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#Iorestoacasa e scrivo al Ministro per la Famiglia

Via Gli Stati Generali

Abbiamo scritto una lettera aperta al Ministro per la Famiglia, per raccontare quello che stiamo vivendo in questo periodo difficile.

Cara Sig.ra Ministra,

mi chiamo Mariella e sono la mamma di tre figli: un adolescente, un bimbo di 5 anni e una bimba di 2. Come molte mamme italiane lavoro 5 giorni a settimana e parallelamente gestisco la mia impresa più grande, la famiglia.

Un compito arduo, soprattutto in tempi come questi, in cui occorre mantenere il sorriso e alto l’umore della famiglia, dando fiducia a tutti, oltre che a se stessi, per non affogare in un mare di sconforto.

È passato il primo mese dall’inizio di questa reclusione collettiva da Covid-19, assolutamente necessaria ed importantissima. Qui a casa abbiamo organizzato una specie di routine quotidiana, grazie anche alla scuola che fa il meglio che può per essere presente e per non far perdere ai nostri figli i riferimenti di base della loro vita. Ogni giorno ci tocca lavorare e coordinare attività per tutte le età, non ultimo per nostro figlio adolescente, che con grande responsabilità non esce, e nemmeno chiede di farlo, ma soffre da matti e aspetta con ansia il momento in cui con la playstation potrà giocare insieme ai suoi amici online.

“È la mia piazza, mamma, lascia che io stia con loro!” mi dice e mi ritrovo a non avere il coraggio di dirgli nulla, e a non dargli i tempi contingentati di gioco, come faccio di solito, perché mi rendo conto, quando lo sento ridere e scherzare con loro, anche se solo via web, che sarebbe un po’ come togliergli l’aria.

Alla fine, con un adolescente tutto si fa più complicato, puoi farti aiutare in casa, dirgli di studiare, di seguire le lezioni, di fare il suo allenamento, ma la fisicità dei corpi di altri adolescenti e la forza delle loro relazioni, purtroppo, non la puoi sostituire. Ci sono poi i piccolini, che vedendo la mamma in smart working non ci pensano proprio a farle sconti rispetto all’impegno quotidiano, ed è divertente fare riunioni in call con il muto perennemente attivato per evitare di perdere “istituzionalità” tra urla e baby dance o scrivere una nota importante mettendo il miele nello yogurt…

So di raccontare solo la punta dell’iceberg dei problemi che in questo periodo stanno coinvolgendo le famiglie con figli, e ce ne sono di più gravi, complessi e urgenti da risolvere, e non sono solo problemi di natura economica, che pure tolgono il sonno a folle di genitori, sono problemi di convivenze difficili, dove c’è violenza, povertà educativa e solitudine.

Innanzitutto a questi problemi chiedo a Lei, sig.ra Ministra, come genitore, di dare la giusta priorità, proprio ora, un momento dopo aver definito le prime misure economiche a sostegno delle famiglie. C’è un tema di sostegno psicologico molto, molto importante, e poiché la fine di questa situazione ancora non è possibile vederla, sta diventando urgente e improcrastinabile occuparsene.

La scadenza del 3 aprile è chiaro a tutti che sarà prorogata e i nostri figli vedranno ancora lontana la possibilità di tornare a scuola e alla loro quotidianità.

Cosa diremo ancora ai nostri figli? Come faremo a tenerli chiusi in casa ancora per così tanti giorni? Perché non c’è mai una parola per i bambini nei discorsi del Presidente del Consiglio, nell’agenda del governo, perché è consentito fare attività motoria sotto casa e portare il cane a passeggiare ma non è riservata una sola parola ai bambini?

Non è voltandosi dall’altra parte che il problema viene risolto, soprattutto mi chiedo perché non diate a noi genitori, agli educatori delle case famiglia, a tutti coloro che in questo momento difficile si stanno occupando di bambini, un indirizzo, un’identità riconosciuta, una minima priorità?

Raccoglieremo già molti cocci dopo questo periodo, cerchiamo di contenere al massimo i danni di tutto questo. Il problema è un problema di ascolto, alla fine, un problema atavico che spesso allontana la politica dalla comunità, non parlare del problema dei bambini e del loro diritto a fare due passi all’aperto vuol dire non riconoscere l’esistenza dei bambini stessi e delle loro famiglie, è un argomento scomodo, e come tale, meglio non affrontarlo.

Perché non provare a dare delle regole, anche stringenti, a noi genitori, per consentirci almeno di dare ai nostri figli la possibilità di una boccata d’aria, ne hanno un immenso bisogno, non serve interpellare esperti e specialisti per questo, basta guardarli.

E, ripeto, questo non vuol dire che vogliamo sottrarci alla necessità di stare chiusi in casa, noi siamo completamente al fianco del Governo in questo, è necessario, è importantissimo, soprattutto ora, è una questione di vita o di morte. Però, non è possibile parlare di passeggiata per il cane, passeggiata per prendere le sigarette o il giornale e possibilità di svolgere attività motoria sotto casa e non una parola per i nostri bambini, i bambini di un intero Paese. Diteci qualcosa, non riapriteci i Parchi, quello è fuori discussione, ma almeno riconoscete l’esistenza dei nostri figli  e di noi famiglie, visto che, se non è possibile in questo momento costruirne la felicità, almeno potremmo costruirne un pezzo di serenità.

Grazie per l’ascolto, buon lavoro.

Mariella Stella

Co-founder NeturalFamily

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16 marzo 2020 • articoli_home, netural family

#Iorestoacasa in famiglia

Sono giorni complicati per tutti noi, in cui dobbiamo rivedere equilibri e organizzazione familiare.

Non è facile ridisegnare la propria quotidianità, il proprio tempo e quello dei propri familiari in pochi giorni, con le notizie allarmanti che arrivano dagli ospedali e dalla Protezione Civile, ma dobbiamo farlo, siamo chiamati, ora più che mai, a tenere alto il morale delle nostre famiglie e a sostenere i nostri figli in questo nuovo vuoto che si è delineato.

Per farlo, oltre a tutti gli strumenti affettivi di cui disponiamo, possiamo ricorrere a numerosi strumenti presenti online. Noi cercheremo di arricchire le nostre pagine di supporti per i più piccoli e per i più grandi, che spesso vivono con maggiore inquietudine questo momento storico.

Se avete consigli utili ed esperienze da proporci o strumenti da condividere, potete scrivere a hello@neturalfamily.com

Noi, oggi, vi proponiamo una bella carrellata di consigli e tools da QUBI (La ricetta contro la povertà infantile) in cui troverete FAVOLE IN DIRETTA, TEATRO PER BAMBINI, RADIO PER  I PICCOLI, FITNESS PER I  GRANDI, MANUALI DI SOPRAVVIVENZA PER GENITORI, con consigli utilissimi per attività da svolgere a casa.

Entrate in QUBI e ne vedrete delle belle!

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20 febbraio 2020 • articoli_home, netural family, Netural Kids

La cura di COCO

e la vita e la morte viste dai 5 anni.

A novembre ho perso mio padre, il mio riferimento, la mia guida alla vita, la figura fondamentale della famiglia, la roccia, il porto sicuro, il saggio. Perdere papà è stato doloroso, lo è ogni giorno la sua mancanza, vederlo soffrire è stato straziante, vederlo così fragile è stato “contro natura”. E ho vissuto per la prima volta l’esperienza di perdere un genitore da genitore. Non avevo mai pensato a cosa potesse significare vivere la perdita di un pezzo di famiglia, 148111604592-TW_Cocoperché in fondo dentro ognuno di noi la nostra famiglia ha una sua eternità, occupa uno spazio conosciuto in cui ci sentiamo “a casa” per molto tempo, e sentire quello spazio sgretolarsi ti fa sentire d’improvviso ADULTO, sia che tu abbia 30 anni, sia che tu ne abbia 60, ti svela improvvisamente un senso della vita che avevi ignorato o avevi preferito ignorare.  Ma tu, a tua volta, sei un genitore, e improvvisamente ti senti più solo, quasi più indifeso, senza quel pezzo di famiglia e di storia da cui provieni, ti accorgi che nulla più è come prima e cominci ad avere il terrore di non esserci più per i tuoi figli, per i tuoi cari, senti tutta la fragilità della vita a partire da quel singolo scricchiolio che hai vissuto. Quando quel momento arriva, però, hai bisogno di dare fondo a tutte le tue risorse perché tu hai perso un padre ma i tuoi figli hanno perso un nonno, e non so voi, ma io i miei nonni li porto con me ogni giorno, è un distacco importante e traumatico anche per loro.

E mentre ci chiedevamo come spiegarlo ai bambini cercando di non traumatizzarli e ragionavamo comunque da adulti sulle parole giuste e su quelle da evitare, nostro figlio Edoardo, 5 anni, ha scelto il modo più semplice e poetico per vivere quella notizia: Mami ho un’idea: vediamoci COCO! Coco è un film d’animazione del 2017 diretto da Lee Unkrich e Adrian Molina, distribuito dalla Walt Disney Pictures e creato e prodotto dai Pixar Animation Studios. La storia è quella di Miguel, un giovanissimo aspirante musicista, che intraprende un viaggio verso la terra dei propri antenati per scoprire i misteri nascosti dietro i racconti e le tradizioni della famiglia. In realtà è un bellissimo viaggio dei vivi nel mondo dei morti, è un viaggio felice, divertente e rasserenante, che rende i due mondi estremamente vicini, quasi comunicanti, la famosa “stanza accanto” di cui parla S. Agostino nella sua meravigliosa preghiera “La morte non è niente”, una preghiera laica, universale e toccante, proprio come il cartone animato scelto da Edo.

E così ci siamo ritrovati con gli occhi umidi, il cuore stanco e la testa piena di pensieri, a sorridere con lui cercando di vedere tutti insieme,  sul ponte di petali arancio, il nonno passare con l’allegro corteo di persone di ogni età che dal mondo dei vivi “tornavano a casa” per sempre….e vi assicuro che lui c’era, l’abbiamo visto proprio là. <3

Mariella Stella

 

 

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L’Accademia dei bimbi stracuriosi

Un mese fa a Casa Netural, nostro primo NETural Family Point in Italia, Vania Cauzillo e Cristina Palermo hanno presentato il loro primo “Workshop per genitori di gamification learning” in collaborazione con il nostro progetto.
Le due educatrici hanno infatti scelto proprio NETural Family come luogo per proporre il loro primo laboratorio sulle forme di apprendimento rivolto a tutti i genitori di bambini Stracuriosi.
Vogliamo  raccontarvi la “curiosa” giornata che abbiamo vissuto insieme attraverso questa breve intervista, in vista del secondo step del progetto che si svolgerà nei prossimi mesi.

Quando vi siete rivolte a noi, ci avete chiesto di trovare e invitare al workshop genitori di bambini STRACURIOSI… Noi crediamo di esserci riusciti ma provate a spiegarci meglio chi sono queste strane famiglie di curiosi?

Tutti i bambini sono naturalmente dei gran curiosoni ma quando sono consapevoli del loro potere e, insieme ai loro genitori, decidono di prendersi cura di questa curiosità diventano degli Stracuriosi con la S maiuscola!

Potenziare la propria curiosità non è un’impresa facile, è un’avventura a tutti gli effetti e per questo motivo un bambino Stracurioso ha bisogno del supporto di uno o più assistenti (comunemente chiamati genitori) che lo aiutino nella sua crescita.

Il compito degli Assistenti non è cosa da poco! Restare al passo con i mille modi di curiosare dei bambini richiede osservazione e impegno, soprattutto perché ogni bambino ha il proprio personale modo di esplorare e conoscere il mondo.

Il workshop che abbiamo organizzato voleva essere un piccolo corso di aggiornamento per gli Assistenti più volenterosi.

Ovvero? In cosa consisteva il workshop?

Nel workshop abbiamo condiviso con i genitori il nostro metodo di creazione di giochi educativi su misura attraverso una parte teorica e una pratica.

Durante la prima parte abbiamo illustrato quali sono le diverse forme di curiosità esistenti (prendendo in parte ispirazione dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner) e abbiamo fornito un metodo e un piccolo prontuario per inventare e realizzare i giochi prendendo spunto dalle attitudini, dalle passioni e dai talenti del bambino.

I protagonisti della seconda parte sono stati invece i genitori che, dopo essersi divisi in gruppi – in base alle attitudini dei loro figli – sono riusciti a inventare seduta stante giochi per stimolare la curiosità dei propri bambini attraverso il movimento, i numeri, l’arte o le abilità interpersonali, immaginando per esempio di trasformare le stanzette in percorsi lunari senza gravità o di telefonare direttamente degli alieni per farsi raccontare i crateri lunari….

Come vi sono parsi gli Assistenti che avete incontrato?download-1

Erano sicuramente tutti molto zelanti, appassionati e desiderosi di conoscere nuovi modi per giocare e nello stesso tempo apprendere insieme ai propri figli e la cosa non ci sorprende.

Siamo certe che tutti loro in passato sono stati dei bambini Stracuriosi. Buon sangue non mente! E sono tutti tornati a casa con un prontuario per costruire un gioco perfetto da fare con i propri figli (e chissà forse anche per se stessi).

E per tutti gli altri Assistenti che volessero seguire dei “corsi di aggiornamento”?

Per aiutare i bambini Stracuriosi e i loro genitori (ma anche gli educatori in generale) un Teracurioso (ovvero un personaggio un bilione di volte più curioso di un normale Stracurioso) di cui non possiamo rivelare il nome e di cui nessuno conosce l’aspetto, ha deciso di fondare l’Accademia degli Stracuriosi.

Noi siamo state assunte da questa Accademia e quindi siamo a disposizione per offrire altri workshop a chiunque sia interessato.

In ogni caso l’Accademia degli Stracuriosi sarà presto anche online con contenuti testuali e video, pensati per i genitori ma anche per i bambini, infatti i genitori che hanno partecipato al workshop a Casa Netural hanno potuto conoscere in anteprima la nostra piattaforma e i suoi primi due contenuti.

Potete svelare qualcosa in più sulla piattaforma anche ai lettori del nostro blog?

La piattaforma dell’Accademia degli Stracuriosi è un luogo molto particolare dove si possono incontrare dei buffi personaggi, esperti degli argomenti più svariati, che racconteranno ai bambini, attraverso dei brevi video le loro conoscenze e le loro passioni. Tutti i personaggi sono interpretati da attori di teatro mentre i testi sono scritti da esperti divulgatori.download

I genitori (ma anche gli educatori in generale) potranno invece ricevere suggerimenti e consigli su giochi e attività educative da proporre a casa, all’aperto o in qualunque altro luogo per imparare e divertirsi con tutta la famiglia.

Un’ultima curiosità: come mai avete scelto proprio NETural Family e Casa Netural per sperimentare il vostro primo workshop?

Casa Netural ci sembrava il posto ideale per incontrare genitori attenti, appassionati e aperti verso le novità in campo educativo e non, e questo principalmente per due motivi: primo perché attraverso la “filosofia Netural Family” Casa Netural è attenta a da tempo ai bisogni e alle esigenze dei genitori e secondo perché è all’interno di questo luogo che è nato e si è sviluppato Netural Talk, un progetto di apprendimento delle lingue con metodologie non formali, dinamiche e interattive con cui condividiamo valori e metodi! Non a caso il loro payoff è “learning is fun, fun is learning.”

Quando sarà online l’Accademia?

Molto molto presto… ma per restare aggiornati o entrare in contatto con noi potete scriverci all’indirizzo redazione@accademiadeglistracuriosi.it oppure lasciarci la vostra email collegandovi al sito (ancora in costruzione) www.accademiadeglistracuriosi.it

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