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17 Settembre 2020 • articoli_home, Netural Travel, Senza categoria

GIETHOORN: in Olanda il villaggio fiabesco senza strade né auto.

di Rita Scalcione

Cosa visitare, dove dormire e tanti consigli per visitare questo villaggio dall’atmosfera fiabesca.

Giethoorn

Siamo a Giethoorn, nella provincia olandese nord-orientale dell’Overijssel a circa 1 ora e 30 da Amsterdam. Durante il nostro viaggio on the road in Olanda, ad aprile/maggio 2019 non potevamo non fare tappa in questo luogo magico. Questa cittadina viene denominata la Venezia d’Olanda ma a me questi paragoni non stanno particolarmente simpatici perché ogni città ha le sue caratteristiche. Venezia è Venezia, Giethoorn è Giethoorn. Ognuna con le sue meraviglie.

Il  villaggio è nato come insediamento degli estrattori di torba. Questa attività causò la formazione di stagni e laghi e la gente cominciò a costruire le case sugli isolotti tra un bacino e l’altro. Gli isolotti con le abitazioni erano ( e sono) raggiungibili solo attraverso ponticelli o con le ‘punter’, tipiche imbarcazioni strette. Si sviluppa all’interno del parco nazionale Weerribben Wieden e attualmente è abitato da circa 2500 persone.

CAMMINARE IN UN DIPINTO

Questa è la sensazione che ho avuto appena ho cominciato a girare tra i sentieri, con le casette perfette , i giardini ordinati e fioriti, barchette e i 170 ponticelli in legno che collegano le abitazioni. E’ un luogo idilliaco che sembra essere sospeso nel tempo e nello spazio.

COME ARRIVARE

Noi ci siamo arrivati in auto, tornando da Texel. Si potrebbe anche arrivare con tour organizzati da Amsterdam o con i mezzi pubblici, ma vi consiglio comunque di noleggiare un auto perché è il modo più veloce per raggiungere Giethoorn.

DOVE DORMIRE

Giethoorn è un villaggio molto piccolo ma preso d’assalto dai turisti. Il mio consiglio per godervi l’atmosfera del villaggio è quello di passarci almeno una notte in modo da poter girare quando la gran parte dei turisti va via o deve ancora arrivare, quindi dopo le 18 e prima delle 11 del mattino. Noi abbiamo alloggiato per una notte all’hotel Hotel B&B d’Olde Smidse. Camere essenziali ma grandi e comode e possibilità di cenare nel loro ristorante che propone delle ottime pietanze.

COSA FARE E VEDERE A GIETHOORN

Come vi dicevo, il modo migliore per godersi questa perla olandese è arrivare nel tardo pomeriggio e ripartire il giorno successivo. Appena arrivati abbiamo fatto un giro a piedi tra ponticelli e canali ed era semideserto. Ci è sembrato una favola. Abbiamo rimadato alla mattina seguente invece il giro in barca, uscendo presto. Già a metà mattina rischiate di trovare una gran flla anche solo per noleggiare una barca e guidare nei canali con troppe barchette non è proprio l’ideale.

Potete lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi a ridosso dei canali e noleggiare una barchetta elettrica con volante, decidendo a seconda del prezzo e del tempo che avete a disposizione la durata del giro. In alternativa ci sono diversi battelli che propongono un giro di gruppo, ma farlo in autonomia è stato molto bello e divertente anche per i bimbi che si sono divertiti a guidare per piccoli tratti.

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Alla scoperta dell’Olanda del Nord: l’Isola di Texel da vivere in famiglia

di Rita Scalcione

Oltre i mulini al vento, oltre i campi di tulipani. Un paesaggio olandese che non ti aspetti, fatto di dune di sabbia bianca, spiagge infinite e natura incontaminata: siamo a Texel, la più grande delle Isole Frisone Occidentali olandesi, nel freddo Mare del Nord.

il Faro di Texel

Vi ho già raccontato della mia passione per le isole e di quanto le trovi estremamente affascinanti. Durante un viaggio itinerante in Olanda abbiamo dedicato 2 giorni a questa meravigliosa isola e, nonostante sia molto piccola, siamo stati felici di dedicarle più di una toccata e fuga, tanto da sognare di ritornarci per trascorrerci una settimana intera. C’è un’atmosfera rilassante, quasi fuori dal mondo, e le esperienze da fare sono davvero tante.

Come Arrivare a Texel

Per arrivare a Texel bisogna arrivare al porto di Den Helder. Noi eravamo in auto, ma il porto è collegato con i treni dal resto dell’Olanda. Da lì ci sono i frequenti traghetti dove potete imbarcare anche la vostra auto, che in 30 minuti scarsi vi portano sull’Isola. Sul sito della compagnia Teseo potete consultare tutti gli orari.

Il viaggio è breve ma con un panorama stupendo e all’interno del traghetto troverete anche un bar/ristorante, oltre all’immancabile area gioco, presente quasi ovunque in Olanda.

Dove dormire a Texel

Siamo stati a Texel un periodo di altissima stagione ( superponte di Pasqua 2019) e la scelta non era tanta. Noi abbiamo soggiornato allo Stayokey Texel, un ostello ma con gli standard di un albergo. Nuovo, pulito, a misura di bambino. Per le famiglie danno una camera quadrupla con bagno privato (occhio alla tariffa perché per la biancheria c’è un supplemento) . Camera perfetta ed essenziale. Le aree comuni e gli esterni sono meravigliosi con tanti giochi per i bimbi, ampi spazi e un ristorante con una bella birreria.C’è anche il parcheggio e la possibilità di noleggiare le bici per girare l’isola. Io ci ritornerei perché siamo stati davvero bene.

Avevo trovato una seconda soluzione che però non era disponibile per le date scelte, ma ve la segnalo comunque perché mi è sembrata altrettanto adatta alle famiglie soprattutto per il parco acquatico: Vakantiepark De Krim 

La nostra Texel: appunti di viaggio per vivere l’isola in famiglia

Texel è una di quelle mete che ti rapiscono il cuore. Lo vedi già da quando la nave sta per attraccare e si cominciano a intravedere le casette verdi, tipiche del Nord Europa. Lo senti quando cominci a percorrere le strade con le distese infinite di verde e le migliaia di pecore al pascolo.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio e abbiamo subito raggiunto la nostra sistemazione, lo Stayokay Texel. L’isola è sempre molto ventilata, ma ci accoglie un bel sole e decidiamo di rilassarci un po’ nel bel parco antistante l’ostello. I bimbi giocano tra barchette di legno e carrucola e noi ci gustiamo una delle prelibatezze dell’isola: la birra Texel, prodotta proprio in questa zona. Super consigliata.

La birra Texel prodotta sull’isola

Vediamo che al ristorante dell’ostello c’è anche la possibilità di cenare. Nulla di esaltante ma il buffet è comodo e così ceniamo ad un orario tutto olandese e alle 19.00 siamo già fuori. E’ aprile e fa buio molto tardi.

L’idea è quella di andare al Faro prima del tramonto per un effetto WOW! Ci mettiamo in auto e la strada per raggiungerlo è incantevole.

Arriviamo lì che è ancora giorno e davanti a noi una distesa infinita di sabbia bianca. La sabbia è gelida e il paesaggio da lasciare senza fiato. Aspettare il tramonto lì e godersi lo spettacolo è stata una delle cose più emozionanti di tutto il viaggio e forse uno dei tramonti più belli della mia vita.

L’indomani ci aspetta una delle attività che avevamo programmato e che sappiamo piacerà tanto ai bimbi: Ecomare! E’ un museo speciale dedicato al mare del nord e al Waddenzee, agli animali che lo popolano, agli uccelli e alla sua tutela.

Foche in cura a Ecomare

Il museo è principalmente al chiuso con anche un piccolo acquario e alcune attività interattive. Davvero interessante. Una volta giunti all’esterno arriva la meraviglia che stupirà i più piccoli. Ecomare è anche un ospedale che cura foche a alti animali presenti in questo mare. All’esterno ci sono le vasche che li ospitano e si può assistere al momento del pasto ad orari prestabiliti. Alla fine della visita si può fare una passeggiata tra le dune selvagge che sono parte integrante del parco.

Giriamo per l’isola senza una meta ben precisa, incantati dal meraviglioso paesaggio. Ci fermiamo in una delle tante fattorie dove è possibile acquistare del buon formaggio. La serata la trascorriamo al villaggio di Den Burg per una passeggiata tra le vie del centro e per gustarci una cena alla Brasserie de Lindeboom e dove mangiamo cibo locale ottimo e un bel kids menù. Attenzione perché qui tutto chiude molto presto per gli standard italiani, quindi alle 7 di sera potreste trovare i negozi già tutti chiusi.

E’ la nostra ultima notte in questo paradiso, ma prima di ripartire non potevamo farci mancare un’esperienza che ancora ricordiamo con piacere: la pesca dei gamberetti. Si parte da Oudeschild, al sud dell’isola. Ci imbarchiamo su un peschereccio con due veri capitani!

Pesca dei gamberetti

Il giro dura due ore circa e ci spiegano come avviene la pesca con le reti alla quale assistiamo. E’ stato davvero divertente. Una volta pescati i gamberetti i capitani chiamano i bimbi per far liberare le stelle marine e i piccoli pesci finiti nella rete.

Assistiamo alla pulitura e infine i gamberetti vengono cotti e mangiati da tutti gli ospiti a bordo. Esperienza davvero bellissima e prenotatile sul posto o dal loro sito.

Saremmo restati qui volentieri ancora qualche altro giorno, ma il nostro viaggio olandese non è finito e altre avventure ci aspettano! Continuate a seguirci perché l’Olanda è davvero magnifica e non vediamo l’ora di raccontarvi le prossime tappe!

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On the road in Puglia con bambini, tra mare e masserie immerse nella natura.

di Rita Scalcione

Un’estate italiana. Un viaggio on the road con bambini poco impegnativo per godere dello splendido mare della costa salentina, tra campagna e antiche masserie.

Il nostro viaggio

Come ogni anno ci concediamo una piccola vacanza tra giugno e luglio. E’ il periodo che preferiamo perché le temperature sono quasi sempre a favore, le giornate ancora lunghissime e non c’è il caos dell’alta stagione, così da trovare spiagge ancora quasi vuote.

Avendo organizzato tutto last second abbiamo optato per una meta semplice semplice, vicina a noi e che regala sempre forti emozioni: la Puglia. Partendo da Matera abbiamo deciso di fare 3 tappe fermandoci ogni due notti in un nuovo posto, in modo da cambiare spiaggia praticamente ogni giorno.

I nostri criteri di scelta sono stati: sistemazioni in campagna, possibilmente in vecchie masserie tipiche del posto, non troppo distanti dal mare e con piscina, anche se non indispensabile visto il mare stupendo, ma comunque piacevole per un bagno pomeridiano o per rilassarsi dopo una giornata in spiaggia.

Ovviamente la Puglia offre una miriade di soluzioni adatte a tutte le tasche e a tutte le esigenze, sia per un viaggio itinerante che per una vacanza più stanziale.

Ma veniamo al nostro itinerario. Come vi dicevo abbiamo cambiato alloggio ogni due giorni per un totale di tre sistemazioni e sei notti.

Partecipanti: Mamma Rita , Papà Marcello, Mia 6 anni e Alberto 4 anni

Mezzo di trasporto : Auto

Torre Colimena, le Saline dei Monaci e Campomarino

Partendo da Matera, dopo circa un’ora e mezzo di viaggio decidiamo di passare mezza giornata in spiaggia prima di raggiungere il nostro primo albergo aMaruggio (TA).

Andiamo un po’ più a sud ed eccoci a Torre Colimena, una frazione di Manduria in provincia di Taranto.

Era da tanto che volevo andarci e direi che abbiamo fatto proprio bene! La spiaggia vicino le Saline è un luogo ancora selvaggio e incontaminato. Una volta posteggiata l’auto c’è un sentiero che costeggia da un lato la spiaggia di sabbia bianca e dall’altro le Saline dei Monaci dove, se siete nel periodo giusto, potete avvistare i fenicotteri rosa e altre specie di volatili come gru o aironi.

Di fenicotteri in lontananza ne abbiamo visti tanti ma, se avete un binocolo, lungo il sentiero c’è una torretta di avvistamento.

Saline dei Monaci

Portate con voi un ombrellone e qualcosa da bere o da mangiare perché la spiaggia non è attrezzata. L’abbiamo trovato un luogo incantevole sia per l’atmosfera che per i colori del mare, della spiaggia e della macchia mediterranea che la circonda.

Spiaggia di Torre Colimena (TA)

Se siete in zona qui ci sono alcune delle spiagge di sabbia più belle della Puglia. A pochi chilometri da Torre Colimena c’è Punta Prosciutto o la riserva naturale del Fiume Chidro, dove poter fare un bagno rigenerante nell’acqua gelida del fiume che incontra il mare.

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro hotel. Masseria Pepe è tutto ciò che si cerca in una masseria pugliese, a cominciare dai colori e dall’arredo delle stanza. Essendo in quattro, ci hanno assegnato la “Casina degli aranci”, una quadrupla enorme con due camere da letto, due comodi bagni e angolo cottura. Ma andatele a vederle tutte sul loro sito perché sono una più bella dell’altra! Grandi aree esterne per pranzare o rilassarsi e una bella piscina rendono l’alloggio ideale sia per famiglie che per coppie.

Masseria Pepe – Maruggio (TA)

Per la gioia dei piccoli, ci sono cavalli e asinelli. C’è anche un ristorante alla carta che però non abbiamo provato, ma comodo se non si ha voglia di uscire la sera.

La cena l’abbiamo consumata a Campomarino , a 10 minuti di auto. Il nostro ristorante si chiama “Al Fresco” ed è vicino al porto, dove potete lasciare l’auto in un parcheggio custodito. Prenotate un tavolo sulla terrazza per godervi un tramonto vista mare. La loro specialità ovviamente è il pesce ,ma hanno un menù molto vario con disponibilità di menù kids se ne aveste bisogno. Un ambiente giovane, curato e un’ ottima cucina.

Il giorno successivo lo trascorriamo in uno dei lidi che più amo della zona: Posto 9, e non potevo che sceglierlo per il giorno del mio compleanno. Qui il tratto di spiaggia è bellissimo. L’ambiente è curato nei minimi dettagli e la cucina tra le più buone di Campomarino, sia per un pasto veloce da mangiare sotto un gazebo in spiaggia che per una raffinata cena vista mare. La nostra giornata si conclude con tanto di torta e candeline spente come da tradizione. E anche questo compleanno l’ho passato in un luogo da sogno…

Campo Marino di Maruggio (TA) – Lido Posto 9

Da Torre Lapillo a Nardò

Sveglia presto, chiudiamo i bagagli, colazione e si va verso nuovi porti. La nostra prossima destinazione è Nardò (LE). Ma anche questa volta trascorriamo la giornata al mare prima di raggiungere la nostra meta.

Torre Lapillo è una frazione della più nota Porto Cesareo. Sabbia fine, acqua limpida e fondale digradante, l’ideale per i bambini. Proprio per questo è una delle spiagge più frequentate del Salento. Noi, in un lunedì di fine giugno, non abbiamo trovato tantissima gente, ma nei fine settimana o in alta stagione la situazione e tutt’altro che tranquilla. Io la consiglierei a giungo o a settembre.

Torre Lapillo

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro b&b. Casina Solatia è in aperta campagna ma a pochissimi kilometri da Nardò e dalle stupende spiagge di questa zona. Ci accoglie la sorridente proprietaria Simona che ci mostra la sua stupenda e nuovissima struttura. Le camere sono essenziali e arredate con gusto. Ci innamoriamo dello spazio esterno, della piscina e soprattutto dell’angolo colazione all’ombra di un gigantesco albero di Noci.

Casina Solatia – Nardò (LE)

La sera la trascorriamo a Nardò, con il suo centro storico tra i più belli e meglio conservati del Salento. Giriamo tra i caratteristici vicoli attorno alla piazza principale e decidiamo di cenare in uno dei tanti ristoranti con i tavoli all’aperto “Il Girone dei Golosi”. Cucina tipica salentina e bellissima atmosfera.

Centro storico di Nardò (LE)

Ci aspetta il giorno successivo un’altra meravigliosa giornata di mare. Con i bimbi preferiamo la sabbia e così ci dirigiamo a Sant’ Isidoro. Il colore del mare non delude!

Spiaggia di Sant’Isidoro – Nardò (LE)

Al tramonto ci attende la cena in un posto che per me è tappa fissa quando sono qui: “Lo Scapricciatiello”. Se volete del buon pesce in un luogo genuino dovete assolutamente provarlo.

Per un tuffo tra le rocce non perdetevi Santa Caterina di Nardò. Cercate il vostro scoglio preferito per piazzare l’ombrellone e munitevi di maschera e pinne. Se siete senza bimbi andate al Beija Flor con i suoi cuscinoni tra le rocce, restateci fino al tramonto e poi raggiungete il Barrueco per un Mojito vista mare.

La nostra vacanza sta volgendo al termine. Ma ci manca l’ultima e meravigliosa tappa.,,

Ugento e Santa Maria di Leuca

Lasciamo Casina Solatia con una colazione dai sapori locali e andiamo più a sud. Ancora spiagge bianche e acqua trasparente. Torre San Giovanni è un’altra delle spiagge super adatte ai bimbi per i suoi fondali bassi, come del resto gran parte della costa.

Torre San Giovanni

Pranzo consigliassimo da La Bottega dei Sapori con un’immancabile piatto di Ciciri e Tria (pasta e ceci tipica salentina) e un’ottima parmigiana di pesce spada. Arriviamo nel pomeriggio a Ugento.

Abbiamo scelto una masseria non troppo lontana dal mare : Masseria Cristo. Un’antica dimora del XV secolo che una sapiente ristrutturazione ha riportato al suo splendore. Pareti in pietra, camere con le volte a stella, arredi antichi. All’esterno una grande pineta, decine di amache e una bella piscina. A far da sottofondo il suono delle cicale. Il posto ideale per staccare la mente. Le spiagge nelle vicinanze sono tantissime. La mattina successiva raggiungiamo quella di Lido Marini. Troviamo una caletta semi deserta con sabbia circondata da rocce e passiamo lì il resto della giornata.

Masseria Cristo – Ugento

Se siete qui dovere assolutamente andare da Martinucci, pasticceria storica con una scelta infinita di dolce e salato. I Pasticciotti ( dolce tipico Salentino) sono tra i più buoni mai assaggiati.

Santa Maria di Leuca non siamo riusciti a vederla di giorno, ma con una passeggiata serale abbiamo potuto godere del suo lungomare, delle sue ville ottocentesche che conservano un fascino prezioso e di un gelato vicino al molo guardando le barche. Da inguaribile romantica , l’ora del tramonto è la mia preferita, con il mare piatto e un cielo che ci regala dei colori incredibili.

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Se avete tempo a disposizione a Santa Maria di Leuca prenotate una gita in barca alla scoperta delle grotte. Ci sono numerose agenzie che offrono questo servizio.

La nostra vacanza finisce qui. L’indomani lasciamo Masseria Cristo. Questa parte di Puglia per noi non è una novità e un po’ mi sento a casa, ma ogni volta c’è sempre una nuova scoperta. Il Salento non delude mai.

Sarà il mare di giugno, le acque dai colori incredibili, il fascino della campagna, delle sue masserie, sarà che ci sono affezionata, ma è uno dei pochi posti al mondo che non mi stanca mai e dove ci torno sempre molto volentieri.

Se volete altre informazioni su questa terra scrivetemi e sarò felice di rispondervi, perché a me solo parlarne mi fa star bene…


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Viaggio in Camargue con bambini

di Rita Scalcione

Parc ornithologique de Pont de Gau,

Una terra dall’animo gitano. Sulle tracce di Van Gogh, tra fenicotteri rosa, cavalli bianchi e campi immensi di girasoli.

Quando abbiamo programmato il nostro viaggio on the road nel sud della Francia avevo in mente una foto vista su qualche blog di viaggi che rappresentava centinaia di fenicotteri rosa. Mia figlia era nel “periodo fenicottero” ( adesso è in quello unicorno quindi non potrei accontentarla :)) e noi eravamo in giro nella Francia del sud. Ecco che allora….si va in Camargue!!!

La nostra base per visitare questa terra è stata Arles. Come di consueto scegliamo un appartamento immerso nel verde, a pochissimi chilometri dalla città. E’ all’interno di un residence con tanto di lago, ampi spazi all’aperto e piscina comune. La casa ha delle vetrate enormi a durante la cena, ad un certo punto mia figlia urla: “mamma guarda in cielo una freccia fatta di uccelli”. Ed in effetti lo spettacolo degli uccelli in volo che ti offrono i cieli della Camargue è incredibile. Sedentari o migratori, ogni anno sono migliaia le specie che si possono osservare in questa zona.

La danza dei fenicotteri rosa di Pont de Gau

La mattina seguente la nostra prima tappa sarà proprio il Parc ornithologique de Pont de Gau, la casa dei fenicotteri rosa. Qui infatti è possibile ammirare questi bellissimi esemplari da vicinissimo. Con il territorio paludoso e le saline, questo è il loro habitat naturale.

Parc ornithologique de Pont de Gau,

Il costo del biglietto per accedere al parco è di 7,50 per gli adulti e 5 euro per i bimbi dai 4 ai 12 anni. All’interno si percorrono vari sentieri immersi nella natura dove poter ammirare centinaia e centinaia di fenicotteri rosa. Questi animali elegantissimi rubano certamente la scena al resto della fauna presente al parco, ma siete appassionati di birdwatching potete passare qui svariate ore perché ci sono davvero tantissime specie di volatili.

Il periodo migliore per vedere i fenicotteri in Camargue è quello della primavera, da metà Marzo a metà Giugno. Ma se siete fortunati potete trovarli anche fino a inizio luglio.

Come di consueto noi siamo arrivati in orario di apertura godendoci un parco quasi tutto esclusivamente per noi. All’interno non ci sono punti di ristoro, ma dei tavoli da più nic dove poter consumare una merenda all’ombra.

Salutiamo gli amici fenicotteri per una delle mete più affascinanti di tutto il viaggio…Saintes Maries de la Mer.

Saintes Maries de la Mer

Questo, dopo Porquerolles, è probabilmente il luogo dove avrei passato più tempo. Non amo le vacanze stanziali, ma se non avessimo fatto un viaggio on the road io qui ci sarei stata l’intera settimana.

Questo minuscolo paesino sulla costa della Camargue ha qualcosa di magico. Sarà il profumo del mare o i bellissimi ristoranti e negozietti boho style che ci sono nei vicoli di casette bianche , sarà il suo animo gitano, o gli artisti di strada che suonano la chitarra in piazza. Non so se avete presente la sensazione di andare in un posto e sentirsi improvvisamente bene, felice.

Giugno non è un periodo di grande affollamento, eppure trovare posto al ristorante non è stato semplicissimo. Quindi se siete qui in periodi di alta stagione tenete conto che il paese è molto piccolo e potete trovare tantissima gente.

Appena fuori dal centro si può lasciare l’auto e raggiungere la piazza principale. Qui c’è la chiesa romanica dedicata alle tre Marie che ha l’aspetto di una vera e propria fortezza. All’interno visitate la cripta che custodisce le reliquie di Santa Sara, onorata dalla festa dei Gitani del 24 maggio attraverso un vero e proprio pellegrinaggio.

La leggenda narra che fu questo lembo di terra lungo il delta del Rodano ad accogliere Maria Maddalena, Maria Jacobé, Maria Salomé e la loro serva Sara, cristiane perseguitate fuggite dalla Palestina su una barca senza timone e senza remi.

Se volete una vista suggestiva potete salire sul tetto della Chiesa all’ora del tramonto.

La giornata è particolarmente calda e decidiamo di fare un bagno al mare e fermarci in una delle tante spiagge libere, ma non prima di aver gustato una buonissima paella, piatto tipico del posto.

La paella è uno dei piatti tipici della zona con forte influenza spagnola

Se avete ancora tempo ecco cosa potete fare in zona:

  • Visitare la cittadina fortificata di Aigue Mortes e raggiungere le Salines di Giraud che offrono uno spettacolo tutto rosa, dovuto al colore del sale;
  • Fare una gita in battello con lo scenografico TIKI III per esplorare via fiume il territorio tra tra cavalli bianchi e e mandrie di tori neri;
  • Fare una passeggiata a cavallo. Ci sono numerosi maneggi lungo la strada che hanno offerte per tutti i gusti;
  • Noleggiare una bici e raggiungere il faro
Uno dei tanti maneggi della Camargue

Arles, sulle tracce di Van Gogh

“La notte stellata sul Rodano” è uno dei tanti dipinto del famoso pittore che rappresentano questa bellissima cittadina, dove lui ha trascorso il periodo più tormentato ma più prolifico della sua vita.

All’Ufficio del Turismo potete prendere un opuscolo che vi guiderà attraverso un itinerario delle sue opere e vedere per la città le riproduzioni di alcuni suoi celebri quadri. Non potete inoltre escludere dalla vostra visita la Fondation Vincent van Gogh . All’interno c’è anche un bookshop ben fornito con tante chicche sull’artista.

Terrazza del caffè di place du Forum

Una volta arrivati ad Arles ci accorgiamo che c’è una festa in costume. Incuriositi dai particolari abiti della sfilata, decidiamo di raggiungere il Teatro Antico per assistere all’evento che ha divertito tantissimo i bambini. Il resto della giornata ci perdiamo tra le strade di questa bellissima città, il cui centro storico ancora intatto è dal 1981 Patrimonio dell’Umanità Unesco. Farete un tuffo nel periodo romano tra l’Anfiteatro e le Terme di Costantino. Un giorno non basta se volete visitare tutti i siti , ma se volete entrare in alcuni dei moumenti potete optare per una city card. L’ufficio del turismo è davver ben organizzato e vi permette di programmare la vostra giornata in città per tutte le esigenze.

Arles

Con la Camargue si conclude il nostro viaggio on the road nella Francia del Sud. Qui trovate il nostro itinerario completo. Qui invece le altre tappe in Provenza.

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16 Giugno 2020 • articoli_home, Netural Travel, Senza categoria

Cosa vedere in Provenza con i bambini: il viola della lavanda, l’azzurro del mare, l’ocra della terra.

di Rita Scalcione

Vi avevo già parlato del nostro viaggio tra Provenza e Camargue on the road: un itinerario di 10 giorni nel Sud della Francia con due bimbi di 2 e 4 anni.

Tutto è partito dalla voglia di vedere la lavanda in fiore. Ma se vi dicessi che il colore della Provenza non è solo il viola di questi profumatissimi fori?

E’ arrivato il momento di descrivervi meglio le nostre tappe.

L’Isola di Porquerolles: pedalare tra acque cristalline e il profumo di mirto.

La nostra prima tappa è stata la cittadina di Hyres. Abbiamo scelto un appartamentino con piccolo terrazzo nei pressi del porto: L’Hyères – Le Port – Joli Studio . Lo risceglierei altre mille volte. Una sistemazione ideale sia per godere di una cena all’aperto fronte mare che per le comodità della posizione: supermercato ben fornito sotto casa ( indispensabile avendo scelto un appartamento con angolo cottura), boulangerie e altri negoziati sempre nei paraggi e un piccolo ma funzionale parco giochi sotto casa. Inoltre, il parcheggio (gratuito) a 2 minuti dall’appartamento ci ha permesso di lasciare l’auto e poter raggiungere il luogo dell’imbarco per l’ Isola di Porquerolles con un comodo autobus cittadino.

Stanchi del viaggio, abbiamo optato per una passeggiata sul porto e cena sul nostro terrazzino con tanto di luna piena.

Il giorno dopo ci aspetta uno dei luoghi più belli mai visti, una di quelle mete che sognavo da tempo: l‘ isola Porquerolles, la più grande delle tre Isole d’Oro, al largo della costa di Hyeres. 

Tutta l’isola fu acquistata nel 1912 dall’imprenditore  belgaFrançois Joseph Fournier, apparentemente come regalo di nozze per la moglie; fece piantare 500 acri di vignetiche produssero uno dei primi vini provenzali chiamati vin des Côtes de Provence.

Scopriamo che sotto casa passa il bus che porta a Tour Foundue, dove partono i traghetti per l’isola. Se optate per l’auto invece vicino al porto d’imbarco ci sono vari parcheggi a pagamento. Controllate comunque gli orari degli autobus rispetto alle coincidenze del traghetto perché potrebbe passare del tempo. Il tempo di navigazione è di circa 15 o 20 minuti . Biglietto un po’ caro ma è l’unico modo per arrivarci: 19 euro gli adulti e 17 i bambini oltre i 4 anni.

L’ISOLA DI PORQUEROLLES IN BICI

Per muovervi sull’isola indispensabile noleggiare la bici. Una volta arrivati ci sono decine di agenzie per il noleggio e varie tipologie di biciclette. Non avendo ancora bimbi pedalatori abbiamo noleggiato per 48 euro due bici e una trasportino biposto.

L’isola di Porquerolles è uno dei luoghi più salvaguardati al mondo dal punto di vista ambientale, nonostante i tanti turisti. 
Divieto di circolazione delle automobili, divieto di edificare, divieto di campeggiare e persino di fumare all’aperto fanno sì che l’isola sia un ambiente intatto tra i più affascinanti del mediterraneo, salvaguardandolo dai rischi del turismo e degli incendi.

L’isola infatti è percorribile solo a piedi o in bicicletta e troverete solo le pochissime auto dei residenti. Questo fa si che i 13 km quadrati di superficie dell’ isola siano un luogo di pace assoluta. Tra sentieri che si snodano in ogni direzione, i punti di interesse sono ben segnalati con le distanze chilometriche da percorrere. Vicino al porto basta prendere una mappa dall’ufficio informazioni per potersi orientare. Sempre al porto conviene fare approvvigionamento di cibo e bevande perché non ci sono spiagge attrezzare.

Gli itinerari non sono tutti semplici, soprattutto con i bambini o se non si è pratici con la bicicletta. In effetti il trasportino ha il suo peso. Ma se avete voglia di fare un tratto di salita ( abbastanza pesante) potete raggiungere il Faro e il Mulino e godere di uno splendido panorama.

Place d’Armes

Noi abbiamo passato tutta la mattina sulla bellissima Plages d’Argente, la più semplice da raggiungere. Conviene arrivare presto perché si riempie presto di gente che arriva con i vari traghetti ogni ora . Ci rimettiamo a pedalare con una pausa pranzo sulla caratteristica Place d’Armes. Anche qui momento gioco al piccolo parchetto. Nei dintorni qualche bar, ristorante o negozietto di specialità locali. Il pomeriggio abbiamo provato a raggiungere altre spiagge, tra cui la rinomata spiaggia di Notre Dame, ma purtroppo c’era tantissimo vento.

Plage de Notre Dame – Porquerolles

L’isola è meravigliosa e ci siamo ripromessi di tornarci e provare a dormire direttamente lì, dove gli alloggi sono davvero pochi ed è difficile trovare posto. Deve essere meraviglioso quando l’isola si svuota dei turisti che vanno via con l’ultimo traghetto e rimane tutto quasi solo per te.

Rientriamo a casa e la nostra mitica terrazza sul porto ci aspetta. Il giorno dopo si riparte per nuove avventure.

Salon de Provence : sulle orme di Nostradamus con una caccia fantasiosa di pirati e principesse.

Succede che nel tragitto decidiamo di fermarci in una della tante cittadine della Provenza. E succede che appena scendiamo dalla nostra auto i miei figli vedono spuntare da un vicolo un ragazzo vestito da pirata. Poco più in là ecco sbucarne un altro. Così, con le loro facce incuriosite, invento di sana pianta la storia della città invasa da pirati e di una principessa rapita da liberare.

Siamo a Salon de Provence e cӏ una festa medievale nel centro storico I bimbi hanno corso per tutto il tragitto in cerca di altri pirati e poi, finalmente, abbiamo trovato la principessa diventata invisibile nella vetrina di un negozio di abiti medievali. Trucchetti per sopravvivere e sorridere con i bambini!

In centro troverete un museo dedicato a Nostradamus e il castello-museo Chateau de l’Emperi che ospita una collezione di armi e divise dell’esercito francese. Fermatevi a mangiare o a bere un drink a Piazza Croustillat dove c’è una fontana ricoperta di muschi che sembra un enorme fungo. Potete anche visitare il Museo del Sapone. Ma vi assicuro che anche il semplice passeggiare per le vie del centro storico è di per se una bella scoperta.

La fontana di muschio di Salon de Provence

Avignone: la città dei Papi

Il nostro nuovo alloggio è una casetta con giardino a Châteauneuf-de-Gadagne: MIA CASA VERDE. Una piccola dependance in campagna con una piscina tutta per noi! Il paese è veramente minuscolo, ma vicinissimo a Isle de la Sourge che consiglio fortemente di visitare. Dopo un meritato relax in piscina e una sana dormita, al risveglio la nostra prossima tappa è la città di Avignone, a circa 13 km da noi. La Provenza è davvero tutta bellissima e forse non basterebbe un mese per visitarla tutta, ma per Avignone avevamo un solo giorno a disposizione. Forse il giorno più caldo di tutta la vacanza. Con 40 gradi all’ombra, dopo averla girata un po’ a piedi i bimbi erano stanchi e abbiamo accolto la loro richiesta di fare il giro del centro con un trenino turistico in partenza da Palazzo dei Papi. Giro poco entusiasmante ma in quel momento era l’unico modo per poter vedere qualcosa e accontentare tutti. Se avete altro tempo a disposizione, sicuramente merita una visita l’interno del Palazzo dei Papi. Segalo inoltre il grandissimo parco Rocher des Doms per godere di una bella vista sul fiume Rodano, sul ponte d’Avignone e su parte del centro storico.

Avignone – Palazzo dei Papi

A luglio qui si tiene qui uno dei più importanti eventi al mondo di teatro e arti sceniche: Il festival di Avignone. Il programma è davvero vasto e per tutte le età.

La Lavanda: un sogno ad occhi aperti

La Provenza è bella sempre, ma andare nel periodo della fioritura della lavanda offre uno spettacolo imperdibile. Risalendo per l’Altopiano di Valensone si vedono le prime colline viola. Ignari di quello che avremmo visto dopo ci siamo fermati a fare centinaia di foto alla prima vista della lavanda alternata ai gialli campi di girasole. Ma lo spettacolo vero doveva ancora arrivare. Percorrendo la via della lavanda, eccola la vera meraviglia! Il colore diventa via via più fitto. Filari di lavanda a perdita d’occhio, colline viola e un profumo inebriante. Anche qui il consiglio è quello di arrivare presto, prima dell’invasione dei turisti. Non fatevi intimorire dal ronzio delle migliaia di api… correte liberi tra le colline fiorite.

Quando fiorisce la lavanda?

La fioritura della lavanda va da fine giugno a inizio luglio. Tutto dipende dal clima e dalla zona. Ci sono però alcuni siti che monitorano il livello di fioritura così da non partire impreparati e recarvi nel periodo giusto. Se invece siete in Provenza dopo metà luglio tenete d’occhio i calendari delle tante feste dedicate alla raccolta della lavanda.

Gole del Verdone e Lago di Saint Croix

Il nostro itinerario prevedeva una fermata  a Gordes e alla visita dell’Abbazia, ma un cartello stradale ci ha tratto in inganno facendoci deviare verso il Lago di Saint Croix. Io sono ancora convinta di aver sbagliato strada, ma quello che pensavo fosse un luogo vicino a Valensole è diventato un tornante senza fine che ci ha portati fino al lago. Se soffrite di mal d’auto preparatevi, ma una volta arrivati è il posto perfetto per una giornata di relax . Sicuramente sarebbe meglio fermarsi qualche giorno e visitare il luogo in tutta calma tra le mille attività da poter fare, passeggiate panoramiche, bagni e sport acquatici. Le Gole del Verdon offrono un panorama senza eguali.

Benvenuti nel Colorado provenzale!

Tra la lavanda e il lago di Saint Croix abbiamo fatto in una giornata ciò che normalmente andrebbe fatto in più giorni. Ma d’estate il sole tramonta tardi e non potevamo ripartire senza passare per quello che viene definito il Colorado provenzale. Lo ammetto, eravamo stanchi , troppo stanchi. In più, non so come, ci siamo anche persi , ma ormai eravamo lì e non avevamo intenzione di rinunciare. E abbiamo fatto bene. A pochi passi dal centro di Roussillon sorge la Valle dell’Ocra. Uno dei posti che in Provenza non ti aspetti. Questa valle ricorda uno dei coloratissimi canyon americani e per questo motivo è stata soprannominata il Colorado provenzale. La vista di queste montagne dai colori surreali è da togliere il fiato, forse quanto quella della lavanda.

Parcheggiata l’auto si può fare il biglietto che costa solo 2 euro e 50 centesimi per poter accedere alla Valle dell’Ocra. Una volta entrati ci sono due percorsi possibili: uno più breve da 30 minuti, l’altro di circa 1 ora. Ci sono vari scalini e, pur essendo entrambi percorsi semplici, eviterei l’uso del passeggino se avete bimbi piccoli. Portate un cambio. I bambini non sapranno resistere dal rotolarsi sulla terra e, a fine percorso, saranno sporchi dalla testa ai piedi ( vedi Instagram stories) .

La giornata più lunga del nostro viaggio in Provenza on the road volge al termine. La nostra casetta in campagna ci attende, con tanto di grigliata di pesce e una bottiglia ghiacciata di Côtes du Rhône.

Ma il viaggio non è ancora terminato! Nelle prossime tappe vi porteremo in una terra dalle mille sorprese: la Camargue. Continuate a seguirci!

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IL SUD DELLA FRANCIA – ON THE ROAD CON BAMBINI

Un itinerario di 10 giorni nel sud della Francia, tra profumo di lavanda ed escursioni nella natura selvaggia della Camargue

PROVENZA E CAMARGUE ON THE ROAD CON BAMBINI

di Rita Scalcione

Erano svariati anni che avevo in mente di andare in Francia per vedere la lavanda nel suo periodo di piena fioritura e così, complice il mio compleanno che cade proprio in questo periodo e complice anche il fatto che avevamo a disposizione 10 giorni di vacanza, ci siamo lanciati nell’organizzazione del nostro primo on the road in famiglia. Mai avrei immaginato che un viaggio di questo tipo con 2 bambini al di sotto dei 5 anni potesse rivelarsi una delle migliori scelte di viaggio in assoluto.

VIAGGIO IN PILLOLE

Tappe: Hyeres – Isola di Porquerolles – Salon de Provence – Arles – Saintes Marie de la Mer – Avignone – Lago di Saint Croix – Plateau di Valensole – Valle dell’Ocra –  Genova

Partecipanti: Mamma Rita , Papà Marcello , Mia (4 anni)  e Alberto (2 anni)

Mezzi di trasporto: Aereo + Macchina + Traghetto + Bici 

Km percorsi in auto: circa 1500

Giorni di Viaggio: 10 

Periodo: 27 giugno/6 luglio 2018

ITINERARIO DI VIAGGIO

Cercando un volo economico che ci portasse in Francia, la scelta è ricaduta su un diretto Bari –  Genova così da poterci fermare anche un paio di giorni in una città che nessuno dei 4 aveva ancora mai visitato.

Arrivati a Genova abbiamo noleggiato la nostra auto per dirigerci verso il confine. Per tutti i nostri viaggi itineranti  abbiamo sempre utilizzato il noleggio attraverso il motore di ricerca Rentalcars, portandoci però da casa i nostri  seggiolini auto che la maggior parte delle compagnie aeree  imbarca gratuitamente. In questo modo i costi del noleggio auto si riducono sensibilmente. Ed eccoci alla guida di una sobria ma comodissima Audi A2 gialla

Approfittando del sonnellino pomeridiano dei bimbi abbiamo raggiunto senza sosta la nostra prima tappa: Hyères. Poco meno di 4 ore di viaggio (340 km). Qui ci siamo fermati due notti per poter andare alla scoperta di uno degli altri sogni nel cassetto:  l’Isola di Porquerolles che ci ha completamente rapiti tra mare spettacolare, profumi mediterranei e sentieri da percorrere esclusivamente in bicicletta.

VERSO LA CAMARGUE

Da Hyeres siamo poi ripartiti per la Camargue. Cavalli bianchi e fenicotteri rosa. Così ce la siamo immaginati questa parte di Francia dall’animo gitano che non ha deluso le nostre aspettative. Facendo base ad Arles sulle tracce di Van Gogh, abbiamo visitato tutto il territorio circostante e la bellissima Saintes Maries de la Mer, con i suoi negozietti boho style e le distese di sabbia bianca.

 

ANCORA IN VIAGGIO…

E’ tempo di lasciare le campagne della Camargue. Avignone è la nostra prossima tappa. La Provenza e il profumo della lavanda ci aspettano!  Il nostro alloggio è in  campagna, a pochi km da Avignone. Da qui siamo andati alla ricerca delle valli fiorite, arrivati al lago di Saint Croix godendo dello spettacolare panorama delle Gole del Verdon, visitato la Valle dell’Ocra, dove sembra a tratti di essere in Colorado per i suoi colori.

 

 

Salutiamo la Francia e, avendo un volo da Genova ne abbiamo approfittato per passare qui le ultime due notti. Qui tra l’Acquario, la Città dei Bimbi, i piccoli di casa non hanno avuto modo di annoiarsi.

QUALCHE CONSIGLIO:  SUD DELLA FRANCIA FAI DA TE 

E’ stato un viaggio davvero pieno di cose da fare e da vedere. Il sud della Francia richiederebbe sicuramente più attenzione soprattutto nella visita dei piccoli e bellissimi paesini che invece noi abbiamo tralasciato per mancanza di tempo. Con due bimbi che all’epoca avevano 2 e 4 anni i ritmi sono sicuramente diversi.

Avere una macchina propria o a noleggio è indispensabile per potersi muovere in tutta libertà da un paese all’altro. Nella scelta degli alloggi abbiamo optato sempre per case vacanze con spazio all’aperto (giardino o terrazza). Una aveva anche una piscina privata per la gioia dei piccoli…e anche nostra. Nella nostra organizzazione familiare preferiamo stare in giro tutto il giorno mangiando qualcosa al volo per poi tornare a casa nel tardo pomeriggio e prepararci la cena senza dover avere lo stress di uscire a cercare un ristorante.  Ovviamente boulangerie ovunque con tante prelibatezze per improvvisare un pic-nic per pranzo  come tanto ci piace fare quando siamo in viaggio. Abbiamo trovato clima particolarmente caldo e si sono rivelate fondamentali le tappe al mare e i bagni in piscina.

Se volete vedere i campi di lavanda in fiore sicuramente il periodo migliore va da fine giugno ai primi di luglio.

Ma non è finita qui. In arrivo  altri racconti dedicati alle varie tappe di questo fantastico viaggio!

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