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4 Giugno 2020 • articoli_home, con i genitori

Smartworking o extreme working?

Quanto è stato difficile vivere questo lockdown da donna, madre e lavoratrice? Siamo arrivate in Fase 2 sfiancate, schiacciate tra famiglia e lavoro, con pochissimo tempo per noi e tantissime cose da fare, senza più il supporto dei nonni, della scuola, degli amici, delle nostre reti di aiuto, delle nostre valvole di sfogo.

di Mariella Stella

Quante volte siamo scoppiate a piangere perchè non sapevamo da che parte cominciare con le cose da fare? E quante altre ci siamo sentite delle pessime madri, delle pessime educatrici…insomma delle pessime, e ci siamo crocifisse per colpa di quel maledetto senso di colpa? Tante, troppe, con la sensazione di essere sole ma, invece, in ottima compagnia della moltitudine di donne, che, come ci racconta l’indagine IPSOS “DONNA E CURA IN TEMPO DI COVID19” hanno dovuto gestire da sole famiglia, figli e persone anziane, spesso insieme al lavoro: un carico pesante, che ha portato 1 donna su 2 in Italia a dover abbandonare piani e progetti a causa del Covid. 

E il passaggio da smartworking a extreme working si è compiuto in un attimo. Il tema ormai non è lo smartworking in sé ma le condizioni in cui viene svolto. È sempre più evidente quanto il Paese vada a due velocità sul tema delle famiglie. Chi gestisce una famiglia è chiamato ad essere veloce, efficace nel trovare rapide soluzioni organizzative, al passo con l’evoluzione della pandemia, con il ritorno ad una pseudonormalità, ma il welfare resta fermo, gli asili nido chiusi, le scuole pure, i centri estivi faticano a partire. Insomma, un carico insostenibile, un lavoro estremo a cui siamo costrette a sottostare, sentendoci ogni giorno sempre più sole.

La CGIL nazionale ha avviato la 1° Indagine sullo Smart working promossa dall’area politiche di genere e realizzata insieme alla Fondazione Di Vittorio per comprendere le ragioni alla base di percezioni tanto diverse dello smartworking e per individuare soluzioni e modalità per rendere davvero SMART il lavoro da casa. L’indagine, consultabile e scaricabile a questo link, fa emergere, ancora una volta, un carico maggiore sulle donne piuttosto divise tra esigenze lavorative e familiari.

In questi ultimi giorni molte testate giornalistiche, blog e organizzazioni del Terzo Settore ne hanno parlato, e come sapete, fare un po’ di rassegna stampa ci piace sempre per darvi qualche pillola di informazione 🙂

Buona lettura!

Valore D

Il Messaggero

Vanity Fair

Repubblica

Save the Children

Il Fatto Quotidiano

Donna Moderna

Wallstreetitalia

Io Donna

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