Un Paese senza famiglia

Che il nostro Paese stia invecchiando è una realtà ormai fin troppo evidente e c’è davvero poco da fare per trovare giustificazioni velleitarie a questa parabola discendente di nascite e fecondità.

Qualche giorno fa il Sole 24 Ore restituiva una fotografia deprimente della situazione attuale della natalità in Italia in un articolo di Carlo Carboni.

Il Paese invecchia perché non è all’altezza della sua crescita, soprattutto demografica.lgbt_family-03

Sono in attesa del terzo figlio e guardandomi intorno mi sento davvero una rarità. Le mie coetanee stanno diventando molto spesso mamme per la prima volta, loro malgrado, in molti casi con problemi maggiori nel concepire un bimbo e con il ferale dubbio di aver aspettato troppo.

Ma io vi capisco, amiche mie, come si fa a mettere al mondo un figlio in Italia con leggerezza, è davvero complesso fare i conti con un sistema di welfare che fa acqua da molte parti, in cui le Istituzioni fanno davvero fatica a mettersi al passo e la politica, evidentemente, non considera realmente una priorità la famiglia.

Non ci si può limitare a mettere in campo i soliti interventi spot di aiuto alle mamme e ai papà, occorre un cambio di passo importante nell’approccio “politico” al problema. Perchè ormai di problema di tratta: problema demografico, problema di crescita educativa del Paese (molte scuole si svuotano), problema di sviluppo, e potrei andare avanti ancora per molto.

Se ho potuto permettermi il terzo figlio è solo perchè ho un lavoro stabile e vivo in una città di provincia del Sud, vicina alla mia famiglia, con la mia rete sociale di salvataggio bella solida, con un costo della vita e della casa di gran lunga inferiore a quello delle città in cui vivono la maggior parte delle mie amiche.

Ma, purtroppo, da questo nostro amato Sud tantissimi sono costretti ad andar via e a mettere su famiglia altrove, dove la rete sociale di riferimento è assente, dove nei condomini molto spesso ci si ignora e dove si fa fatica a vivere anche con uno stipendio stabile.

Servirebbe un aiuto strutturale, non solo un bonus ogni tanto, occorrerebbe un sistema di welfare studiato dalle Istituzioni con le famiglie, con i diretti interessati, al di là delle mediazioni di altre realtà che operano con e per la famiglia, serve ripartire dalle radici, dall’ascolto diretto dei bisogni e dalla co-progettazione delle politiche di supporto.

Con NETuralFamily vogliamo incoraggiare lo sviluppo di tali percorsi nella PA, avviare processi di facilitazione con decisori pubblici e famiglie, vogliamo che questo Paese cresca ancora e che l’esperienza di essere genitori non diventi un’esperienza d’èlite, ma sia ancora e sempre una fantastica opportunità per tutti.

Mariella Stella

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