prendere a cuore questo tema e di affrontarlo, anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

Se guardiamo già solo alla rappresentatività istituzionale del tema, in Italia il dato è scoraggiante: non c’è un Ministero per la famiglia, c’è solo un Dipartimento (che trovate a questo link) che si limita a dare informazioni istituzionali e generiche, non pubblica bandi dal 2015 e nella sezione Azioni e Progetti è fermo ad azioni di ormai tanti anni fa, come se la famiglia non fosse un tema attuale, ma quasi un fatto vecchio, poco interessante.

Qualcuno replicherà che non è vero, le famiglie italiane godono di sussidi e voucher, che rappresentano già un buon inizio. Ma mi chiedo a cosa serva la giungla di bonus, voucher, sussidi che a livello nazionale e locale vengono erogati alle famiglie, se il giorno dopo la registrazione della tua famiglia su un portale istituzionale preposto alla previdenza sociale, sei sparito nuovamente.

Sei sparito, anche se eri un’EMERGENZA, perchè la famiglia lo è, ed è ora di affrontarla, perchè, che lo vogliate o no, la famiglia tocca tutti un po’. Non è una questione di figli (un numero che scende a picco), è anche un grande tema di genitori che invecchiano e hanno bisogno di essere accuditi (un numero in costante crescita), è un tema di benessere collettivo e diffuso.

La famiglia è un BENE COMUNE, è un bene di tutti. Parlare di famiglia è parlare di futuro:  lavoro, economia, educazione, sviluppo, tutto passa da lì ed è impossibile non rendersene conto.

Ma prima di ogni discussione e strategia, occorre spogliare la FAMIGLIA da tutti i travestimenti ideologici che le hanno messo addosso le religioni, i partiti, le comunità in questi secoli, la famiglia deve essere un fatto di TUTTI, deve essere il tema inclusivo per eccellenza ed è imperdonabile qualsiasi tentativo di divisione e strumentalizzazione in tal senso. La famiglia ha cambiato la sua forma, è ricca di declinazioni e nuove geometrie ed è fondamentale tener conto di tutto questo per costruire politiche che abbiano senso ed efficacia.

Sono certa che se le famiglie venissero semplicemente ascoltate rispetto ai loro bisogni, alle difficoltà insormontabili che affrontano, alle necessità di supporto, non solo economico, che hanno, le politiche sarebbe molto più facile elaborarle. Non è più tempo di annunci altisonanti, o di interventi spot, è l’ora che l’Italia guardi in faccia le sue famiglie, TUTTE senza distinzioni,  abbia visioni a lungo termine per loro e con loro, e non metta in campo le solite azioni a corto raggio, spesso in concomitanza con le scadenze elettorali del momento, ma che sappia guardare al welfare della famiglia e sappia sostenerlo davvero.

Nel 2016 con due amiche, mamme come me, Francesca e Claudia, abbiamo dato vita a NETuralFamily, per mettere in rete tutte le buone pratiche di welfare familiare attivate dal basso, da associazioni, comitati, singoli cittadini, molto spesso dalle stesse famiglie, per farle sentire meno sole e per accendere i riflettori sul tema dei temi.

Solo grazie a questo osservatorio privilegiato ci stiamo facendo un po’ di idee su quali soluzioni si potrebbero trovare, figuriamoci se si mettesse in campo un’azione istituzionale di ascolto e coinvolgimento delle comunità familiari che risultati si potrebbero raggiungere, c’è uno spazio immenso su questo, riprendiamocelo e rimettiamo i temi caldi sul tavolo. Noi ci siamo.

Mariella Stella

condividi suShare on Facebook18Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Al Welfare dal basso ci pensa Cariplo! Pubblicato il nuovo bando 2017

Non potevamo non raccontarvelo, è il tema guida del nostro progetto del resto, e siamo felici che anche quest’anno la Fondazione Cariplo dia il via ad una nuova edizione di uno dei Bandi più interessanti del panorama nazionale: Welfare in Azione.

Per il 2017  verranno messi a disposizione 7,5 milioni di euro destinati agli attori pubblici e privati intenzionati a rinnovare il welfare locale intraprendendo un percorso impegnativo e sfidante di programmazione territoriale, aperta e partecipata.

Come per le precedenti edizioni, il bando è articolato in tre fasi (call for ideas, studi di fattibilità e realizzazione) ma sono previste novità per accompagnare al meglio i territori che intendono partecipare. La quarta edizione si arricchisce infatti di importanti momenti formativi destinati a sostenere e orientare le progettazioni in modo più efficace e concreto fin dalla fase ideativa: nelle giornate del 12 e del 16 maggio verranno proposti due incontri formativi rispettivamente sul tema della progettazione e sul fundraising di comunità. Gli incontri saranno diffusi in streaming e saranno condotti dai servizi di accompagnamento che hanno seguito le tre precedenti edizioni del bando, oltre che dal team di Fondazione Cariplo: verranno focalizzati temi cruciali per la formulazione dell’idea quali l’inquadramento del problema, il cambiamento, la governance, gli indicatori e la valutazione e l’attivazione del territorio nell’ambito del fundraising di comunità. Entrambi i momenti formativi verranno arricchiti dalle testimonianze dirette dei progetti delle edizioni precedenti.

Le reti pubblico-private interessate hanno tempo fino al 30 giugno 2017 per presentare la propria idea progettuale.

I FASE – CALL FOR IDEAS

  • il 12 maggio e il 16 maggio 2017 Fondazione Cariplo organizzerà due momenti formativi aperti a tutti gli enti interessati a candidare la propria idea; sarà possibile seguire gli incontri in streaming (a breve sul sito di Fondazione Cariplo verranno fornite le informazioni di dettaglio)
  • entro il 30 giugno 2017 gli enti ammissibili potranno inviare la propria idea progettuale;
  • entro il 30 luglio 2017 gli enti con le idee ritenute coerenti con le linee guida del bando saranno incontrati dagli Uffici di Fondazione Cariplo per un confronto su punti di forza e di debolezza;
  • entro il 30 settembre 2017 gli enti invieranno le idee progettuali definitive;
  • entro il 30 ottobre 2017 la Fondazione Cariplo selezionerà le idee migliori.

II FASE – STUDI DI FATTIBILITÀ

Tra novembre 2017 e febbraio 2018 le idee selezionate beneficeranno di un percorso di accompagnamento metodologico garantito da Fondazione Cariplo, per trasformare l’idea in studio di fattibilità di un progetto triennale; Entro aprile 2018 verranno selezionati gli studi di fattibilità valutati più coerenti con le linee guida.

III FASE – REALIZZAZIONE

L’implementazione dei progetti selezionati sarà finanziata per tre anni e beneficerà di un accompagnamento sostenuto da Fondazione Cariplo e volto anche a sviluppare piani di fundraising di comunità; Lo sviluppo delle progettualità selezionate sarà oggetto di monitoraggio per verificare l’andamento dei processi esecutivi e registrare i risultati ottenuti, anche nell’ambito di comunità di pratica volte a favorire l’apprendimento e la diffusione degli interventi sostenuti e ad alimentare il dibattito sui temi del welfare di comunità.

Nella sezione in fondo alla pagina potete scaricare tutti i documenti necessari alla presentazione.

Nel frattempo le prime tre edizioni del bando “Welfare di comunità e innovazione sociale” sono in pieno svolgimento; tutte le informazioni sugli esiti delle tre edizione del bando si trovano:

Per capire cosa sta accadendo sui territori ad oggi finanziati vi invitiamo a visitare il sito Welfare in azione dove i progetti delle precedenti edizioni raccontano attraverso le storie dei beneficiari, degli operatori e degli abitanti, di come stanno lavorando per innovare il welfare locale e renderlo più vicino ai bisogni delle persone

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

– SCRIVERE A welcom@fondazionecariplo.it

– RIVOLGERSI AI REFERENTI DELL’AREA SERVIZI ALLA PERSONA PER IL BANDO

GUIDA ALLA PRESENTAZIONE 2017

condividi suShare on Facebook33Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

La felicità è una scienza, 2bHappy Agency on board!

La felicità è una competenza che può essere allenata

L’INFELICITA’ 
ci costa cara, in Italia 11,000,000 di persone usano di psicofarmaci. In famiglia: all’aumentare dello stress dei genitori gli adolescenti hanno il 31% di possibilità di avere dipendenza da  alcool o droghe. In Europa 40 milioni di lavoratori soffrono di “stress da lavoro correlato”.
Nel resto del Mondo 1 Paese su 5 è impegnato a combattere in guerra o a sopravvivere alla fame.

“Costruire un mondo migliore per tutti e non è un’utopia – ci dice Veruscka Gennari, co-founder di 2BHappy Agency, la nuova realtà che è appena entrata a far parte del nostro NETwork (e ora capirete perchè!).

A partire dai bambini, che sono il nostro futuro, vogliamo insegnare a tutti che la felicità è una competenza che può essere allenata, bastano poche informazioni e tanta pratica.

Forti dell’esperienza nel campo delle neuroscienze e dello sviluppo personale vogliamo, insieme ad altri, costruire e diffondere la voce di chi sceglie di investire sulla felicità come diritto di tutti”.

logo_800px_colori-2

Così Veruscka Gennari e Daniela di Ciaccio hanno fondato la loro agenzia: un acceleratore di felicità; un Hub metodologico che raccoglie ed organizza tutti gli studi più autorevoli, le ricerche e le pratiche riguardanti la scienza delle felicità e il benessere; e un team di “esperte di felicità” che lavora in ambito business (per multinazionali e piccoli imprenditori illuminati) e education (scuole, famiglie e genitori), qui potete vedere il loro portfolio (eccellente).

Educare alla felicità fin da piccoli ed educare alla felicità in ambito famigliare (a partire anche dal benessere dei genitori come uomini e donne) sono aspetti importantissimi in cui anche noi crediamo molto. Per questo 2bHappy entra a far parte del nostro network, per arricchire l’offerta di servizi e soluzioni che si possono offrire alle famiglie, e alle aziende in ambito di welfare aziendale.

Poi che dire, Veruscka e Daniela sono anche due NETuralwomen, come non volerle a bordo!

Benvenute ragazze! L’alleanza è donna 🙂

condividi suShare on Facebook1Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Conciliare, curare i figli e lavorare: benvenuti all’Alveare, il primo Coworking con spazio baby in Italia

Nato circa 3 anni fa a Roma nel quartiere di Centocelle per rispondere al bisogno di conciliare lavoro e genitorialità, l’Alveare e’ una cooperativa che gestisce un coworking – un luogo di conciliazione famiglia-lavoro – che crea reti fra persone e con il territorio per promuovere i valori della collaborazione e della condivisione.

Gli utenti dell’Alveare sono generalmente genitori con figli entro i 3 anni, che hanno bisogno di un luogo per lavorare (per lo più freelance) e allo stesso tempo di un luogo idoneo alla cura della prole. “La mattina e fino alle 16 lo spazio baby è un servizio educativo coordinato da educatrici professioniste, nel pomeriggio e durante i week’end ospita attività e incontri di varia natura: teatro, inglese, manualità, psicomotricità, massaggio infantile ed inoltre è disponibile per eventi e feste di compleanno.” Nel 2013 il progetto del coworking con spazio baby ha vinto la “Call for social ideas” promossa da Italia Camp e UniCredit.Il coworking e’ aperto non solo  alle mamme, ma anche ai papà, perché la vera conciliazione passa attraverso la condivisione della cura e della crescita della prole; sono benvenuti naturalmente coworkers senza bambini, perchè lo spazio baby è un servizio integrato, ma non escludente, e inoltre le associazioni, le cooperative e le aziende. Lo spazio baby può essere utilizzato da utenti non membri della community.

“Il mercato attuale del lavoro rende spesso difficile conciliare la voglia di avere un figlio e quella di continuare a lavorare. Eppure le donne sono un elemento fondamentale per la ripresa economica del nostro paese. Per questo l’Alveare ospita anche corsi di formazione e orientamento al lavoro.”

All’interno del coworking e’ attiva una community per condividere le modalità lavorative, coprogettare servizi e attività, stimolare la creazione di sinergie e l’adozione di buone pratiche di cooperazione fra le diverse professionalità.

 map

 

 

 

Gli obiettivi per i prossimi due anni sono implementare il coworking e le attività collaterali, contaminare altri luoghi con la cultura family friendly dell’accoglienza e del rispetto dei tempi umani di vita. Per raggiungere gli obiettivi in termini di risorse economiche, ma anche competenze, alleanze, partnership etc., L’Alveare avrebbe bisogno di un supporto economico per migliorare alcune cose all’interno del coworking, ma anche di una maggiore collaborazione con gli enti pubblici per accreditare il lavoro dal basso che svolge quotidianamente.

La cosa più importante che vorrebbero chiedere al governatori della loro città e regione infatti é di lavorare per competenze, con sinergie visto che al momento municipi, comune e regione sono del tutto scollati fra loro.
Conoscete L’Alverare di persona? Cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra opinione!
condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Welfare aziendale, benessere organizzativo e conciliazione: si può fare. Il successo di Archilabò.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” non è solo uno dei dettami più importanti di Ghandi, ma la frase che meglio racconta la storia di Archilabò, una cooperativa sociale che si occupa di apprendimento, bisogni educativi speciali e innovazione sociale, a Bologna, e che ha fatto del “cambiare le regole” la propria regola.

Nata nel 2011 con l’obiettivo di innovare il settore educativo, è stata fondata da un manipolo di valorosi che lavoravano in cooperative che facevano gare al ribasso e dove gli educatori prestavano servizio in attesa di trovare un lavoro migliore. Un sistema che non poteva funzionare, soprattutto se si parla di educazione, un ambito troppo importante per sottovalutarlo e per non coglierne gli aspetti potenziali.

genitoriCosì nasce Archilabò, per cambiare un sistema che non funzionava. Una piccola realtà che oggi conta 7 fondatori e 22 tra dipendenti e collaboratori, che della qualità e della differenza avrebbe fatto i propri tratti distintivi, credendo fortemente che l’educazione avesse bisogno di innovazione e che le nuove tecnologie siano uno strumento essenziale, anche per combattere dispersione scolastica ed esclusione di alcuni stili apprenditivi.

Poi è successo che i fondatori e i dipendenti cominciassero a diventare grandi e a fare dei figli e come privilegiare il benessere organizzativo e delle persone (elemento essenziale a garantire l’alta qualità dei servizi che si offrono)?.

In mancanza di risposte convenzionali hanno visto bene di auto organizzarsi, sposando un modello di lavoro collaborativo e introducendo volontariamente in azienda il congedo di paternità obbligatorio per 15 giorni (sostenendone il costo), applicando lo smart-working a tutti i neo genitori ed introducendo alcuni benefit come l’abbonamento treno+bici per pendolari.

Così Archilabò fa innovazione, dentro e fuori la propria organizzazione, come ci racconta Ana Liza Serra, Vicepresidente e giovane mamma di 2 bambini, che ha potuto godere di queste opportunità e continuare a lavorare in modo proficuo e soddisfacente conciliando i tempi dell’azienda con i tempi della sua famiglia.

Riportiamo la loro storia come esempio di welfare aziendale innovativo e di un comportamento virtuoso che tutte le aziende, profit e non profit, potrebbero adottare – soprattutto ora che lo Stato riconosce benefit fiscali per chi adotti provvedimenti di questo tipo – se solo avessero la sensibilità e gli strumenti cognitivi per farlo.

Almeno facciamo questa piccola parte, parliamone, diffondiamo le storie positive di chi fa ed è capace di cambiare le cose che non funzionano, facendo quelle che servono.

Se poi avete figli con un sospetto o certificato problema di dislessia e non sapete come affrontare la cosa – perchè la scuola non è in grado di rispondere in modo adeguato, i servizi non vanno oltre la diagnosi e nessuno vi sa spiegare cosa dovete fare per aiutarli – loro hanno tutte le risposte, e sono i migliori. Perchè le persone fanno sempre la differenza.

 

condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Famiglie a geometria variabile: genitori single, per scelta o necessità. Vi presentiamo Smallfamilies!

Inauguriamo con questo primo articolo la nostra “rubrica” di interviste alle realtà ed esperienze di innovazione sociale che sono capaci di rispondere in modo nuovo ai bisogni di tutti i tipi di famiglie, quelle tradizionali e quelle nuove, variabili, eterogenee, sempre più numerose e sempre più lontane dai modelli su cui si fonda il nostro sistema di welfare e assistenza sociale. Il nostro tentativo di dare risposte a chi non le trova nei canali istituzionali e per iniziare una consapevole, massiva, condivisa azione di lobby istituzionale nei confronti della politica e delle amministrazioni affinchè aggiornino i loro protocolli alla contemporaneità. 

Il loro motto è  “Qualunque sia la sua composizione, ogni nucleo familiare ha dignità di Famiglia”.

Quale migliore presentazione per raccontarvi la storia di Smallfamilies®, l’osservatorio sulle famiglie a geometria variabile di cui è cofondatrice Gisella Bassanini, super mamma single mutlitasking, che abbiamo conosciuto al nostro appuntamento autunnale a Milano.

Smallfamilies® è una bussola per genitori single che Nasce a Milano nel 2012 per favorire e sostenere la qualità della vita quotidiana e il benessere delle famiglie monogenitoriali. L’osservatorio vuole sollecitare le istituzioni a riconoscere questo fenomeno e individuare le risposte e politiche più adeguate; per diffondere una rinnovata cultura delle famiglie.

Come lo fa? Tra le sue iniziative: un portale www.smallfamilies.it, una rete di esperti/consulenti, ricerche e policy, raccolta di testimonianze, progetti culturali come la collana smALLbooks, collaborazioni, anche attraverso servizi convenzionati, con le diverse realtà del territorio. Dal 2014 Smallfamilies® è anche un’Associazione di promozione sociale regolarmente registrata.

Perchè crediamo che questa sia un’esperienza da raccontare?

Perchè realtà come queste rispondono a bisogni specifici di persone che hanno bisogno di aiuto, assistenza o banalmente di sentirsi meno sole. Di fatto suppliscono alle mancanze di un sistema di norme ed abitudini che non le comprendono. Per questo è importante far emergere la loro condizione per tentare di sensibilizzare la società e le istituzioni alla sempre più numerosa esistenza di questa tipologia di famiglie, che hanno bisogno di interventi specifici e particolari, ad oggi inesistenti nel panorama delle nostre normative.

Partiamo da qui, dal condividere il Manifesto di Smallfamilies, piattaforma di idee e proposte:http://www.smallfamilies.it/il-manifesto-di-smallfamilies/, parliamone, condividiamolo, facciamolo girare, sottoponiamolo ai nostri amministratori, a qualsiasi livello.

Smallfamilies è anche interessata a sviluppare la propria rete di partner e a partecipare a bandi europei sulle tematiche di cui si occupa. Per chi è interessato contattateli qui.

Se sei un genitore single, ovunque ti trovi, mettiti in contatto con loro! Qui anche la pagina facebook

disegno_lavinia

condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading