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30 Settembre 2016 • Netural Dads

Paternità: servono congedi più lunghi!

Articolo pubblicato su InGenere | 20.11.2015

I congedi di paternità fanno bene a tutti: papà, figli, mamme e mercato del lavoro, ce lo dicono sempre più numerose ricerche. Una proposta di legge c’è, ma la sua discussione è stata rimandata: è ormai inaccettabile il ritardo italiano nell’approvare misure concrete.

Le ricerche sullo sviluppo del capitale umano mostrano che i legami più importanti, le influenze più significative e durature nel tempo si creano e si rafforzano nei primi anni di vita. I rapporti con le mamme si stabiliscono anche prima di nascere, ma i rapporti con i padri possono crearsi a volte molto più avanti nel ciclo di vita. Come mostrano molte ricerche di James Heckman, per ogni investimento in capitale umano è cruciale la dimensione temporale.   L’investimento di tempo dei padri quando i bambini sono in primissima età aiuta il loro sviluppo cognitivo negli anni seguenti, con una “produttività” non molto diversa da quella delle mamme. Inoltre, la presenza di un padre attivo, che divide equamente il lavoro familiare con la mamma, può diventare un importante modello positivo per le bambine e incoraggiare le loro aspirazioni. Secondo altre ricerche, la collaborazione dei padri nelle attività familiari e di cura favorisce la conciliazione lavoro famiglia sostenendo l’incremento dei tassi di fertilità e l’offerta di lavoro delle mamme. I congedi di paternità hanno proprio l’obiettivo di avviare e sostenere un percorso di riequilibrio del mercato del lavoro e di maggiore uguaglianza di genere nella famiglia.

Se guardiamo i dati sul tempo che i padri dedicano ai figli vediamo come gli italiani siano indietro: secondo i dati recenti di una ricerca condotta dal Sirc (centro di ricerche inglese specializzato in analisi dei trend sociali), i padri italiani dedicano ai loro figli in media 38 minuti al giorno, mentre le madri dedicano 4 ore e 45 minuti, nei paesi del nord Europa la media è di circa  64 minuti. Tra le ragioni di questa differenza oltre la persistenza di una cultura scarsamente orientata alla parità di genere dentro e fuori dalla famiglia c’è anche una questione di età. I padri italiani sono diventati tra i più vecchi d’Europa, in seguito alla crescente e prolungata convivenza con i genitori. Come mostrano i dati ISTAT, i padri italiani hanno il primo figlio in media a 33, sono tre anni più dei padri di altri paesi vicini come Francia, Germania Spagna e Svezia in cui l’età media al primo figlio è inferiore ai 30. Nonostante tutto, i dati sull’uso del tempo ci dicono che, anche in un contesto arretrato come quello italiano, i padri più giovani e istruiti stanno investendo di più nei figli piccoli e il tempo che dedicano ai figli sta diventando ormai paragonabile a quello dei paesi in cui c’e una maggiore uguaglianza di genere,

In Italia, la politica attuata finora dei congedi parentali non ha avuto molto impatto sui comportamenti paterni e la ragione forse più importante è quella economica. I congedi parentali dei padri pagati al 30% sono stati usati in misura molto limitata dai padri (anche se la proporzione lentamente cresce). Ad oggi i padri che prendono i congedi parentali facoltativi sono circa il 12 per cento dei beneficiari, in leggero aumento rispetto all’11% nel 2012 e il 10,8% nel 2011. Questi dati sono molto lontani da altri paesi dove i congedi parentali vengono retribuiti di più e la proporzione di padri che ne usufruiscono raggiunge livelli molto più alti (fino ad arrivare al 97% della Norvegia).

Come ci dimostrano i paesi dove i congedi vengono usati, per essere efficace, il congedo deve essere individuale, non trasferibile e ben retribuito. Minore la perdita economica, maggiore la probabilità che il padre prenda il congedo. I dati emersi da un intervento innovativo e sperimentale di contributo addizionale ai padri che prendono il congedo parentale nel primo anno di vita del/la loro bambino/a ne sono la riprova. La Regione Piemonte, con il bando Insieme a papà, ha previsto l’erogazione di un contributo ai padri lavoratori che usufruiscono del congedo parentale al posto della madre lavoratice. Questo “esperimento” avviato da alcuni anni, ha avuto risultati molto positivi e incoraggianti tanto che è stato proposto un nuovo bando per il 2015[5].

Va sottolineato come i congedi di paternità  individuali e non trasferibili, presi entro i primissimi mesi di vita del bambino, siano uno strumento importantissimo per formare da subito un rapporto diretto e profondo. Questo rapporto ha bisogno di tempo per essere costruito. In  Italia, il congedo di paternità introdotto dalla legge 92/2012  si limitava ad un unico giorno obbligatorio (con ulteriori due giorni facoltativi alternativi al congedo di maternità della madre) con scarse probabilità di produrre un effetto significativo  sui comportamenti nell’uso del tempo.

L’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato ha prolungato al 2016 la sperimentazione di questa legge e raddoppiato la durata del congedo a due gioni obbligatori  (piu’ altri due facoltativi).  Sono sempre troppo pochi: il disegno di legge proposto da Valeria Fedeli  prevede  un congedo di paternità di quindici giorni, obbligatorio e pagato all’80% dello stipendio, come i congedi di maternità, va nella direzione giusta di creare maggiore eguaglianza di genere in famiglia e conseguentemente nel lavoro e di creare l’opportunità per i figli di avere da subito, appena nati, un rapporto diretto, individuale con i loro padri.

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22 Giugno 2016 • Netural Family Point

Apri un Netural Family Point nella tua città

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Andare a zonzo per la città con i bambini, fermarsi a mangiare in un bar al volo, o incontrare parenti e amici con i bambini al ristorante, andare a fare spesa con i propri figli o andare al cinema o in un museo, o persino dal parrucchiere o in banca dovrebbero essere parte della nostra vita quotidiana familiare, ma spesso diventano veri e propri incubi.

Potrebbero diventare invece pratiche molto più rilassanti se si scegliesse “il posto giusto”, family friendly, ospitale e accogliente per gli adulti, ma soprattutto per i bambini.

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22 Giugno 2016 • Netural Kids

kit di nascita

Articolo di Angela Bisceglia tratto da NostroFiglio.it

Corredino neonato: cosa serve

La lista ragionata del corredino che serve a un neonato. Dall’abbigliamento all’attrezzatura, dal beauty case agli accessori vari, dai pannolini da acquistare a qualche consiglio pratico.

 Meglio body o maglietta? Il biberon conviene comprarlo da ora? E la culla, quale scegliere? Fosse per i negozi di puericultura, dovremmo comprar di tutto, ma con tutte le spese da affrontare, meglio fare scelte oculate. Ecco una lista ragionata del corredino che serve ad un neonato.

I pannolini

Sono la prima cosa di cui il bebè avrà bisogno, dal primo istante in cui torna a casa e per tante volte al giorno, quindi conviene averne una buona scorta sin dall’inizio. Meglio comprare da subito la misura più piccola (2-5 kg), ben sapendo però che dopo un po’ può esser necessario passare alla misura successiva (3-6 kg).

L’abbigliamento

  • Biancheria intima: magliette o body di cotone, a manica corta o lunga a seconda della stagione; per l’inverno sono ok le magliette cotone dentro e lana fuori, oppure il caldo cotone. Rispetto alle magliette i body sono più comodi perché non si sollevano e non lasciano scoperta la schiena, ma ognuna ha le sue preferenze. Che siano magliette o body, sono da evitare ricami, bottoncini e lacci, per non rischiare le irritazioni cutanee.
  • Tutine di ciniglia, cotone felpato o cotone leggero a seconda della stagione (meglio evitare la lana a contatto diretto con la pelle, perché potrebbe provocare allergie, causate spesso dai trattamenti chimici ai quali è sottoposta): saranno la ‘divisa’ del bebè nei primi giorni, quindi val la pena di averne qualcuna in più.
  • Per l’inverno: tuta imbottita da esterno (il cosiddetto eskimo), che lo imbacucca bene dalla testa ai piedi, più berretti e manopole.
  • Calzine in cotone per tutte le stagioni e calzine di lana anallergica più babbucce per l’inverno (i piedini dei bambini sono sempre freddi!) (Guarda anche lo schema per scarpine di lana ai ferri)
  • Bavaglini: da comprare in abbondanza, così da sostituirli se scappa un rigurgito. Per quando si va fuori, sono comodi anche quelli usa e getta di carta.

Qualche consiglio pratico:

  • Acquistate poco alla volta e scegliete capi di una taglia in più. Ma mai oltre, altrimenti si rischia di non riuscire ad utilizzarli.
  • Privilegiate qualità e composizione, meno le esigenze estetiche
  • Sono perfette le tutine che si aprono per tutta la lunghezza della gamba: non costringono a spogliare del tutto il bambino durante il cambio del pannolino
  • Magliette, body, camicini hanno bisogno di un’accortezza particolare: non vanno lavati con ammorbidenti o detersivi tradizionali.

La biancheria

  • Lenzuoline per carrozzina, rigorosamente senza ricami, pizzi e nastrini, con coprimaterassino impermeabile, per evitare che una fuoriuscita di pipì bagni il materasso.
  • Lenzuola per lettino ‘lisce’ con coprimaterasso.
  • Copertina piccola: a seconda della stagione, in lana o in cotone leggero, da mettere nella carrozzina e per avvolgere il neonato quando si prende in braccio.
  • Coperta lettino. Può essere in cotone per la mezza stagione, mentre per l’inverno è meglio il piumino con copripiumino, in genere abbinato al paracolpi da mettere intorno alle sbarre del letto.
  • Accappatoio. Quello per neonati è ‘a triangolo’, senza maniche, con il solo cappuccio per avvolgerlo meglio.

L’attrezzatura per il neonato

  • Carrozzina. Molto comodi i modelli ‘trio’, che incorporano passeggino, navicella e seggiolino omologato per auto. Costano un po’ di più, ma si risparmia sull’acquisto di passeggino e seggiolino.
  • Il lettino o la culla. Vi sono anche lettini trasformabili, che si possono usare anche quando il bambino diventa più grandicello.
  • Seggiolino auto, facendo attenzione a scegliere la misura per neonati. Vi sono anche modelli che si possono utilizzare quando il bebè cresce, poiché hanno adattatori particolari. Meglio farsi consigliare dal rivenditore.

Il beauty case per il bebè

  • Bagnoschiuma e shampoo per bambini. Ve ne sono di vari tipi, ma sarebbe preferibile acquistare prodotti poco schiumogeni (le sostanze che fanno schiuma non sono di origine naturale e seccano la pelle) e preferibilmente biologici. Ottimi anche i detergenti in olio, da sciogliere in acqua o massaggiare sulla pelle, che preservano il film idrolipidico della cute. (Leggi anche: bagnetto neonato)
  • L’idratante per il corpo. La crema o l’olio idratante non son indispensabili, ma possono servire se la pelle appare secca o arrossata o se si vuol fare il massaggio al neonato.
  • La spazzola per capelli ed il pettinino con punte arrotondate.

Accessori vari

  • Il fasciatoio. Il bebè si può cambiare anche sul letto, ma il fasciatoio si può appoggiare dovunque e non ci obbliga a star piegate con la schiena, quindi è molto più comodo.
  • Il ciuccio, da usare però con parsimonia soprattutto nel primo mese, perché il neonato potrebbe far confusione tra la suzione del capezzolo e del ciuccio e non attaccarsi bene al seno. Da acquistare anche un porta ciuccio ed una spilla per attaccare il ciuccio, per evitare che finisca a terra.
  • Il biberon. A dire il vero non serve se la mamma allatta al seno, perché per i primi sei mesi il latte materno contiene tutto ciò di cui il bebè ha bisogno, compresi i liquidi. Il biberon sarà un acquisto da fare solo se per vari motivi la mamma deve ricorrere al latte artificiale (ed in tal caso servirà anche scaldabiberon e sterilizzatore), ma per il momento meglio augurarsi di non averne bisogno! (Leggi anche: latte artificiale, le regole da seguire)
  • Il termometro per bambini: il più preciso e comodo da usare è quello a infrarossi, per controllare la febbre al bebè anche quando dorme senza svegliarlo.
  • Il marsupio, per portare a spasso il neonato e avere le mani libere. È tanto confortante anche per il piccolo, che si sente al calduccio e al sicuro a contatto con la sua mamma.
  • Le salviettine umidificate. Ve ne sono di specifiche per bebè, comode da usare per cambiare il piccolo fuori casa. In casa, invece, è sempre preferibile il lavaggio con l’acqua.
  • Il cuscino da allattamento. È indubbiamente comodo per sostenere meglio la schiena, ma si potrebbe anche utilizzare un normale cuscino. Al limite si prova, se non si sta comode si compra quello specifico.

Qualche consiglio pratico

La tentazione di avere di tutto subito è tanta, ma non meglio non farsi prendere la mano, perché si rischia ritrovarsi tanta roba che poi non si userà. Anche perché molto spesso ci si rende conto di cosa serve veramente solo dopo che il bebè nasce. E poi di regali ne arriveranno, quindi per alcuni acquisti non proprio indispensabili meglio aspettare un po’. Stesso discorso per i giochi: sonaglini, giostrine, carillon e peluche per neonati spesso vengono regalati, altrimenti si fa sempre in tempo a comprarli!

W il riciclo!

Gran parte dell’abbigliamento ed oggetti vari per neonati si usano davvero per pochissimo tempo, quindi tra parenti ed amici si potranno trovare tante cosette quasi nuove, che si possono benissimo riutilizzare. E, perché no, quando non serviranno più, regalare a nostra volta.

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