-Guida rapida sulle misure di sostegno alla genitorialità
-Baby sitting e libretto famiglia
-Diritti o Bonus? Osservazioni conclusive

Buongiorno! qui trovate una breve rassegna delle misure a sostegno della genitorialità: dai “bonus” degli ultimi anni, alle misure “tradizionali”. Trovate anche alcune info essenziali relative alle nuove norme sul lavoro occasionale per acquisire servizi di baby sitting (e le contraddizioni con il voucher baby sitting dell’INPS..).
Sostenere la genitorialità è importantissimo, ma purtroppo i recenti “bonus” non sono affatto stabili e sono per lo più fintamente universali (rivolti a tutti, ma con fondi limitati) e rischiano quindi di essere discrezionali, iniqui e inesigibili, con un’efficacia scarsa rispetto all’obiettivo di incentivare la ripresa della natalità.
Ma proviamo a farne una rassegna per poi concludere con alcune osservazioni di merito.

GUIDA AI BONUS DEGLI ULTIMI ANNI

VOUCHER BABY SITTING o CONTRIBUTO ASILO NIDO in alternativa al CONGEDO PARENTALE

-Cosa è: la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità obbligatorio ed entro gli 11 mesi successivi, in alternativa al congedo parentale (facoltativa), voucher (adesso Libretto famiglia) per l’acquisto di servizi di baby sitting oppure un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, per un massimo di sei mesi.
-Anno di istituzione
: 2012
Riferimenti normativi: articolo 4, comma 24, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92,
-Grado di stabilità ed esigibilità: scarso.
Istituito in via sperimentale per il triennio 2012-15 attualmente è stato prorogato fino al 2018. Il fondo in questi anni è esaurito nel corso dell’anno escludendo così per motivi del tutto casuali parte degli aventi diritto. Per il 2017 e 2018 sono previsti 40 milioni all’anno per dipendenti e parasubordinate, più 10 milioni per le lavoratrici autonome.
-Destinatari: le lavoratrici che hanno diritto al congedo parentale siano esse dipendenti, iscritte alla gestione separata o autonome.
-Importo e decorrenza
: 600 euro massimo mensili erogato con pagamento diretto alla struttura dell’asilo nido o con l’erogazione di buoni lavoro telematici per i servizi di baby sitting (prima voucher, adesso libretto famiglia, vedi sotto).
Il contributo è erogato per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa e con rinuncia alla fruizione del congedo parentale da parte della lavoratrice.
Alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata, alle lavoratrici autonome e alle imprenditrici il contributo è erogato per un periodo massimo di tre mesi.
-Maggiori info qui

ASSEGNO DI NATALITA’ (Bonus Bebè)

-Cosa è: è un assegno mensile destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un ISEE non superiore a 25.000 euro. L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato
-Anno di istituzione:
 2015
-Riferimenti normativi
: articolo 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità per l’anno 2015), mentre con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2015 sono state adottate le relative disposizioni attuative.
-Grado di stabilità ed esigibilità
: scarso
E’ stato istituito in via sperimentale fino al 2017.
-Destinatari: Possono beneficiare del bonus i nuclei familiari con un ISEE minorenni in corso di validità non superiore a 25.000 euro.
-Importo e durata:
 La misura dell’assegno dipende dall’ISEE del nucleo familiare: 960 euro l’anno (80 euro al mese per 12 mesi) con ISEE superiore a 7.000 euro annui e non superiore a 25.000 euro annui; 1.920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) con ISEE non superiore a 7.000 euro annui. L’assegno è corrisposto mensilmente per un massimo di 36 mensilità a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia.
Maggiori info qui

PREMIO ALLA NASCITA di 800 EURO (Bonus mamma domani)

Cosa è: il premio alla nascita di 800 euro (bonus mamma domani) viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adozione di un minore, a partire dal 1° gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese di gravidanza) o alla nascita, adozione o affido.
Anno di istituzione:
 2017
Riferimenti normativi
: articolo 1, comma 353, della legge 11 dicembre 2016 n.232.
Grado di stabilità ed esigibilità:
 non chiaro.
Si parla di un premio che decorre dal 1 gennaio 2017, al momento non sembrano esserci limiti né temporali, né di fondi (oneri a carico dello stato).
Destinatari: donne in gravidanza al compimento del settimo mese o madri per parto, adozione, affido
Importo e durata
: 800 euro in una unica soluzione per ogni evento (gravidanza, parto, adozione affido).
Maggiori info qui

BUONO PER L’ASILO NIDO (1000 EURO)

-Cosa è: e’ un buono di 1.000 euro attribuito a partire dal 2017 su base annua e parametrato a undici mensilità, con riferimento ai nati a decorrere dal 1º gennaio 2016, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche.
Non è cumulabile con la detrazione fiscale per asilo nido e non è fruibile contestualmente con il voucher baby sitting/contributo asilo nido al posto del congedo parentale.
-Anno di istituzione: 2017
Riferimenti normativi articolo 1, comma 355, della legge 11 dicembre 2016 n. 232
Grado di stabilità ed esigibilità: scarso.
E’ riconosciuto nel limite massimo di 144 milioni di euro per l’anno 2017, 250 milioni di euro per l’anno 2018, 300 milioni di euro per l’anno 2019 e 330 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.
 Esauriti i fondi non potrà essere più erogato il contributo.
-Destinatari
: genitore di un minore nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2016. Il contributo viene erogato dall’INPS dietro presentazione da parte del genitore della documentazione attestante l’avvenuto pagamento delle singole rette.
-Importo e durata
: l’erogazione del bonus di 1000 euro avverrà con cadenza mensile. Per ogni retta mensile pagata e documentata il genitore avrà diritto ad un contributo mensile di importo massimo di euro 90,91 (1000 euro in 11 mensilità).
Il contributo mensile erogato dall’Inps non potrà comunque eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta. Pertanto nel caso in cui la retta mensile sia inferiore a 90,91 euro il richiedente avrà diritto ad un contributo pari alla spesa sostenuta.
Per i bambini al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche è previsto un contributo per un importo massimo di 1000 euro annui, in un’unica soluzione, per favorire forme di supporto presso la propria abitazione.
Maggiori info qui

RASSEGNA DELLE MISURE TRADIZIONALI
Facciamo qui un elenco delle misure tradizionali con i relativi link al sito dell’INPS

INDENNITA’ PER CONGEDO OBBLIGATORIO
Lavoratori e lavoratrici dipendenti e iscritti alla gestione separata
Info qui

INDENNITA’ DI MATERNITA’/PATERNITA’ PER LAVORATRICI E LAVORATORI AUTONOMI
Info qui 

ASSEGNO DI MATERNITA’ DEI COMUNI
Per chi non riceve altri assegni di maternità dall’INPS.
Info qui

INDENNITA’ PER CONGEDO PARENTALE (si può fruire a giorni e ad ore)
Lavoratrici e lavoratori dipendenti Info qui
Lavoratrici e lavoratori iscritti alla gestione separata Info qui
Lavoratrici e lavoratori autonomi Info qui

INDENNITA’ RIPOSI PER ALLATTAMENTO
Info qui 

ASSEGNO AL NUCLEO FAMILIARE (ANF)
L’assegno al nucleo familiare (ANF) è un sostegno economico per le famiglie dei lavoratori dipendenti (o iscritti alla gestione separata) e dei pensionati da lavoro dipendente.
Info qui

DETRAZIONI FISCALI
Figli a carico
Le spese detraibili per ciascun figlio a carico sono:
da 800 a 950 euro, per ogni figlio dai tre anni in su;
da 900 a 1.220 euro, per ogni figlio sotto i tre anni;
da 220 a 400 euro, l’importo aggiuntivo per ogni figlio portatore di handicap.
Nessuno sconto sui redditi oltre i 95.000 euro.

Asilo nido
Detrazione del 19% delle spese sostenute per l’asilo nido fino ad un importo massimo di 632 euro.

Contributi per baby sitter
Sono deducibili fino all’importo di 1.549,37 euro le spese spettanti al datore di lavoro per i contributi di colf, badanti e baby sitter assunte con un regolare contratto di lavoro dipendente.

 

AVVALERSI DI UN SERVIZIO DI BABY SITTING: LE NOVITA’ DEL LIBRETTO FAMIGLIA

E’ possibile avvalersi di una prestazione di baby sitting di natura occasionale mediante la nuova normativa del Libretto famiglia (che ha preso il posto dei voucher), oppure per prestazione non occasionali mediante un’assunzione regolata dal contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.
Il libretto famiglia è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, importo finalizzato a compensare attività lavorative di durata non superiore a un’ora.
Del valore nominale di 10 euro di ogni titolo di pagamento, 8 euro costituiscono il compenso del prestatore, 1,65 euro vengono accantonati per la contribuzione pensionistica alla Gestione Separata, 0,25 euro per il premio assicurativo INAIL, e 0,10 euro per il finanziamento degli oneri gestionali.
Vi è un limite 2500 euro all’anno per la prestazione in questione e 5000 euro all’anno per il singolo utilizzatore (la famiglia) o il singolo prestatore (baby sitter).
Quindi la singola prestazione non può superare le 250 ore annue.
Il compenso è esente da imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione.
Attraverso la piattaforma informatica INPS l’utilizzatore (la famiglia) acquista il libretto nominativo prefinanziato ed entro il giorno 3 del mese successivo comunica tutte le informazioni sulla prestazione eseguita. Sarà poi l’INPS ad effettuare un bonifico entro il 15 del mese successivo per erogare il compenso al prestatore e si occuperà dell’accreditamento dei contributi previdenziali ed assicurativi.
L’INPS verifica anche il superamento dei limiti annui e in tal caso il rapporto di lavoro si trasforma automaticamente in subordinato a tempo indeterminato.
La normativa prevede esplicitamente l’utilizzo del Libretto famiglia per consentire all’INPS di erogare voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting al posto della fruizione del congedo parentale (vedi sopra).
Riferimenti normativi qui

IL CONTRATTO NAZIONALE LAVORO DOMESTICO

Qualora il rapporto non sia di natura strettamente occasionale è necessario effettuare un’assunzione (anche part time) utilizzando la normativa del contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.
La retribuzione vigente (2017) di un baby sitter è di 5,36 euro all’ora lordi (6,32 o 6,70 se si considerano mansioni di cura e non solo di sorveglianza). Ovviamente il datore di lavoro (famiglia) deve prevedere gli oneri contributivi e tutte le altre spettanze (tfr, ferie, 13esima etc). E’ possibile avvalersi di un servizio da parte dei CAF per la gestione amministrativa del rapporto di lavoro. E’ possibile per la famiglia portare in detrazione il costo versato per i contributi (vedi sopra).
Qui il contratto collettivo nazionale lavoro domestico
Qui le tabelle retributive per il 2017

VOUCHER BABY SITTING E LIBRETTO FAMIGLIA:
LA LEGGE E’ IN CONTRADDIZIONE E GENERA LAVORO NERO!!!

Le due normative sul voucher baby sitting e il Libretto famiglia risultano in contraddizione tra loro. Se infatti una lavoratrice vuole rinunciare ai 6 mesi di congedo parentale (facoltativa) può richiedere all’INPS 600 euro al mese (per ogni mese in cui rinuncia, fino a 6 mesi) in buoni telematici per pagare i servizi baby sitting. Si tratta di un totale di 3600 euro che potrebbero essere richiesti nell’arco di un anno solare e quindi supererebbero il limite dei 2500 euro annui previsto per il Libretto famiglia (se consideriamo solo il compenso netto arriviamo a 2880).
Non solo, se una madre lavoratrice rinuncia al congedo si presume che rientrerà al lavoro. In questo caso se ha un orario full time e lavora su 5 giorni dovrà lavorare mediamente 6 ore al giorno (le canoniche 8 ore escluse le 2 ore di allattamento). Nel caso in cui non possa avvalersi di altri ausili familiari non riuscirà a far fronte a tante ore con le sole 600 euro al mese dell’INPS. Secondo le regole del Libretto famiglia avrà a disposizione 60 ore al mese (600/10), una media di 3 ore al giorno se consideriamo 5 giorni lavorativi.
Quindi dovrà aggiungere ore di servizi baby sitting pagandole di tasca propria e per rispettare il limite di 2500 euro annui dovrà ricorrere per forza a soluzioni illegali, aggiungendo ore pagate al nero. La normativa infatti non rende possibile (giustamente!) un’assunzione in contemporanea all’utilizzo del Libretto famiglia.
Il problema non risiede nell’assenza di una deroga sui limiti annui, ma nel fatto che si prevede un contributo baby sitting per una prestazione lavorativa occasionale quando in questo caso di occasionale c’è veramente poco!
Perché la norma non prevede un contributo per i servizi baby sitting che copra i costi di un’assunzione con contratto nazionale di lavoro fino ad un massimo di 600 euro mensili? O quantomeno perché non si contempla anche questa possibilità?
Teniamo presente inoltre che in particolare per il primo anno di vita del bambino vi è in tutta Italia una carenza di asili nido (i nidi privati in genere partono dai 12 mesi in su) e quindi per molte madri lavoratrici il servizio domiciliare di baby sitting è l’unica possibilità se non si usufruisce del congedo parentale…

DIRITTI o BONUS?: osservazioni conclusive

Nonostante le lodevoli intenzioni, i diversi bonus introdotti negli ultimi anni hanno, come dicevamo, una scarsa efficacia: non sono infatti stabili ed esigibili. In alcuni casi dietro una finta universalità si celano fondi limitati, per cui non si effettua una selezione in base a parametri di reddito ma in base ai “casuali” tempi di presentazione della domanda.
I bonus sono inoltre di per sé misure sperimentali e provvisorie che quindi non consentono il maturare di “diritti esigibili” e hanno poco valore quali politiche di incentivo alla natalità. Diventano invece strumenti aleatori e in alcuni casi iniqui, con uno spreco in mille rivoli di risorse che potrebbero invece servire a strutturare un sistema di diritti a sostegno della genitorialità.
Proviamo a fare alcuni esempi di come si potrebbero, in alternativa, strutturare politiche più efficaci e stabili:

  1. BONUS O DIRITTO ALL’ASILO NIDO?

Il Governo ha recentemente varato un decreto per il sistema di istruzione 0-6: in pratica si trasforma l’asilo nido da servizio di welfare a domanda individuale a parte del sistema dell’istruzione, identificandolo come un diritto del bambino e collegandolo con le scuole dell’infanzia. Sembrerebbe una buona notizia salvo il fatto che questo diritto rimane al momento sulla carta: le risorse dedicate sono infatti assolutamente insufficienti e non vi è un intervento di riforma strutturale del sistema. Mancano gli asili nido e le rette sono spesso inaccessibili.
Se però guardiamo i fondi stanziati per lo 0-6 sono più o meno paragonabili a quelli per il bonus nido di 1000 euro (bonus nido 144 milioni nell’anno 2017, 250 nel 2018, 300 nel 2019, 330 nel 2020; a fronte di stanziamenti per il sistema 0-6 di 209 milioni nel 2017, 220 nel 2018 e 239 nel 2019).
Che senso ha allora dare 1000 euro di contributo quando non esistono asili nido in intere zone del Paese? Che senso ha dare 1000 euro a tutti senza riferimenti all’isee (in realtà ai primi che faranno domanda) quando alcune famiglie sono più in difficoltà di altre? Non era meglio usare queste risorse per consentire ai Comuni di estendere il servizio ed abbassare le tariffe proporzionalmente ai parametri di reddito? Insomma non era meglio usare i soldi del bonus per strutturare un vero diritto all’asilo nido?

  1. PREMIO MAMMA O DIRITTO ALLA MATERNITA’?

Il nostro sistema di welfare è strettamente collegato al rapporto di lavoro in essere, anche quando si tratta di misure a sostegno della maternità: dall’indennità per il congedo, all’allattamento, agli assegni familiari (che vengono dati solo a chi lavora, per i mesi in cui è in essere il rapporto di lavoro).
Perché non usare le risorse dei vari premi mamma per strutturare un sostegno davvero più universale che aiuti le mamme che hanno un lavoro precario e lo perdono o semplicemente non sono riuscite ancora a trovarlo? E’ un modo per sostenere i nuclei familiari più fragili e magari aiutare le giovani donne che vivono una condizione di precarietà a ritrovare lavoro.

  1. VOUCHER BABY SITTING O SOSTEGNO AD UN VERO LAVORO DOMESTICO?

Le donne come noto si sono sempre fatte carico anche del lavoro domestico. Lo fanno gratuitamente rinunciando ad un proprio lavoro o rinunciando ad occasioni di carriera e maggior retribuzione. Oppure lo fanno nel tempo libero, tra mille acrobazie. Chi invece intraprende il lavoro domestico come proprio lavoro (prevalentemente sempre donne) lo fa in condizioni di precarietà, illegalità, scarsa retribuzione.
A questo proposito è possibile che il contributo per i servizi di baby sitting erogato al posto del congedo parentale si esaurisca a metà anno per carenza di fondi? E’ possibile che si tratti di voucher quando invece in questo caso non c’è nulla di occasionale? E’ possibile che non si preveda come in altri Paesi europei condizioni economiche più solide per chi svolge il lavoro domestico attraverso imponenti sgravi fiscali alle famiglie che se ne avvalgono? Per lo Stato il costo dell’operazione sarebbe più basso visto che si potrebbe contemporaneamente contrastare il lavoro nero in ambito domestico e recuperare così contributi e imposizione fiscale.
Si tratterebbe di politiche per sostenere contemporaneamente le famiglie che si avvalgono di collaboratori domestici, a partire dai servizi di baby sitting che in molti casi sono necessari in aggiunta al nido o alle scuole materne, e strutturare per chi lo svolge un lavoro domestico regolarmente retribuito.

Si tratta di tre esempi di come sia possibile passare da interventi estemporanei a vere e proprie politiche che abbiano un carattere strutturale e lungimirante.
In epoca di pesanti trasformazioni sociali e del lavoro, di fronte al dramma della crisi e del calo demografico, una discussione sul welfare e su come possa intervenire in maniera complessiva sul diritto alla genitorialità non è davvero più rinviabile.