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7 Luglio 2020 • articoli_home, Netural Travel, Senza categoria

On the road in Puglia con bambini, tra mare e masserie immerse nella natura.

di Rita Scalcione

Un’estate italiana. Un viaggio on the road con bambini poco impegnativo per godere dello splendido mare della costa salentina, tra campagna e antiche masserie.

Il nostro viaggio

Come ogni anno ci concediamo una piccola vacanza tra giugno e luglio. E’ il periodo che preferiamo perché le temperature sono quasi sempre a favore, le giornate ancora lunghissime e non c’è il caos dell’alta stagione, così da trovare spiagge ancora quasi vuote.

Avendo organizzato tutto last second abbiamo optato per una meta semplice semplice, vicina a noi e che regala sempre forti emozioni: la Puglia. Partendo da Matera abbiamo deciso di fare 3 tappe fermandoci ogni due notti in un nuovo posto, in modo da cambiare spiaggia praticamente ogni giorno.

I nostri criteri di scelta sono stati: sistemazioni in campagna, possibilmente in vecchie masserie tipiche del posto, non troppo distanti dal mare e con piscina, anche se non indispensabile visto il mare stupendo, ma comunque piacevole per un bagno pomeridiano o per rilassarsi dopo una giornata in spiaggia.

Ovviamente la Puglia offre una miriade di soluzioni adatte a tutte le tasche e a tutte le esigenze, sia per un viaggio itinerante che per una vacanza più stanziale.

Ma veniamo al nostro itinerario. Come vi dicevo abbiamo cambiato alloggio ogni due giorni per un totale di tre sistemazioni e sei notti.

Partecipanti: Mamma Rita , Papà Marcello, Mia 6 anni e Alberto 4 anni

Mezzo di trasporto : Auto

Torre Colimena, le Saline dei Monaci e Campomarino

Partendo da Matera, dopo circa un’ora e mezzo di viaggio decidiamo di passare mezza giornata in spiaggia prima di raggiungere il nostro primo albergo aMaruggio (TA).

Andiamo un po’ più a sud ed eccoci a Torre Colimena, una frazione di Manduria in provincia di Taranto.

Era da tanto che volevo andarci e direi che abbiamo fatto proprio bene! La spiaggia vicino le Saline è un luogo ancora selvaggio e incontaminato. Una volta posteggiata l’auto c’è un sentiero che costeggia da un lato la spiaggia di sabbia bianca e dall’altro le Saline dei Monaci dove, se siete nel periodo giusto, potete avvistare i fenicotteri rosa e altre specie di volatili come gru o aironi.

Di fenicotteri in lontananza ne abbiamo visti tanti ma, se avete un binocolo, lungo il sentiero c’è una torretta di avvistamento.

Saline dei Monaci

Portate con voi un ombrellone e qualcosa da bere o da mangiare perché la spiaggia non è attrezzata. L’abbiamo trovato un luogo incantevole sia per l’atmosfera che per i colori del mare, della spiaggia e della macchia mediterranea che la circonda.

Spiaggia di Torre Colimena (TA)

Se siete in zona qui ci sono alcune delle spiagge di sabbia più belle della Puglia. A pochi chilometri da Torre Colimena c’è Punta Prosciutto o la riserva naturale del Fiume Chidro, dove poter fare un bagno rigenerante nell’acqua gelida del fiume che incontra il mare.

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro hotel. Masseria Pepe è tutto ciò che si cerca in una masseria pugliese, a cominciare dai colori e dall’arredo delle stanza. Essendo in quattro, ci hanno assegnato la “Casina degli aranci”, una quadrupla enorme con due camere da letto, due comodi bagni e angolo cottura. Ma andatele a vederle tutte sul loro sito perché sono una più bella dell’altra! Grandi aree esterne per pranzare o rilassarsi e una bella piscina rendono l’alloggio ideale sia per famiglie che per coppie.

Masseria Pepe – Maruggio (TA)

Per la gioia dei piccoli, ci sono cavalli e asinelli. C’è anche un ristorante alla carta che però non abbiamo provato, ma comodo se non si ha voglia di uscire la sera.

La cena l’abbiamo consumata a Campomarino , a 10 minuti di auto. Il nostro ristorante si chiama “Al Fresco” ed è vicino al porto, dove potete lasciare l’auto in un parcheggio custodito. Prenotate un tavolo sulla terrazza per godervi un tramonto vista mare. La loro specialità ovviamente è il pesce ,ma hanno un menù molto vario con disponibilità di menù kids se ne aveste bisogno. Un ambiente giovane, curato e un’ ottima cucina.

Il giorno successivo lo trascorriamo in uno dei lidi che più amo della zona: Posto 9, e non potevo che sceglierlo per il giorno del mio compleanno. Qui il tratto di spiaggia è bellissimo. L’ambiente è curato nei minimi dettagli e la cucina tra le più buone di Campomarino, sia per un pasto veloce da mangiare sotto un gazebo in spiaggia che per una raffinata cena vista mare. La nostra giornata si conclude con tanto di torta e candeline spente come da tradizione. E anche questo compleanno l’ho passato in un luogo da sogno…

Campo Marino di Maruggio (TA) – Lido Posto 9

Da Torre Lapillo a Nardò

Sveglia presto, chiudiamo i bagagli, colazione e si va verso nuovi porti. La nostra prossima destinazione è Nardò (LE). Ma anche questa volta trascorriamo la giornata al mare prima di raggiungere la nostra meta.

Torre Lapillo è una frazione della più nota Porto Cesareo. Sabbia fine, acqua limpida e fondale digradante, l’ideale per i bambini. Proprio per questo è una delle spiagge più frequentate del Salento. Noi, in un lunedì di fine giugno, non abbiamo trovato tantissima gente, ma nei fine settimana o in alta stagione la situazione e tutt’altro che tranquilla. Io la consiglierei a giungo o a settembre.

Torre Lapillo

Raggiungiamo nel pomeriggio il nostro b&b. Casina Solatia è in aperta campagna ma a pochissimi kilometri da Nardò e dalle stupende spiagge di questa zona. Ci accoglie la sorridente proprietaria Simona che ci mostra la sua stupenda e nuovissima struttura. Le camere sono essenziali e arredate con gusto. Ci innamoriamo dello spazio esterno, della piscina e soprattutto dell’angolo colazione all’ombra di un gigantesco albero di Noci.

Casina Solatia – Nardò (LE)

La sera la trascorriamo a Nardò, con il suo centro storico tra i più belli e meglio conservati del Salento. Giriamo tra i caratteristici vicoli attorno alla piazza principale e decidiamo di cenare in uno dei tanti ristoranti con i tavoli all’aperto “Il Girone dei Golosi”. Cucina tipica salentina e bellissima atmosfera.

Centro storico di Nardò (LE)

Ci aspetta il giorno successivo un’altra meravigliosa giornata di mare. Con i bimbi preferiamo la sabbia e così ci dirigiamo a Sant’ Isidoro. Il colore del mare non delude!

Spiaggia di Sant’Isidoro – Nardò (LE)

Al tramonto ci attende la cena in un posto che per me è tappa fissa quando sono qui: “Lo Scapricciatiello”. Se volete del buon pesce in un luogo genuino dovete assolutamente provarlo.

Per un tuffo tra le rocce non perdetevi Santa Caterina di Nardò. Cercate il vostro scoglio preferito per piazzare l’ombrellone e munitevi di maschera e pinne. Se siete senza bimbi andate al Beija Flor con i suoi cuscinoni tra le rocce, restateci fino al tramonto e poi raggiungete il Barrueco per un Mojito vista mare.

La nostra vacanza sta volgendo al termine. Ma ci manca l’ultima e meravigliosa tappa.,,

Ugento e Santa Maria di Leuca

Lasciamo Casina Solatia con una colazione dai sapori locali e andiamo più a sud. Ancora spiagge bianche e acqua trasparente. Torre San Giovanni è un’altra delle spiagge super adatte ai bimbi per i suoi fondali bassi, come del resto gran parte della costa.

Torre San Giovanni

Pranzo consigliassimo da La Bottega dei Sapori con un’immancabile piatto di Ciciri e Tria (pasta e ceci tipica salentina) e un’ottima parmigiana di pesce spada. Arriviamo nel pomeriggio a Ugento.

Abbiamo scelto una masseria non troppo lontana dal mare : Masseria Cristo. Un’antica dimora del XV secolo che una sapiente ristrutturazione ha riportato al suo splendore. Pareti in pietra, camere con le volte a stella, arredi antichi. All’esterno una grande pineta, decine di amache e una bella piscina. A far da sottofondo il suono delle cicale. Il posto ideale per staccare la mente. Le spiagge nelle vicinanze sono tantissime. La mattina successiva raggiungiamo quella di Lido Marini. Troviamo una caletta semi deserta con sabbia circondata da rocce e passiamo lì il resto della giornata.

Masseria Cristo – Ugento

Se siete qui dovere assolutamente andare da Martinucci, pasticceria storica con una scelta infinita di dolce e salato. I Pasticciotti ( dolce tipico Salentino) sono tra i più buoni mai assaggiati.

Santa Maria di Leuca non siamo riusciti a vederla di giorno, ma con una passeggiata serale abbiamo potuto godere del suo lungomare, delle sue ville ottocentesche che conservano un fascino prezioso e di un gelato vicino al molo guardando le barche. Da inguaribile romantica , l’ora del tramonto è la mia preferita, con il mare piatto e un cielo che ci regala dei colori incredibili.

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Se avete tempo a disposizione a Santa Maria di Leuca prenotate una gita in barca alla scoperta delle grotte. Ci sono numerose agenzie che offrono questo servizio.

La nostra vacanza finisce qui. L’indomani lasciamo Masseria Cristo. Questa parte di Puglia per noi non è una novità e un po’ mi sento a casa, ma ogni volta c’è sempre una nuova scoperta. Il Salento non delude mai.

Sarà il mare di giugno, le acque dai colori incredibili, il fascino della campagna, delle sue masserie, sarà che ci sono affezionata, ma è uno dei pochi posti al mondo che non mi stanca mai e dove ci torno sempre molto volentieri.

Se volete altre informazioni su questa terra scrivetemi e sarò felice di rispondervi, perché a me solo parlarne mi fa star bene…


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27 Dicembre 2018 • Le Famiglie Netural, netural family, Netural Women

REGALO DI NATALE: Fuga con me.

(Mamme non smettete di amarvi.)

Circa un mese fa sono rimasta molto colpita da quello che ha scritto la mia amica Silvia in un post di Facebook, in cui raccontava la sua battaglia contro un cancro alla lingua, che a soli 33 anni le ha cambiato completamente le priorità. Leggere le sue parole rispetto al male che l’ha colpita e contro cui ha lottato mi ha fatto molto pensare.

Ho letto mille volte le sue parole, e ho ripensato alla sua e alle nostre “vite di corsa”: Silvia è un’imprenditrice, una grandissima lavoratrice e una donna energica e piena di cose da fare, ma è anche colei che davanti all’esperienza peggiore che si possa vivere, ha imparato d’un tratto a rimettersi al centro, a posizionarsi all’inizio della lista delle priorità, a non rimandarsi più… e questo mi ha fatto pensare tanto e mi ha fatto decidere di farmi, un po’ in anticipo, un regalo originale per questo Natale.

E così, oggi comincia un weekend speciale. In questi giorni ho pensato e ripensato più volte a come avrei voluto viverlo e la prima conclusione che ho raggiunto è di aver aspettato anche troppo per farlo.

Sono passati diversi anni dall’ultima volta in cui ho deciso di viaggiare da sola, e non parlo di viaggi per destinazioni esotiche, ma di quella condizione mentale e fisica in cui l’unico essere di cui prendersi cura sei tu.

Ho 3 figli ed è inevitabile non avere più spazi liberi, tra lavoro, famiglia e impegni collaterali. Certo, ci sarebbe l’appuntamento del mercoledì con lo yoga … vitale, ma comunque un appuntamento, con la sua organizzazione, incastro e un certo sforzo, quando di sera fatico a tenere gli occhi aperti dopo settimane da incubo.

Ogni giorno, da quando apro gli occhi a quando vado a dormire, i miei pensieri sono pieni dei miei meravigliosi figli gioiosi, urlanti, pieni di bisogni e di richieste. E questo è sicuramente bellissimo ed è ciò che ho sempre fortemente desiderato, ma è comunque molto impegnativo, insieme alle priorità di lavoro e agli extra impegni associativi e mi ritrovo a rendermi conto, come ora, che guardare le case piccole dal finestrino di un aereo è una cosa che mi mancava tanto. E ci sono domande:

Che cosa mi piace fare a 41 anni? Che cosa mi piace vivere? Dove mi piace stare, in quale posto del mondo e di me stessa? Quanto ci sto davvero in quel posto preferito?

rispetto alle quali mi riscopro piuttosto impreparata, o per lo meno con alcune idee ma confuse.

C’è anche poi quella particolare condizione mentale legata al viaggio come esplorazione di se stessi, che con i figli si tende a perdere, ovviamente. Viaggiare con i bimbi ci porta a non staccare l’attenzione e i pensieri da loro, a pensare a come intrattenerli, a come interessarli, insomma a come esserci, mentre viaggiare da soli focalizza l’attenzione solo su di noi, sulle cose semplici di cui siamo fatti, sulle paure, sui bisogni, e soprattutto sui sogni.

Pensare, avere il tempo di farlo, non “pensare tra le altre cose” ma pensare e basta, camminando, guardando il mondo dal finestrino di un aereo, ecco, questo lo sto riassaporando adesso e non voglio dimenticarlo.

La scelta di questo weekend l’ha sicuramente accelerata Silvia con la sua storia, ma l’hanno innescata due uomini meravigliosi, che ho la fortuna di avere accanto: il mio compagno e il mio piccolo grande uomo adolescente di 12 anni, che un giorno in auto, mentre cercavo di uscire da un parcheggio piuttosto trafficato per accompagnarlo a scuola, esasperata dalla corsa continua, mi ha detto: “Mamma, secondo me devi prenderti un weekend tutto per te! Vai dai tuoi amici e riposati!” e quelle parole sono state il dono più grande che mio figlio potesse farmi.

Ho capito tante cose in quel momento, ho sentito la sua generosità, la sua apertura, il suo amore per me, l’emozione di non sentirmi rivolgere l’ennesima richiesta da figlio a madre, il riconoscimento della mia identità, … insomma, è stato un momento grandioso!

E non riesco a non pensare che se mio figlio, maschio, oggi ha a cuore il mio benessere, la mia realizzazione e la mia serenità, è un meraviglioso segnale per il futuro, per il suo futuro e per quello di chi avrà accanto. Non trovo banale la cosa, né che il mio compagno mi abbia proposto di farlo fin da quando sono diventata mamma per la terza volta, consapevole della fatica che stavo per vivere. Certo, ho dovuto aspettare che la mia piccola acquisisse un minimo di autonomia ma quel momento è arrivato e vorrei dirlo a tante amiche neomamme che conosco e che vivono momenti difficili di carico emotivo e fisico da cui temono di non uscire più.

Vorrei dirvi, amiche mie, che non dovete mai dimenticarvi di voi, siete sempre le stupende donne che eravate,anzi ancor più stupende, affascinanti e interessanti, e che arriverà un momento in cui vi riapproprierete di voi.

La maternità arricchisce non toglie, ma solo a patto che non vi dimentichiate di voi stesse. A patto che nessuna di noi dimentichi di esistere.

Non servono 3 giorni, spesso ne basta uno, bastano alcune ore, basta volerlo, basta volersi bene… tornate a volervi bene.

Oggi mentre facevo la coda per l’imbarco ero a disagio, mi sembrava di avere troppe poche cose a cui pensare, solo documento e bagaglio, ma di solito c’è l’acqua da prendere, la pipì da far fare prima della partenza, lo zaino da chiudere, i giochi da rimettere dentro, oggi c’ero io e basta e  posso dirvi?

Che bello provare per un attimo quella sensazione di “appartenenza” a se stessi.

Io non voglio scordarmela più e non voglio scordarmi di me.

So quanto mi ami la mia famiglia, ed è un amore immenso e ricambiato, ma mi accorgo che spesso non so quanto mi amo io, ma questo non voglio scordarlo più, e grazie, Silvia, amica mia, per avermelo ricordato.

(Il weekend è stato bellissimo, una sintesi di me, amici e posti meravigliosi a cui sono legata. Ho riabbracciato tante persone che hanno condiviso con me un pezzo importante di strada. La carica che mi hanno dato quei 3 giorni a Roma mi accompagna ancora oggi, e già immagino la prossima meta e i prossimi abbracci.)

Mariella

 

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