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Monetizzare il congedo parentale? Si può!

Lavoratrici dipendenti, autonome e parasubordinate possono scambiare per gli anni 2017 e 2018 un mese (o più) di congedo parentale con voucher per l’acquisto di prestazioni di lavoro da parte di baby-sitter o per il pagamento di asili pubblici o privati

Per ogni mese, lo scambio (la monetizzazione) avviene al valore di 600 euro. L’Inps ha già riaperto i canali per la presentazione delle domande, che sarà possibile fare fino al 31 dicembre 2018, salvo non intervenga prima l’esaurimento delle risorse (40 milioni di euro per ognuno dei due anni). La misura, che è una proroga, è stata prevista dall’art. 1, comma 356, della legge n. 232/2016 (legge di Bilancio 2017).

Praticamente le mamme lavoratrici – dipendenti, parasubordinate ed autonome – (sono esclusi i papà, nonostante anche loro abbiano medesimo diritto al congedo parentale come le mamme) possono scambiare i mesi di congedo parentale a cui decidono di rinunciare con un importo di 600 euro per ciascun mese cui si è rinunciato. I mesi massimi di “monetizzazione” ovviamente corrispondono ai mesi massimi di congedo cui la madre lavoratrice ha diritto (massimo 6 per le dipendenti, massimo 3 per le parasubordinate e autonome).

La domanda di monetizzazione del congedo parentale va presentata all’Inps esclusivamente in via telematica, operando sul sito web tramite Pin dispositivo; in alternativa, si può ricorrere all’assistenza di un patronato o un Caf. Nella domanda la lavoratrice deve indicare a quale dei due tipi di monetizzazione intende accedere: voucher o spesa asili nido. Nel secondo caso, va indicata anche la struttura (pubblica o privata accreditata) presso cui risulta iscritto il figlio. Nell’istanza, inoltre,
 va indicato il periodo di mesi da monetizzare, con dichiarazione espressa di rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale. Nell’ipotesi della presenza di più figli, occorre presentare una domanda per ciascun figlio.

 

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Guida ai Voucher Baby-sitter e Asili Nido 2017!

La buona notizia è che tutte le mamme lavoratrici, dipendenti pubbliche, private, iscritte alla gestione separata o lavoratrici autonome hanno diritto ai voucher.
Non ci sono condizioni di limite ISEE da rispettare, ma è bene ricordare che il Voucher è alternativo al godimento dei mesi di congedo parentale.

Ma andiamo con ordine.

Cos’è il voucher?

Un contributo economico fino a 600 Euro al mese per l’acquisto di servizi per l’infanzia: baby sitter o asili nido pubblici o privati accreditati.

Chi ne ha diritto?

Tutte le mamme lavoratrici dipendenti pubbliche, private, iscritte alla gestione separata o lavoratrici autonome che si trovino al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità.

Per quanto tempo?

Per tutto il periodo di congedo parentale non obbligatorio (6 mesi).

Ma sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo per frazioni di mese.

Come si accede?

Si può provare a fare tutto da sole, e qui trovate le istruzioni per le lavoratrici dipendenti e per le lavoratrici autonome per presentare domanda entro il 31 dicembre 2018 (o fino ad esaurimento fondi), oppure ci si può rivolgere a un patronato o CAF, del proprio territorio. Tutte le informazioni sul sito INPS.

 

 

 

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