Senza categoria Category

La famiglia è una questione di TUTTI

Mi chiamo Mariella e da due mesi sono diventata mamma per la terza volta. Questa volta però, qualcosa è cambiato.

Saranno i 40 anni suonati, sarà la maggiore consapevolezza, sarà che qualche giorno fa mi sono ritrovata ad ascoltare il dato della natalità in Italia: ‘un numero così basso delle nascite “non si registrava dalla metà del Cinquecento, quando la popolazione dell’Italia era un quinto rispetto a oggi” (cit. Giorgio Alleva Presidente ISTAT alla presentazione del rapporto annuale Istat 2017), insomma, sarà tutto questo, ma oggi più che mai, mi sento profondamente arrabbiata e ciò che mi fa arrabbiare di più è proprio il tema della famiglia.

Non venitemi a dire, vi prego, le solite frasi sul fatto che i giovani non fanno figli perchè pensano alla carriera o che non trovano l’amore come prima perchè maturano più tardi, sappiate che non riesco proprio ad avercela con chi non ci prova nemmeno a mettere al mondo dei figli, io li capisco, e lo dico da privilegiata con un lavoro  a tempo indeterminato, nonni e amici a supporto, una piccola città altamente vivibile in cui crescerli e una rete sociale di riferimento.

Ma se vivessi a Roma farei le stesse scelte? E se avessi un lavoro precario insieme al mio compagno, con un affitto esorbitante da pagare e giornate intere trascorse nei mezzi pubblici per raggiungere il lavoro? Se dovessi fare i conti con un welfare familiare inesistente o carissimo, senza nonni e amici di supporto, farei ancora figli?

Io credo proprio di no.

La verità è che quando diventi una famiglia la frustrazione più grande che vivi è quella di constatare ogni volta sempre di più (anche a distanza di 11 anni), che la famiglia per l’Italia resta UN FATTO assolutamente PRIVATO, che riguarda solo te, e invece di trovare un’intera società ad accoglierti, ti senti ancora più solo.

E tutto questo fa davvero sorridere (e arrabbiare, parecchio) se pensiamo che siamo un Paese che lancia continuamente allarmi legati alla natalità ma che non riesce, nonostante i proclami, a costruire davvero un welfare familiare come si deve. Non importa poi che la famiglia impatti sul sistema economico, culturale, educativo e sociale, consentendo loro di esistere e di crescere, la famiglia resta per tutti un fatto privato.

E invece, mi permetto di dirvi una cosa, e lo dico da tri-mamma (che, dunque nel 2017 conta quasi quanto una mamma di 9 figli negli anni ’50 🙂 ) la FAMIGLIA è un FATTO PUBBLICO ed è ora che qualcuno abbia il coraggio di prendere a cuore questo tema e di affrontarlo, anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

Se guardiamo già solo alla rappresentatività istituzionale del tema, in Italia il dato è scoraggiante: non c’è un Ministero per la famiglia, c’è solo un Dipartimento (che trovate a questo link) che si limita a dare informazioni istituzionali e generiche, non pubblica bandi dal 2015 e nella sezione Azioni e Progetti è fermo ad azioni di ormai tanti anni fa, come se la famiglia non fosse un tema attuale, ma quasi un fatto vecchio, poco interessante.

Qualcuno replicherà che non è vero, le famiglie italiane godono di sussidi e voucher, che rappresentano già un buon inizio. Ma mi chiedo a cosa serva la giungla di bonus, voucher, sussidi che a livello nazionale e locale vengono erogati alle famiglie, se il giorno dopo la registrazione della tua famiglia su un portale istituzionale preposto alla previdenza sociale, sei sparito nuovamente.

Sei sparito, anche se eri un’EMERGENZA, perchè la famiglia lo è, ed è ora di affrontarla, perchè, che lo vogliate o no, la famiglia tocca tutti un po’. Non è una questione di figli (un numero che scende a picco), è anche un grande tema di genitori che invecchiano e hanno bisogno di essere accuditi (un numero in costante crescita), è un tema di benessere collettivo e diffuso.

La famiglia è un BENE COMUNE, è un bene di tutti. Parlare di famiglia è parlare di futuro:  lavoro, economia, educazione, sviluppo, tutto passa da lì ed è impossibile non rendersene conto.

Ma prima di ogni discussione e strategia, occorre spogliare la FAMIGLIA da tutti i travestimenti ideologici che le hanno messo addosso le religioni, i partiti, le comunità in questi secoli, la famiglia deve essere un fatto di TUTTI, deve essere il tema inclusivo per eccellenza ed è imperdonabile qualsiasi tentativo di divisione e strumentalizzazione in tal senso. La famiglia ha cambiato la sua forma, è ricca di declinazioni e nuove geometrie ed è fondamentale tener conto di tutto questo per costruire politiche che abbiano senso ed efficacia.

Sono certa che se le famiglie venissero semplicemente ascoltate rispetto ai loro bisogni, alle difficoltà insormontabili che affrontano, alle necessità di supporto, non solo economico, che hanno, le politiche sarebbe molto più facile elaborarle. Non è più tempo di annunci altisonanti, o di interventi spot, è l’ora che l’Italia guardi in faccia le sue famiglie, TUTTE senza distinzioni,  abbia visioni a lungo termine per loro e con loro, e non metta in campo le solite azioni a corto raggio, spesso in concomitanza con le scadenze elettorali del momento, ma che sappia guardare al welfare della famiglia e sappia sostenerlo davvero.

Nel 2016 con due amiche, mamme come me, Francesca e Claudia, abbiamo dato vita a NETuralFamily, per mettere in rete tutte le buone pratiche di welfare familiare attivate dal basso, da associazioni, comitati, singoli cittadini, molto spesso dalle stesse famiglie, per farle sentire meno sole e per accendere i riflettori sul tema dei temi.

Solo grazie a questo osservatorio privilegiato ci stiamo facendo un po’ di idee su quali soluzioni si potrebbero trovare, figuriamoci se si mettesse in campo un’azione istituzionale di ascolto e coinvolgimento delle comunità familiari che risultati si potrebbero raggiungere, c’è uno spazio immenso su questo, riprendiamocelo e rimettiamo i temi caldi sul tavolo. Noi ci siamo.

Mariella Stella

condividi suShare on Facebook18Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Se il welfare parte dagli spazi

Il TED Talk di questo mese è dedicato ad un tema interessantissimo: lo spazio come luogo per il welfare.

Progettare e costruire spazi per bambini e famiglie che siano “a misura” e soprattutto che ne facilitino il benessere è una sfida da cogliere e a cui non ci si può sottrarre. Il welfare è nei servizi ma anche nelle idee degli stessi e negli spazi che li ospitano.

Da guardare tutto d’un fiato.

condividi suShare on Facebook5Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Il Welfare aziendale che ci piace!

Sto per partorire la mia terza figlia e se c’è un pensiero che mi accompagna è “come potrò gestire tre figli e un lavoro senza sentirmi sola”. Ho un compagno meraviglioso e collaborativo che sa sempre come supportarmi ma il tema è più ampio, è un tema di società, di contesto lavorativo, di network.

Da 15 anni lavoro nella P.A. e so di essere una privilegiata rispetto a tantissime altre neomamme o plurimamme, ma so anche che non bastano solo i dispositivi normativi, pure fondamentali, per far sentire una donna “accolta” al ritorno da una maternità, ci vuole anche molta cultura e molta apertura da parte di chi ti circonda rispetto al cambiamento della tua condizione . E l’accoglienza di cui c’è bisogno non è un’accoglienza solo “personale” ma “familiare”, è un sistema inclusivo di welfare che abbraccia le famiglie di tutti coloro che lavorano e che  incrociano le loro vite familiari con quelle lavorative.

Ma, soprattutto, è importante sentire riconosciute le proprie nuove competenze, tante, acquisite proprio grazie alla nuova organizzazione familiare e di vita.

Certo, vedere riconosciuto tutto questo insieme ha un che di utopico ma rappresenta l’orizzonte da raggiungere perché ci sia un reale riconoscimento dei propri diritti di donne lavoratrici madri nella società e nel mondo del lavoro.

C’è molto da fare per costruire un nuovo welfare in tal senso, ma ci sono realtà che ci stanno provando e che ci credono. La storia di oggi ci rincuora e speriamo sia l’inizio di tante belle storie così.

Mariella

Articolo tratto dal blog Secondo Welfare.it

Il welfare aziendale di Benetton si arricchisce con lo smart working
Negli ultimi mesi il gruppo industriale trevigiano ha avviato un nuovo progetto per aumentare i servizi dedicati ai propri dipendenti
13 giugno 2017 

Benetton Group, gruppo industriale a cui appartiene la famosa azienda trevigiana che si occupa di moda, negli ultimi anni sta affinando sempre di più la propria People strategy. In particolare, in questi mesi è stato avviato un nuovo piano di smart working che coinvolgerà un consistente numero di dipendenti della società.


Il piano di welfare aziendale di Benetton

Il pilastro centrale della People strategy di Benetton è il programma di iniziative di welfare aziendale denominato “Benetton per te”. Questo strumento, attivato nel 2015 e destinato ai dipendenti della sede centrale dell’azienda a Treviso, è l’elemento principale attraverso cui la società ribadisce l’importanza riservata al suo staff, ai loro bisogni e alle loro aspirazioni.

Il piano di welfare ha previsto la creazione di una piattaforma (realizzata da Eudaimon) in cui sono presenti svariati beni e servizi previsti dagli articoli 51 e 100 del TUIR, rivolti nello specifico ai temi della salute, della cura dei familiari e del risparmio del tempo e del denaro. Queste iniziative sono finalizzate ad incrementare l’engagement attraverso la soddisfazione dei bisogni delle persone e rispondendo alla necessità emergente di conciliare l’attività professionale con la vita personale.

Nel 2016 l’azienda ha implementato le sue iniziative realizzando un progetto rivolto alla famiglia e al sostegno alla genitorialità. Più di 600 dipendenti hanno partecipato al corso dedicato alla formazione dei più piccoli “Educare i bambini alla felicità”, grazie al quale l’azienda ha vinto il Positive Business Award. Inoltre è partito il “Welcome Back Mom“, percorso di coaching e di supporto alle colleghe al rientro dalla maternità.
Il progetto di smart working

A partire da ottobre 2016, il programma “Benetton per te” è stato ampliato con l’introduzione dello smart working. Quest’ultimo progetto consente a Benetton Group di allinearsi al panorama delle migliori aziende nazionali e rappresenta un forte elemento di attrattività in un mercato del lavoro in continua evoluzione. L’obiettivo alla base di questa novità è quello di accogliere una nuova modalità di gestione delle persone basata su una fiducia reciproca maggiore e orientata al raggiungimento dei risultati.

Il progetto è frutto di un’intensa attività di ricerca che l’azienda ha realizzato con il supporto della società Partners4Innovation, collegata al Politecnico di Milano. Nell’ultimo anno, sono state quindi realizzate alcune attività di analisi e di benchmark per comprendere il livello di fattibilità dell’intervento. I dati raccolti hanno messo in evidenza come il passaggio allo smart working potesse rappresentare un passaggio indispensabile per restare competitivi e attrattivi, sia sul mercato del lavoro sia nel business, soprattutto nei confronti dei giovani talenti.
Le due fasi del progetto di smart working

Lo smart working del Gruppo Benetton – che attualmente coinvolge circa 400 persone – si divide in due fasi:

Stretch your time. Fase iniziale avviata per promuovere maggiore “elasticità” nella gestione degli orari e delle timbrature, introducendo una flessibilità oraria in entrata ed in uscita entro una fascia oraria definita. Questo step iniziale è entrato in vigore da ottobre 2016 e ha coinvolto oltre 1000 dipendenti, tra impiegati e quadri delle sedi italiane.

Stretch your space. Il passo successivo, introdotto a novembre 2016, ha previsto la possibilità di lavorare da remoto (quindi da un device connesso ad internet), fino ad un giorno a settimana, ad una popolazione pilota composta da quattro direzioni aziendali. Questa sperimentazione, che ha avuto una durata di sei mesi, ha raccolto un tasso elevato di adesione e i risultati positivi hanno fatto sì che il progetto venisse esteso anche ad altri settori aziendali. Da maggio 2017 un considerevole numero di dipendenti del Gruppo ha la possibilità di lavorare con questa nuova modalità di organizzazione del lavoro, fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi e degli orari a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

condividi suShare on Facebook4Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

L’Accademia dei bimbi stracuriosi

Un mese fa a Casa Netural, nostro primo NETural Family Point in Italia, Vania Cauzillo e Cristina Palermo hanno presentato il loro primo “Workshop per genitori di gamification learning” in collaborazione con il nostro progetto.
Le due educatrici hanno infatti scelto proprio NETural Family come luogo per proporre il loro primo laboratorio sulle forme di apprendimento rivolto a tutti i genitori di bambini Stracuriosi.
Vogliamo  raccontarvi la “curiosa” giornata che abbiamo vissuto insieme attraverso questa breve intervista, in vista del secondo step del progetto che si svolgerà nei prossimi mesi.

Quando vi siete rivolte a noi, ci avete chiesto di trovare e invitare al workshop genitori di bambini STRACURIOSI… Noi crediamo di esserci riusciti ma provate a spiegarci meglio chi sono queste strane famiglie di curiosi?

Tutti i bambini sono naturalmente dei gran curiosoni ma quando sono consapevoli del loro potere e, insieme ai loro genitori, decidono di prendersi cura di questa curiosità diventano degli Stracuriosi con la S maiuscola!

Potenziare la propria curiosità non è un’impresa facile, è un’avventura a tutti gli effetti e per questo motivo un bambino Stracurioso ha bisogno del supporto di uno o più assistenti (comunemente chiamati genitori) che lo aiutino nella sua crescita.

Il compito degli Assistenti non è cosa da poco! Restare al passo con i mille modi di curiosare dei bambini richiede osservazione e impegno, soprattutto perché ogni bambino ha il proprio personale modo di esplorare e conoscere il mondo.

Il workshop che abbiamo organizzato voleva essere un piccolo corso di aggiornamento per gli Assistenti più volenterosi.

Ovvero? In cosa consisteva il workshop?

Nel workshop abbiamo condiviso con i genitori il nostro metodo di creazione di giochi educativi su misura attraverso una parte teorica e una pratica.

Durante la prima parte abbiamo illustrato quali sono le diverse forme di curiosità esistenti (prendendo in parte ispirazione dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner) e abbiamo fornito un metodo e un piccolo prontuario per inventare e realizzare i giochi prendendo spunto dalle attitudini, dalle passioni e dai talenti del bambino.

I protagonisti della seconda parte sono stati invece i genitori che, dopo essersi divisi in gruppi – in base alle attitudini dei loro figli – sono riusciti a inventare seduta stante giochi per stimolare la curiosità dei propri bambini attraverso il movimento, i numeri, l’arte o le abilità interpersonali, immaginando per esempio di trasformare le stanzette in percorsi lunari senza gravità o di telefonare direttamente degli alieni per farsi raccontare i crateri lunari….

Come vi sono parsi gli Assistenti che avete incontrato?download-1

Erano sicuramente tutti molto zelanti, appassionati e desiderosi di conoscere nuovi modi per giocare e nello stesso tempo apprendere insieme ai propri figli e la cosa non ci sorprende.

Siamo certe che tutti loro in passato sono stati dei bambini Stracuriosi. Buon sangue non mente! E sono tutti tornati a casa con un prontuario per costruire un gioco perfetto da fare con i propri figli (e chissà forse anche per se stessi).

E per tutti gli altri Assistenti che volessero seguire dei “corsi di aggiornamento”?

Per aiutare i bambini Stracuriosi e i loro genitori (ma anche gli educatori in generale) un Teracurioso (ovvero un personaggio un bilione di volte più curioso di un normale Stracurioso) di cui non possiamo rivelare il nome e di cui nessuno conosce l’aspetto, ha deciso di fondare l’Accademia degli Stracuriosi.

Noi siamo state assunte da questa Accademia e quindi siamo a disposizione per offrire altri workshop a chiunque sia interessato.

In ogni caso l’Accademia degli Stracuriosi sarà presto anche online con contenuti testuali e video, pensati per i genitori ma anche per i bambini, infatti i genitori che hanno partecipato al workshop a Casa Netural hanno potuto conoscere in anteprima la nostra piattaforma e i suoi primi due contenuti.

Potete svelare qualcosa in più sulla piattaforma anche ai lettori del nostro blog?

La piattaforma dell’Accademia degli Stracuriosi è un luogo molto particolare dove si possono incontrare dei buffi personaggi, esperti degli argomenti più svariati, che racconteranno ai bambini, attraverso dei brevi video le loro conoscenze e le loro passioni. Tutti i personaggi sono interpretati da attori di teatro mentre i testi sono scritti da esperti divulgatori.download

I genitori (ma anche gli educatori in generale) potranno invece ricevere suggerimenti e consigli su giochi e attività educative da proporre a casa, all’aperto o in qualunque altro luogo per imparare e divertirsi con tutta la famiglia.

Un’ultima curiosità: come mai avete scelto proprio NETural Family e Casa Netural per sperimentare il vostro primo workshop?

Casa Netural ci sembrava il posto ideale per incontrare genitori attenti, appassionati e aperti verso le novità in campo educativo e non, e questo principalmente per due motivi: primo perché attraverso la “filosofia Netural Family” Casa Netural è attenta a da tempo ai bisogni e alle esigenze dei genitori e secondo perché è all’interno di questo luogo che è nato e si è sviluppato Netural Talk, un progetto di apprendimento delle lingue con metodologie non formali, dinamiche e interattive con cui condividiamo valori e metodi! Non a caso il loro payoff è “learning is fun, fun is learning.”

Quando sarà online l’Accademia?

Molto molto presto… ma per restare aggiornati o entrare in contatto con noi potete scriverci all’indirizzo redazione@accademiadeglistracuriosi.it oppure lasciarci la vostra email collegandovi al sito (ancora in costruzione) www.accademiadeglistracuriosi.it

condividi suShare on Facebook4Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Un Paese senza famiglia

Che il nostro Paese stia invecchiando è una realtà ormai fin troppo evidente e c’è davvero poco da fare per trovare giustificazioni velleitarie a questa parabola discendente di nascite e fecondità.

Qualche giorno fa il Sole 24 Ore restituiva una fotografia deprimente della situazione attuale della natalità in Italia in un articolo di Carlo Carboni.

Il Paese invecchia perché non è all’altezza della sua crescita, soprattutto demografica.lgbt_family-03

Sono in attesa del terzo figlio e guardandomi intorno mi sento davvero una rarità. Le mie coetanee stanno diventando molto spesso mamme per la prima volta, loro malgrado, in molti casi con problemi maggiori nel concepire un bimbo e con il ferale dubbio di aver aspettato troppo.

Ma io vi capisco, amiche mie, come si fa a mettere al mondo un figlio in Italia con leggerezza, è davvero complesso fare i conti con un sistema di welfare che fa acqua da molte parti, in cui le Istituzioni fanno davvero fatica a mettersi al passo e la politica, evidentemente, non considera realmente una priorità la famiglia.

Non ci si può limitare a mettere in campo i soliti interventi spot di aiuto alle mamme e ai papà, occorre un cambio di passo importante nell’approccio “politico” al problema. Perchè ormai di problema di tratta: problema demografico, problema di crescita educativa del Paese (molte scuole si svuotano), problema di sviluppo, e potrei andare avanti ancora per molto.

Se ho potuto permettermi il terzo figlio è solo perchè ho un lavoro stabile e vivo in una città di provincia del Sud, vicina alla mia famiglia, con la mia rete sociale di salvataggio bella solida, con un costo della vita e della casa di gran lunga inferiore a quello delle città in cui vivono la maggior parte delle mie amiche.

Ma, purtroppo, da questo nostro amato Sud tantissimi sono costretti ad andar via e a mettere su famiglia altrove, dove la rete sociale di riferimento è assente, dove nei condomini molto spesso ci si ignora e dove si fa fatica a vivere anche con uno stipendio stabile.

Servirebbe un aiuto strutturale, non solo un bonus ogni tanto, occorrerebbe un sistema di welfare studiato dalle Istituzioni con le famiglie, con i diretti interessati, al di là delle mediazioni di altre realtà che operano con e per la famiglia, serve ripartire dalle radici, dall’ascolto diretto dei bisogni e dalla co-progettazione delle politiche di supporto.

Con NETuralFamily vogliamo incoraggiare lo sviluppo di tali percorsi nella PA, avviare processi di facilitazione con decisori pubblici e famiglie, vogliamo che questo Paese cresca ancora e che l’esperienza di essere genitori non diventi un’esperienza d’èlite, ma sia ancora e sempre una fantastica opportunità per tutti.

Mariella Stella

condividi suShare on Facebook11Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

NETuralFamily intervista Claudia De Lillo, alias Elasti

Siamo molto orgogliose di ospitare sul nostro blog Claudia De Lillo, che ha risposto alle nostre domande raccontandoci la sua visione di famiglia e flessibilità.

Claudia De Lillo, nota con lo pseudonimo di Elasti – ha un blog seguitissimo,nonsolomamma.com, una rubrica cult su D di «Repubblica» e conduce su Rai Radio 2 la popolare trasmissione Caterpillar AM. Prima di diventare la mamma piú famosa del web, ha fatto per vent’anni la giornalista finanziaria. L’8 marzo 2012 è stata invitata al Quirinale: il Presidente l’ha nominata Ufficiale al Merito della Repubblica per aver inventato il personaggio di Elasti e per aver fatto della conciliazione tra lavoro e famiglia il suo chiodo fisso. Ha pubblicato con Tea Nonsolomamma e Nonsolodue e con Feltrinelli Dire fare baciare. Alla pari è il suo primo romanzo, edito da Einaudi.

1. Elasti è un alias che richiama un concetto a noi molto caro, quello della flessibilità come premessa fondamentale per la gestione efficace del nostro ruolo di donne e madri oggi. Tu che ne pensi a proposito? 

Io penso che alle madri ancora oggi si chieda troppo: elasticità, flessibilità, versatilità, fantasia ma anche dedizione, abnegazione, entusiasmo, responsabilità, partecipazione e persino desiderabilità. In pratica si chiedono superpoteri che nessuno invece si aspetta dai padri. E sono convinta che una società che ha bisogno di supereroi per andare avanti e crescere i suoi figli è una società sbagliata e fallita che andrebbe rivoluzionata.
2. NETuralFamily racconta un nuovo tipo di Welfare che in Italia si sta diffondendo dal basso, a partire da iniziative dirette di cittadini o organizzazioni private, spesso di piccole dimensioni.  Ci racconteresti un esempio di welfare dal basso che hai messo in campo o raccontato sul tuo blog?
Fuori dalla rete, in famiglia, abbiamo partecipato a gruppi di acquisto solidale, ho una rete di amiche della zona con cui ci aiutiamo quando serve nel recupero dei piccoli a scuola e ci alterniamo settimanalmente in una serie di compiti legati alla gestione dei ragazzi.
Professionalmente sono affascinata da queste forme organizzative: sono andata a visitare e intervistare persone che vivono in cohousing e, anni fa, quelle che organizzarono le prime esperienze di coworking.
Nel mio piccolo, con il blog e con la condivisione nella scrittura di esperienze, felicità, disagi, scelte e problemi, credo di avere creato uno spazio comune in cui molte persone attingono esperienze altrui e mettono in comune le proprie. E questo non finisce di stupirmi e farmi felice.
3. Cosa vuol dire per te disegnare politiche per la famiglia che siano efficaci e realmente valide?
Credo che debba cambiare proprio la visione della famiglia e dei figli. La società e la politica, al di là dei proclami vuoti e faziosi, considerano ancora i figli un problema delle madri, non una ricchezza della famiglia nè tanto meno un patrimonio collettivo che arricchisce e interessa la società intera.
È alle madri che si chiedono equilibrismi, conciliazione, presenza. I padri, nella visione di chi decide le politiche sociali, restano al margine, magari in ufficio a provvedere al sostentamento economico della donna e dei bambini. Questo è un approccio aberrante che oltre a essere nocivo per noi donne e per la nostra emancipazione, ingessa la società tutta e manda messaggi profondamente sbagliati alle ragazze e ai ragazzi che saranno gli adulti di domani.
Bisogna cambiare sia dal basso – e in questo esperienze come la vostra sono utilissime, ma anche, secondo me, le pratiche aziendali virtuose che incoraggino modalità innovative di lavoro per le donne e per gli uomini – che dall’alto nelle politiche per le famiglie.
4. Il ruolo dei papà nella famiglia. Qual è, se c’è, una formula vincente?
La cartina di tornasole, in una coppia di genitori in equilibrio, è un bambino che chiama la notte quando si sveglia, o ai giardini quando si fa male, o in qualsiasi momento abbia bisogno: se chiede indistintamente aiuto alla mamma o al papà significa che li considera intercambiabili e ugualmente partecipi e presenti nella sua vita.
Ma, al di là di questo, credo che si avrà la parità quando i padri avranno imparato non solo a essere bravi esecutori (e in questo hanno fatto enormi passi avanti) ma anche a prendersi le stesse responsabilità delle madri. A casa mia, il papà fa tutto e spesso anche meglio di me. Ma sono io che parlo con la pediatra quando c’è bisogno, che mi ricordo gli appuntamenti scolastici, che li iscrivo al corso di nuoto, che mi preoccupo che abbiamo vestiti, scarpe, libri scolastici, quaderni e astuccio. Sono io che conosco i loro compagni di scuola e i loro genitori, io che partecipò alle chat terrificanti e indispensabili su Whatsapp, che parlo con le maestre, che compro i regali ai loro amici quando c’è una festa.
Certo, molte cose, forse tutte, potrebbe anche farle lui ma il problema è che lui spesso ignora persino l’esistenza di queste cose oltre che la necessità di pensarci e provvedere.
5. Nel tuo ultimo romanzo “alla pari” racconti di una ragazza alla pari in una famiglia italiana. Potrebbe essere considerata una forma di welfare dal basso questo? E secondo te quali sono i punti di forza di un’esperienza del genere da entrambe le parti?
Una ragazza alla pari sicuramente è una forma di condivisione ben più che di lavoro tradizionale. In questo senso è di certo una forma di welfare atipica, anche se in realtà dipende molto da come ogni famiglia e ogni ragazza vive l’esperienza.
Dal nostro punto di vista è una esperienza di grande arricchimento culturale, oltre che linguistico, e umano. È un incontro di abitudini, di usi e di costumi che può essere molto formativo per tutti.
Naturalmente ci sono in più tutte le insidie che la convivenza e la prossimità portano con sé che richiedono accoglienza, pazienza, tolleranza.
 
6. L’ironia è un valore importante nella gestione di una famiglia? Quanto conta la capacità di sdrammatizzare le vicissitudini familiari e di viverle con la giusta dose di sorriso? 
L’ironia, ma soprattutto l’autoironia, è secondo me l’unica strada per sopravvivere al caos. Saper ridere, non prendersi mai troppo sul serio e planare sulla vita con leggerezza è una fondamentale precondizione per la serenità e a volte persino per la felicità.
7. Un segreto per sopravvivere alle sfide della genitorialità?
Come sopra, la leggerezza.
condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Mia figlia, Malala (TEDtalks)

Il TED che abbiamo scelto per Dicembre è davvero speciale. Lo dedichiamo a tutti i papà e al loro ruolo importantissimo di educatori e compagni di vita.

Il padre di Malala racconta di società patriarcali e del dovere di difendere i diritti e la felicità delle donne, racconta di innamoramenti fatti di sguardi e di futuro e uguaglianza.

A noi ha fatto commuovere l’emozione e la fierezza di questo padre pachistano che sale sul palco per gridare al mondo il suo orgoglio per Malala Yousafzai, sua figlia, Premio Nobel per la pace 2014.

Facciamo davvero un grande augurio a tutti i nostri #NETuralDads e alle nostre meravigliose #NETuralFamilies che credono nella possibilità di un mondo capace di rappresentare tutti, indistintamente, con la stessa fierezza del padre di Malala.

Auguri per un Natale di Uguaglianza a tutti!

condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Qual è il segreto di una famiglia felice? Provarci! (TEDtalks)


Come ogni mese, vi proponiamo, grazie alla piattaforma internazionale TED, un talk di ispirazione dedicato alla famiglia.

Quello di questo mese parla di felicità familiare e di metodi di organizzazione dell famiglia che riducono notevolmente lo stress e il peso della quotidianità.

Bruce Feiler prende spunto da alcuni dei più innovativi processi aziendali di organizzazione del lavoro per applicarli alla famiglia, innanzitutto alla sua , e ci racconta di risultati davvero convincenti.

Bruce esordisce affermando che “Quasi tutti sono completamente sopraffatti dal caos della vita familiare” ed effettivamente ci confrontiamo spesso con genitori “schiacciati” dalle cose da fare e da organizzare ad incastro rispetto anche alle loro vite professionali e che ci comunicano davvero la fatica di portare avanti la gestione di tutto.

Feiler ci propone di applicare il metodo “Agile”, molto diffuso nelle aziende più innovative della Silicon Valley, anche in famiglia.

Ecco un elenco di quelli che potrebbero essere gli ingredienti per costruire una buona felicità familiare:

  1. Adattatevi in continuazione
  2. Siate flessibili, con una mentalità aperta, fate prevalere le idee migliori
  3. Responsabilizzate i vostri figli
  4. Raccontate la vostra storia e quella delle vostre famiglie, raccontate loro da dove vengono
  5. Raccontate i momenti negativi e non solo quelli positivi della vostra vita e le soluzioni che avete trovato

In fondo, come Bruce Feiler ci insegna: “la felicità non è qualcosa che si trova ma è qualcosa che si costruisce”.

Buona visione!

 

 

condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Libri “spaventosi” per bimbi coraggiosi!

Conoscete la collana di libri che De Agostini Libri ha realizzato in collaborazione con Timbuktu per i bambini?

Noi li abbiamo letti e “sperimentati” e ai nostri bimbi sono piaciuti tantissimo!

La startup Timbuktu realizza prodotti digitali per bambini e ha lanciato questa nuova collana di manuali e app interattive per favorire la partecipazione attiva del bimbi alla lettura. I volumi propongono attività creative adatte ai lettori più curiosi: divertenti esperimenti, ricette golose per imparare a cucinare e ad apprezzare le verdure, e tante idee per organizzare una festa davvero mostruosa, tutto illustrato step by step.

Ecco i titoli della collana!

Il simpatico Mostro Igor apre le porte della sua cucina per svelare ai bambini tutti i segreti dei suoi deliziosi piatti. Tante ricette mostruosamente golose da preparare insieme a mamma e papà!

Il simpatico Mostro Igor apre le porte della sua cucina per svelare ai bambini tutti i segreti dei suoi deliziosi piatti. Tante ricette mostruosamente golose da preparare insieme a mamma e papà!

Un libro per aiutare i più piccoli a riconoscere, esorcizzare e superare le proprie paure.

Un libro per aiutare i più piccoli a riconoscere, esorcizzare e superare le proprie paure.

Yoko e Lars, spiegano ai bambini come diventare degli scienziati… mostruosi! tanti esperimenti mostruosi da fare con mamma e papà.

 

 

Cosa occorre per trasformare una festa noiosa in una... mostruosa? Tanta fantasia! Un manuale completo per aiutare i bambini ad organizzare un party davvero

Cosa occorre per trasformare una festa noiosa in una… mostruosa? Tanta fantasia! Un manuale completo per aiutare i bambini ad organizzare un party davvero “spaventoso”

Un ulteriore valore aggiunto è dato dall’app inclusa nel prezzo di ciascun libro: tanti contenuti interattivi per divertirsi con gli scanzonati personaggi di Timbuktu!

Una serie tutta da leggere con mamma, papà e fratellini. Fateci sapere se vi è piaciuta, scrivendoci a hello@neturalfamily.com.

condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading

Genitori e figli: la paura di essere inadeguati (TEDtalks)

1167760_ted_talks_thumb_big

La fatica di essere genitori non può diventare il  motivo per non diventarlo, e non può essere una fatica esserlo. Tutto questo deriva da un cambiamento storico e culturale dei ruoli, che spesso catapulta molti genitori disorientati sugli scaffali di librerie stracolme di consigli e ricette educative. Ma, forse, come dice Jennifer Senior, siamo solo spaventati perché, a differenza del passato, “Non abbiamo la più pallida idea di quale parte della nostra saggezza sia utile ai nostri figli”.

Fate un bel respiro e siate sereni, siamo in tanti a sentirci inadeguati. La buona notizia è che è tutto molto più semplice di quanto sembri.

Godetevi questo video di grande ispirazione.

condividi suShare on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Email this to someone

Continue reading