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Al Welfare dal basso ci pensa Cariplo! Pubblicato il nuovo bando 2017

Non potevamo non raccontarvelo, è il tema guida del nostro progetto del resto, e siamo felici che anche quest’anno la Fondazione Cariplo dia il via ad una nuova edizione di uno dei Bandi più interessanti del panorama nazionale: Welfare in Azione.

Per il 2017  verranno messi a disposizione 7,5 milioni di euro destinati agli attori pubblici e privati intenzionati a rinnovare il welfare locale intraprendendo un percorso impegnativo e sfidante di programmazione territoriale, aperta e partecipata.

Come per le precedenti edizioni, il bando è articolato in tre fasi (call for ideas, studi di fattibilità e realizzazione) ma sono previste novità per accompagnare al meglio i territori che intendono partecipare. La quarta edizione si arricchisce infatti di importanti momenti formativi destinati a sostenere e orientare le progettazioni in modo più efficace e concreto fin dalla fase ideativa: nelle giornate del 12 e del 16 maggio verranno proposti due incontri formativi rispettivamente sul tema della progettazione e sul fundraising di comunità. Gli incontri saranno diffusi in streaming e saranno condotti dai servizi di accompagnamento che hanno seguito le tre precedenti edizioni del bando, oltre che dal team di Fondazione Cariplo: verranno focalizzati temi cruciali per la formulazione dell’idea quali l’inquadramento del problema, il cambiamento, la governance, gli indicatori e la valutazione e l’attivazione del territorio nell’ambito del fundraising di comunità. Entrambi i momenti formativi verranno arricchiti dalle testimonianze dirette dei progetti delle edizioni precedenti.

Le reti pubblico-private interessate hanno tempo fino al 30 giugno 2017 per presentare la propria idea progettuale.

I FASE – CALL FOR IDEAS

  • il 12 maggio e il 16 maggio 2017 Fondazione Cariplo organizzerà due momenti formativi aperti a tutti gli enti interessati a candidare la propria idea; sarà possibile seguire gli incontri in streaming (a breve sul sito di Fondazione Cariplo verranno fornite le informazioni di dettaglio)
  • entro il 30 giugno 2017 gli enti ammissibili potranno inviare la propria idea progettuale;
  • entro il 30 luglio 2017 gli enti con le idee ritenute coerenti con le linee guida del bando saranno incontrati dagli Uffici di Fondazione Cariplo per un confronto su punti di forza e di debolezza;
  • entro il 30 settembre 2017 gli enti invieranno le idee progettuali definitive;
  • entro il 30 ottobre 2017 la Fondazione Cariplo selezionerà le idee migliori.

II FASE – STUDI DI FATTIBILITÀ

Tra novembre 2017 e febbraio 2018 le idee selezionate beneficeranno di un percorso di accompagnamento metodologico garantito da Fondazione Cariplo, per trasformare l’idea in studio di fattibilità di un progetto triennale; Entro aprile 2018 verranno selezionati gli studi di fattibilità valutati più coerenti con le linee guida.

III FASE – REALIZZAZIONE

L’implementazione dei progetti selezionati sarà finanziata per tre anni e beneficerà di un accompagnamento sostenuto da Fondazione Cariplo e volto anche a sviluppare piani di fundraising di comunità; Lo sviluppo delle progettualità selezionate sarà oggetto di monitoraggio per verificare l’andamento dei processi esecutivi e registrare i risultati ottenuti, anche nell’ambito di comunità di pratica volte a favorire l’apprendimento e la diffusione degli interventi sostenuti e ad alimentare il dibattito sui temi del welfare di comunità.

Nella sezione in fondo alla pagina potete scaricare tutti i documenti necessari alla presentazione.

Nel frattempo le prime tre edizioni del bando “Welfare di comunità e innovazione sociale” sono in pieno svolgimento; tutte le informazioni sugli esiti delle tre edizione del bando si trovano:

Per capire cosa sta accadendo sui territori ad oggi finanziati vi invitiamo a visitare il sito Welfare in azione dove i progetti delle precedenti edizioni raccontano attraverso le storie dei beneficiari, degli operatori e degli abitanti, di come stanno lavorando per innovare il welfare locale e renderlo più vicino ai bisogni delle persone

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

– SCRIVERE A welcom@fondazionecariplo.it

– RIVOLGERSI AI REFERENTI DELL’AREA SERVIZI ALLA PERSONA PER IL BANDO

GUIDA ALLA PRESENTAZIONE 2017

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20 Aprile 2017 • articoli_home, Netural Dads, netural family

The Walking DAD: non tutti i padri sono zombie!

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Ho sempre pensato che fare il genitore potesse essere la cosa più semplice al mondo, con un “no”, o un “si”, o un “vai in camera tua” si potesse avere il potere di gestire il tutto, in maniera semplice e sbrigativa.

E invece no. Farlo è una cosa, esserlo è un’altra. Desiderarlo invece è ancora un’altra cosa.

Ecco appunto, il desiderio. Un conto è desiderare di diventare genitori a 19 anni, quando si fantastica sul futuro, un conto è essere consapevoli di poterlo davvero diventare, con qualche anno in più sulle spalle, con qualche chicco di maturità nella zucca, e forse, qualche soldino che tintinna nella tasca, ma se dovessimo aspettare la stabilità economica qui in Italia non metteremo su mai famiglia e non vivremmo mai la bellezza di essere genitori.

Sono Giovanni Abbaticchio, ho 32 anni e sono padre di un figlio di due di nome Ludovico, e sposato con Annarita da tre anni, ma ci amiamo da dodici.

Sono autore e videomaker, scrivo, dirigo e monto video, sono laureato in Pedagogia Generale presso l’Università di Bari, e una passione sfrenata per la media-education.

Da quando è arrivato Ludovico, la mia vita non è cambiata, è semplicemente migliorata, spesso con Annarita quando lo osserviamo mentre dorme ci chiediamo: “ma come abbiamo fatto a vivere tutto questo tempo senza di lui?”. Guardarlo e ammirarlo durante il sonno credo sia diventato il mio hobby preferito, è una meraviglia, paragonabile al Louvre intero. Anzi meglio, che dico meglio, superiore.

Mio suocero mi racconta spesso che suo padre lo baciava nel sonno, perché così crescevano meglio. Beh, a mio parere, non c’è nulla di più sbagliato, i figli vanno baciati, coccolati e accarezzati ogni volta che si può e che ci va. E per fortuna, questo, mio suocero lo sa, e la regola di famiglia è stata trasgredita.

Il rapporto con mio figlio, nell’ultimo anno, è cambiato totalmente. Prima se c’ero o non c’ero, per lui era la stessa cosa, mi ha chiamato Mamma fino al giorno del mio onomastico ma solo quando gli andava, il 24 giugno scorso mi ha fatto un regalo chiamandomi…Babbo. Ho pianto. Mamma quanto ho pianto, di gioia. Ormai ci siamo messi a fuoco per bene, ci conosciamo, ci sorprendiamo, ci amiamo, ogni giorno, attraverso il gioco e la quotidianità. Vivo molto la casa e amo essere coinvolto nella gestione familiare e nelle faccende casalinghe, non mi tiro di certo indietro, ma detto tra noi, non disprezzo il divano e una bella partita di calcio con birra e pizza in solitaria. Oggi io e Ludovico abbiamo un rapporto, vero, autentico, ci scontriamo, discutiamo, parliamo, ragioniamo e giochiamo un sacco. Alle volte sono un po’ severo, altrimenti mi mette i piedi in testa, e faccio la voce grossa. Devo dire che ora basta uno sguardo e mi capisce al volo e questo mi aiuta tanto, e aiuta anche lui.

Ludovico è un testardo, segno toro, è deciso, sa ciò che vuole e come può ottenerlo, sa cosa può ottenere dalla mamma e quello che può ottenere da me. La mattina prima di accompagnarlo all’asilo invento canzoncine e storielle da raccontargli per convincerlo a lavarsi e a vestirsi e alle volte funziona, altre invece falliscono. Ma il più delle volte hanno il loro effetto.

L’asilo, dicevo. Galeotta fu quell’esperienza, quell’avventura che mi ha portato ad avere un’intuizione, una voglia matta di mettermi in gioco e raccontarmi senza nessuna inibizione e nessun pudore.

Tutto è nato durante l’inserimento. Dopo che mia moglie ha seguito la prima parte, a me è toccata la seconda, la più dolorosa, la più straziante. Il protagonista principale? Il distacco.

È toccato a me tagliare per la prima volta il cordone ombelicale, Ludovico piangeva perché non voleva che me ne andassi via ed io che esternamente gli trasmettevo tranquillità e serenità con un “dai amore ti divertirai tanto, gioca”, ma dentro di me era in atto la terza guerra mondiale. Volevo riprendermi il bambino e riportarlo a casa. Tra me e mio figlio però c’era di mezzo la maestra, che educatamente e con polso duro mi ha invitato ad andare via.

In preda ad un calderone di sentimenti contrastanti, ho deciso che questo mix di emozioni dovevo esternarlo, raccontarlo, incanalando i sentimenti in una figura, in una specie di super-eroe paterno, protettore di tutte le emozioni che un padre, un genitore, può vivere e provare.

Mi sono fatto coraggio, ho impostato la modalità video del mio I-Phone e ho iniziato a raccontare tutto.

E qui nasce The Walking DAD (non tutti i padri sono zombie), il mio progetto “social(e) dedicato ai papà.

A seguire sono nati vlog, foto e aneddoti dedicati a stereotipi che vedono protagonisti noi padri alle prese con figli, mogli, suoceri, genitori, amici e faccende quotidiane.Trovate tutto sulla mia pagina Fb, sul sito e su Youtube. Vi consiglio di vedere i video, sicuramente vi ritroverete.

 

Ho pensato che non c’è cosa più bella che raccontare le mie emozioni attraverso video, racconti, foto e altro, ma non solo, voglio esagerare, ho l’obiettivo di diventare il megafono di questa “categoria”.

The Walking DAD nasce per raccontare i sentimenti di un padre alle prese con la crescita del proprio figlio.

 

Voglio affrontare, più in là, tematiche inerenti a questa sfera poco trattata e poco tutelata. Un appuntamento frivolo, ironico e riflessivo sulla bellezza di essere genitori, di essere padri attraverso vlog e video-racconti.

The Walking DAD è un contenitore di pensieri ed emozioni, sogno fortemente che diventi un luogo dove i padri si possano confrontare, così come fanno egregiamente le mamme, dove si possano affrontare tematiche importanti e delicate come: la separazione, la paternità responsabile, i diritti dei padri, le unioni civili, le adozioni, la morte, le separazioni, le scelte, sempre con leggerezza ed intelligenza.

È una sfida sociale ostica e complicata, perché gli uomini sono allergici a questo tipo d’iniziative e confronti, ma sono sicuro che con il tempo e con il giusto spirito, il progetto può raggiungere obiettivi importanti.

Se vi va di seguire le mie avventure mi trovate su: www.thewalkingdad.it

FB: @thewalkingdadstory

Instagram: @thewalkingdadstory

Mail: thewalkingdadmail@gmail.com

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20 Aprile 2017 • articoli_home, netural family

Spazio CO-STANZA, il network si allarga!

Ancora una volta siamo felici di dedicare uno spazio del nostro blog ad un altra realtà partner del NETuralFamily Network: Spazio CO-STANZA.

CO-STANZA ha sede a Firenze, ed è il primo spazio di coworking della città con area baby, in cui i genitori ritrovano allo stesso tempo l’accoglienza di una casa e la funzionalità di un ufficio. Lo spazio offre a genitori, bambini, studenti, Associazioni opportunità di scambio e condivisione con attività ludico-didattiche per bambini e percorsi di crescita professionale e Costanza_logo_dettagliopersonale per gli adulti: consulenza psicologica e pedagogica, sostegno alla genitorialità, supporto alla creazione di micro-progetti per la conciliazione vita/lavoro e percorsi di orientamento sociale e professionale. Intercultura, scambio, identità, diversità e integrazione sono i pilastri di Co-stanza, uno spazio in cui la creatività, la libertà, la sperimentazione, la scoperta e l’apprendimento favoriscono lo scambio e la condivisione ad adulti e bambini.

Il team di CO-STANZA è composto da Anna, Maria e Michela con profili ed esperienze professionali che spaziano dalla formazione alla cooperazione, al turismo responsabile e ai diritti dell’infanzia.
Unite dalla voglia di creare e coltivare reti virtuose e concrete tra società civile, professionisti, organizzazioni pubbliche e private: strategia necessaria per poter raggiungere risultati ottimali nella tutela dei diritti dell’infanzia, del benessere dei minori e delle loro famiglie.
Rafforzate dalla convinzione che sia necessario un dialogo continuo intergenerazionale e interculturale, che ascolti ogni parte, per poter costruire con e per ognuna di esse una risposta puntuale ed efficiente.
Vite, esperienze, caratteri, approcci, contesti, ambiti lavorativi differenti che trovano la loro sintesi e la loro piena realizzazione proprio in CO-STANZA.

“CO-STANZA è uno spazio polifunzionale incentrato sul coworking, attorno al quale si attivano svariati servizi di sostegno alla professionalità e alla genitorialità. – ci raccontano le tre co-fondatrici – Mamme e papà possono vivere e partecipare attivamente alla crescita dei loro bambini. senza dover rinunciare ad opportunità spazio-costanza-firenzeprofessionali e alle proprie passioni.”

I servizi:

SPAZIO COWORKING: Neolaureati, liberi professionisti, aziende e associazioni, possono usufruire di una postazione lavorativa – sia essa scrivania o ufficio indipendente – in un ambiente funzionale, familiare e dinamico dove nascono nuove opportunità. Se genitori possono abbinare i nostri servizi di baby-sitting.
SPAZIO BAMBINI: Uno spazio dedicato ai più piccoli per liberare la fantasia e giocare con un servizio qualificato gestito da educatori professionisti multilingue. Laboratori creativi, corsi di lingua, attività sportive, ripetizioni, feste di compleanno o eventi speciali… formule ad hoc per bambini di ogni età.
SPAZIO FAMIGLIA: Uno spazio di ascolto e di condivisione per affrontare con serenità i cambiamenti della vita familiare, accompagnati da professionisti specializzati attraverso percorsi individuali o di gruppo.
BENESSERE E TEMPO LIBERO: Tante attività diverse per non vivere di solo lavoro, spaziando dal benessere fisico a quello mentale.
SPAZIO CONSULENZA E SOSTEGNO: Un aiuto concreto per le famiglie, i bambini e le singole persone. Un gruppo di lavoro consolidato e multidisciplinare che collabora sul tema dello sviluppo dell’individuo e del benessere della famiglia.

CENTRO PSICO-SOLIDALE: Uno spazio accogliente e funzionale che offre servizi di consulenza psicologica e psicoterapia a costi sociali.
FORMAZIONE E ATTIVITÀ CULTURALI: Seminari, incontri e laboratori per grandi e piccini.
PROGETTI DI INNOVAZIONE SOCIALE: In rete per rispondere in maniera integrata ai bisogni degli utenti offrendo spunti divertenti e strumenti alternativi ed adeguati ad ogni età, per una riflessione “”formato famiglia”” sui temi delicati della vunnamedita.”

Spazio Co-stanza è un baby pit-stop UNICEF e da oggi entra a pieno titolo nella nostra rete di NETuralFamily Point.

Ancora una volta, il network di NETuralFamily si conferma una vera risorsa!

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QF | Uno spazio bellissimo! Nuovo partner e NETural Family Point su Milano

Un coworking, cobaby e coliving: uno spazio contemporaneo e polifunzionale, un “quoziente” per rendere la vita più semplice, dove poter conciliare lavoro, famiglia e benessere personale, attraverso una gamma di servizi integrati che ridisegnano un modello di innovazione sociale intorno ai bisogni della famiglia moderna.

La storia di Erika e Raffaella (le fondatrici) ci somiglia molto, infatti Qf (Quoziente Famiglia) nasce dall’incontro tra Erika Martinazzoli (visual designer) e Raffaella Celi (psicologa), entrambe mamme libere professioniste, che hanno voluto realizzare uno spazio a partire dalle proprie esigenze, dove co-fondere lato umano e vita professionale.

Qf utilizza la nota formula di “lavoro condiviso” (coworking), per liberi professionisti e aziende, con possibilità di accesso personalizzabile in base alle esigenze di ciascuno. Mette a disposizione postazioni lavorative con ampie scrivanie in legno rifinite a mano, uffici privati, una sala riunioni ed una zona relax&food. Oltre ad essere un luogo di lavoro moderno e dinamico, Qf è pensato anche per attività ludiche, laboratori, organizzazione di eventi e corsi.

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Qf è uno spazio di design, un luogo bello! Ma non soltanto “bello” perchè creato in collaborazione con creativi emergenti e sapienti artigiani, cui è stato affidato il compito di realizzare uno spazio non soltanto funzionale ma in grado di accogliere ed ospitare; Qf è rivolto a tutte le persone che desiderano lavorare in un ambiente dove i confini della propria scrivania possano aprirsi ai vicini di banco; 200mq di idee dove co-abitare e co-legare differenti ambiti professionali, favorendo la nascita di interazioni e progetti in un contesto armonico e piacevole.

A QF troviamo Qbaby: l’area interamente dedicata ai bambini, che consente ai genitori di lavorare a 13 passi di distanza da loro; è il cuore del progetto, lo spazio dedicato al gioco, l’intrattenimento e la nanna, ma soprattutto alla cura responsabile dei piccolini.

Il Qliving invece è il terzo quoziente di Qf e ha  l’obiettivo di  offrire ai coworker – e non solo – uno spazio dove poter condividere anche momenti di relax, benessere e socialità. Qui Qf organizza, con la collaborazione di professionisti esperti in varie discipline rivolte al benessere psico-fisico delle persone, alcuni servizi tra cui Spazio Equilibrio e Momenti di Benessere.

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Insomma QF è un luogo ideale. Per tutti questi motivi QF entra a far parte a pieno titolo della nostra rete di Netural Family Point e sarà il vostro punto di riferimento a Milano! Cui si aggiungeranno presto i Point di Bologna e Roma, per dare a tutte le mamme e papà la possibilità di trovare soluzioni innovative su misura in tutto il territorio nazionale.

Siamo felicissime di avervi a bordo ragazze!

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Monetizzare il congedo parentale? Si può!

Lavoratrici dipendenti, autonome e parasubordinate possono scambiare per gli anni 2017 e 2018 un mese (o più) di congedo parentale con voucher per l’acquisto di prestazioni di lavoro da parte di baby-sitter o per il pagamento di asili pubblici o privati

Per ogni mese, lo scambio (la monetizzazione) avviene al valore di 600 euro. L’Inps ha già riaperto i canali per la presentazione delle domande, che sarà possibile fare fino al 31 dicembre 2018, salvo non intervenga prima l’esaurimento delle risorse (40 milioni di euro per ognuno dei due anni). La misura, che è una proroga, è stata prevista dall’art. 1, comma 356, della legge n. 232/2016 (legge di Bilancio 2017).

Praticamente le mamme lavoratrici – dipendenti, parasubordinate ed autonome – (sono esclusi i papà, nonostante anche loro abbiano medesimo diritto al congedo parentale come le mamme) possono scambiare i mesi di congedo parentale a cui decidono di rinunciare con un importo di 600 euro per ciascun mese cui si è rinunciato. I mesi massimi di “monetizzazione” ovviamente corrispondono ai mesi massimi di congedo cui la madre lavoratrice ha diritto (massimo 6 per le dipendenti, massimo 3 per le parasubordinate e autonome).

La domanda di monetizzazione del congedo parentale va presentata all’Inps esclusivamente in via telematica, operando sul sito web tramite Pin dispositivo; in alternativa, si può ricorrere all’assistenza di un patronato o un Caf. Nella domanda la lavoratrice deve indicare a quale dei due tipi di monetizzazione intende accedere: voucher o spesa asili nido. Nel secondo caso, va indicata anche la struttura (pubblica o privata accreditata) presso cui risulta iscritto il figlio. Nell’istanza, inoltre,
 va indicato il periodo di mesi da monetizzare, con dichiarazione espressa di rinuncia al corrispondente numero di mesi di congedo parentale. Nell’ipotesi della presenza di più figli, occorre presentare una domanda per ciascun figlio.

 

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800 euro a tutte le nuove mamme del 2017!

Il contributo previsto dalla legge di Stabilità è indipendente dal reddito e viene concesso per nascite e adozioni avvenute dal 1°gennaio 2017. Potranno richiederlo all’Inps anche le donne extracomunitarie con permesso di soggiorno e con lo status di rifugiate politiche.

Un bonus da 800 euro per tutte le donne, italiane ed extracomunitarie in Italia da almeno cinque anni, che partoriranno o adotteranno un figlio nel 2017. L’Inps ha pubblicato la circolare dove illustra le regole del cosiddetto “bonus mamma”, contenuto nella legge di Stabilità, un aiuto economico statale che non sarà considerato parte del reddito complessivo e che potrà essere richiesto per via telematica. A sostegno della natalità arriverà a breve sulla Gazzetta ufficiale anche il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che regola il buono sugli asili nido da mille euro l’anno, assegnato per ogni figlio nato o adottato a partire dal primo gennaio 2016.

 

I requisiti – Il premio alla natalità è riconosciuto alle donne incinte o alle madri che abbiano la residenza in Italia e la cittadinanza italiana o comunitaria. Possono usufruire del bonus anche le cittadine non comunitarie in possesso del permesso di soggiorno Ue per lungo periodo oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini europei. Le donne non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane.

 

Quando lo si può chiedere – Il beneficio di 800 euro può essere concesso, in un’unica soluzione, esclusivamente se, dal 1° gennaio 2017, si è entrate nel settimo mese di gravidanza o si è partorito (anche se prima dell’8° mese). Il bonus vale anche per le adozioni disposte con sentenza definitiva e per l’affidamento preadottivo nazionale o internazionale disposto con ordinanza.

 

I documenti per le nascite – Per chi richiede il bonus dopo il compimento del 7° mese di gravidanza è necessaria una certificazione sanitaria, rilasciata dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale, che attesti la data presunta del parto. Nel caso in cui la domanda sia contestuale alla nascita, la madre dovrà autocertificare la data del parto e le generalità del bambino.

 

Le attestazioni per le adozioni – Nei casi di adozione o affidamento preadottivo, chi richiede il premio di natalità deve allegare alla domanda la sentenza definitiva o il provvedimento. Se ciò non fosse possibile, è necessario che siano indicati gli elementi che consentano all’Inps di procurarsi la documentazione necessaria presso l’amministrazione che la detiene: la sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria ed il relativo numero.

 

I documenti per le cittadine non comunitarie – Le donne extracomunitarie dovranno allegare alla domanda per il bonus una copia di uno dei titoli di soggiorno utili per ottenere al premio. Se non fosse possibile, come nel caso delle adozioni sarà necessario indicare gli elementi identificativi che consentano la verifica dei documenti: tipologia del titolo, numero titolo, Questura che lo ha rilasciato. Gli accertamenti saranno effettuati dall’Inps tramite le banche dati del ministero degli Interni e delle amministrazioni.

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Congedo di paternità: Italia N.C.

Tutti i paesi europei prevedono il congedo di paternità strutturale, mentre l’Italia resta fanalino di coda: ecco un’analisi a confronto

In un ordine del giorno relativo al Milleproroghe, in discussione in questi giorni, ci si impegna a fare il punto sul congedo di paternità obbligatorio per i padri lavoratori, alla luce di un confronto con le legislazioni degli altri Paesi UE. Presentato da Nunzia Catalfo (M5S), l’odg chiedeva al Governo l’impegno a renderlo strutturale portandolo a 15 giorni (ipotesi già discussa, anche in sede di dibattito sul Jobs Act).

Vediamo una panoramica della situazione nei paesi europei (tutti prevedono una possibilità di congedo per i padri) nei quali le norme sono più evolute di quella italiana. In Italia, lo ricordiamo, il congedo è stato introdotto nel 2013 in via sperimentale e in base all’ultima manovra di Bilancio è pari a:

  • 2 giorni nel 2017,
  • 4 giorni nel 2018.

Sul gradino più alto del podio c’è la Norvegia, che prevede un congedo per i neo padri di 15 giorni, ai quali si aggiunge un congedo parentale (retribuito al 100%) di 54 settimane che si può dividere fra i due genitori nel seguente modo: nove settimane sono riservate alla madre e sei settimane al padre, mentre le restanti 39 settimane possono essere utilizzate da entrambi i genitori. In Finlandia il padre ha diritto a 54 giorni di congedo retribuiti. La Svezia, primo paese europeo ad aver previsto il congedo papà nel 1974, attualmente prevede per il padre un periodo di dieci giorni retribuiti all’80%. In Danimarca, due settimane di congedo da utilizzare nelle prime quattro settimane di vita del bambino.

  • Portogallo: 20 giorni di congedo, di cui 10 obbligatori;
  • Francia: 2 giorni da fruirsi entro quattro mesi dalla nascita del bambino;
  • Spagna: 15 giorni consecutivi retribuiti al 100%, altri 2 per nascite multiple;
  • Belgio: 3 giorni di congedo obbligatorio e 10 di facoltativo.

Noi vogliamo ricordare che in Italia è riconosciuto un congedo matrimoniale di 15 giorni retribuito al 100 % sia per la donna che per l’uomo.

Non vi pare che un figlio sia più importante di un viaggio di nozze?!

A voi l’ardua sentenza 🙂

*dati estrapolati da questo articolo

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La felicità è una scienza, 2bHappy Agency on board!

La felicità è una competenza che può essere allenata

L’INFELICITA’ 
ci costa cara, in Italia 11,000,000 di persone usano di psicofarmaci. In famiglia: all’aumentare dello stress dei genitori gli adolescenti hanno il 31% di possibilità di avere dipendenza da  alcool o droghe. In Europa 40 milioni di lavoratori soffrono di “stress da lavoro correlato”.
Nel resto del Mondo 1 Paese su 5 è impegnato a combattere in guerra o a sopravvivere alla fame.

“Costruire un mondo migliore per tutti e non è un’utopia – ci dice Veruscka Gennari, co-founder di 2BHappy Agency, la nuova realtà che è appena entrata a far parte del nostro NETwork (e ora capirete perchè!).

A partire dai bambini, che sono il nostro futuro, vogliamo insegnare a tutti che la felicità è una competenza che può essere allenata, bastano poche informazioni e tanta pratica.

Forti dell’esperienza nel campo delle neuroscienze e dello sviluppo personale vogliamo, insieme ad altri, costruire e diffondere la voce di chi sceglie di investire sulla felicità come diritto di tutti”.

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Così Veruscka Gennari e Daniela di Ciaccio hanno fondato la loro agenzia: un acceleratore di felicità; un Hub metodologico che raccoglie ed organizza tutti gli studi più autorevoli, le ricerche e le pratiche riguardanti la scienza delle felicità e il benessere; e un team di “esperte di felicità” che lavora in ambito business (per multinazionali e piccoli imprenditori illuminati) e education (scuole, famiglie e genitori), qui potete vedere il loro portfolio (eccellente).

Educare alla felicità fin da piccoli ed educare alla felicità in ambito famigliare (a partire anche dal benessere dei genitori come uomini e donne) sono aspetti importantissimi in cui anche noi crediamo molto. Per questo 2bHappy entra a far parte del nostro network, per arricchire l’offerta di servizi e soluzioni che si possono offrire alle famiglie, e alle aziende in ambito di welfare aziendale.

Poi che dire, Veruscka e Daniela sono anche due NETuralwomen, come non volerle a bordo!

Benvenute ragazze! L’alleanza è donna 🙂

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3 Febbraio 2017 • articoli_home, Netural Dads

Fare il papá significa cambiare la narrativa!

 

Grazie NETuraldads che state cambiando il mondo con il vostro esempio!

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Guida ai Voucher Baby-sitter e Asili Nido 2017!

La buona notizia è che tutte le mamme lavoratrici, dipendenti pubbliche, private, iscritte alla gestione separata o lavoratrici autonome hanno diritto ai voucher.
Non ci sono condizioni di limite ISEE da rispettare, ma è bene ricordare che il Voucher è alternativo al godimento dei mesi di congedo parentale.

Ma andiamo con ordine.

Cos’è il voucher?

Un contributo economico fino a 600 Euro al mese per l’acquisto di servizi per l’infanzia: baby sitter o asili nido pubblici o privati accreditati.

Chi ne ha diritto?

Tutte le mamme lavoratrici dipendenti pubbliche, private, iscritte alla gestione separata o lavoratrici autonome che si trovino al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità.

Per quanto tempo?

Per tutto il periodo di congedo parentale non obbligatorio (6 mesi).

Ma sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo per frazioni di mese.

Come si accede?

Si può provare a fare tutto da sole, e qui trovate le istruzioni per le lavoratrici dipendenti e per le lavoratrici autonome per presentare domanda entro il 31 dicembre 2018 (o fino ad esaurimento fondi), oppure ci si può rivolgere a un patronato o CAF, del proprio territorio. Tutte le informazioni sul sito INPS.

 

 

 

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